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Cronaca | 29 luglio 2020, 19:30

L’assicurazione lo accusò di aver inscenato il furto della propria auto: assolto impiegato braidese

Il 39enne era accusato di simulazione di reato. Il difensore: "Impossibile sostenerla in ragione della mancanza di effrazioni ai danni del veicolo. Ormai una buona parte di questi delitti avvengono col ricorso a dispositivi elettronici"

Foto di TheDigitalWay da Pixabay

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Si è chiuso con l’assoluzione dell’imputato il processo penale che il tribunale di Asti aveva istruito a carico del 39enne braidese R. B., chiamato a rispondere di simulazione di reato di fronte al tribunale in composizione monocratica (giudice Cristina Carola Giordano), sulla base di indagini che erano state condotte dal sostituto procuratore Luciano Tarditi.

Nei mesi scorsi il pm Ettore Colombo aveva chiesto per l’impiegato una pena di un anno e 2 mesi di reclusione per quanto a suo giudizio commesso nell’ottobre del 2014. L’uomo, che all’epoca aveva il proprio domicilio in Fossano, denunciò presso i Carabinieri di Carmagnola il furto della propria autovettura, una Vw Golf che a suo dire ignoti gli avevano sottratto dopo che lui l’aveva lasciata parcheggiata nello stesso centro della cintura torinese, prima di prendere un treno diretto nel capoluogo regionale.
Tre anni dopo, nel 2017, il veicolo veniva però ritrovato in un garage di Genola, senza però che presentasse forzature alle portiere, né alterazioni o sostituzioni a carico del nottolino di avviamento o della centralina elettronica, mentre le sue due uniche chiavi erano ancora in possesso del denunciante.

Da qui i dubbi sorti negli inquirenti e nella compagnia di assicurazione (poco prima dei fatti l’auto era stata assicurata per 30mila euro), alla base del procedimento chiuso ora con l’assoluzione dell’imputato.

"L’accusa – spiega il difensore dell’uomo, l’avvocato albese Roberto Ponzio – ha costruito un quadro di indizi la cui prova regina si fondava sul dato della mancanza di evidenti manomissioni al veicolo, sostenendo al contempo che non avesse senso, dal suo punto di vista, lasciare l’auto a Carmagnola per recarsi in treno a Torino. Al giudice abbiamo spiegato e provato che, mentre nel nostro Paese esiste ancora la libertà di circolazione, le nuove frontiere dei furti d’auto non prevedono necessariamente la presenza di un’effrazione, ma che oggi esiste la figura del 'cyber ladro', e che una buona parte di questi delitti avvengono ora col ricorso a dispositivi tecnologici in grado di hackerare il sistema di apertura e avviamento del veicolo. Al contempo la richiesta risarcitoria avanzata dal mio cliente era in realtà congrua, in quanto parliamo di un’auto equipaggiata con un costoso allestimento da 'tuning'".

Ezio Massucco

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