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Economia | 29 luglio 2020, 19:05

Intesa Sanpaolo e Confindustria Canavese: una tappa per costruire il rilancio del territorio

Testa: "La sfida della ripresa post Covid richiede una visione d’insieme con investimenti mirati a sostegno dell’innovazione per i settori in stallo e dell’export per quelli d’eccellenza"

Intesa Sanpaolo e Confindustria Canavese: una tappa per costruire il rilancio del territorio

Si è tenuta oggi in videoconferenza la tappa canavesana del roadshow Il rilancio

delle imprese del territorio. Strumenti, opportunità e prospettive per il post Covid. Costruiamo insieme un grande futuro, promosso da Intesa Sanpaolo e da Confindustria per sensibilizzare e informare le imprese del territorio sugli strumenti e sulle opportunità disponibili a supporto della

crescita competitiva dopo il lockdown.

Ai lavori della tappa odierna hanno partecipato Patrizia Paglia, Presidente Confindustria Canavese, Teresio Testa, Direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo, Fabrizio Guelpa, responsabile Industry&Banking Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

Da un’analisi condotta dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo emerge che la ripresa dell’economia internazionale dipenderà dallo scenario pandemico che si andrà a delineare nei prossimi mesi e che andrà ad impattare in maniera significativa sia sul PIL che sul tasso di disoccupazione. Per il PIL italiano la previsione è di un calo del 9,5% per il 2020, con un recupero del 6,5% nel 2021 che tiene conto degli effetti dei provvedimenti del governo. Il Piemonte, con la sua elevata vocazione manifatturiera, è una delle regioni maggiormente penalizzate e la ripresa dell’economia, in particolare per la provincia di Torino, è condizionata oltre che dal fattore turismo anche dalla specializzazione nella metalmeccanica, mentre i settori agro-alimentare, farmaceutico, elettronica e ICT potranno dare

un impulso al recupero. Conferme in tal senso vengono anche dai dati di export che, a livello regionale, evidenziano una crescita per i prodotti agroalimentari e farmaceutici nel primo trimestre dell’anno.

Ora è necessario confrontarsi con uno scenario complesso e altamente incerto che, tuttavia, in prospettiva offre alcune opportunità: dalla transizione in chiave green (nell’industria, nella mobilità e nell’abitare), alla digitalizzazione (smart working, didattica a distanza), alla maggiore attenzione per i temi legati alla salute e all’ambiente domestico, alla regionalizzazione delle catene del valore. Queste

opportunità possono essere colte dall’economia del Canavese, grazie a una buona diffusione di imprese che hanno investito in tecnologie avanzate, alla presenza di un ambiente favorevole alla nascita di nuove imprese innovative e alla sperimentazione di nuove tecnologie e soluzioni nei settori avanzati (come le nanotecnologie e l’ICT).

Intesa Sanpaolo, dall’inizio dell’emergenza, ha immediatamente messo in atto una serie di misure concrete per dare supporto alle imprese: 50 miliardi di euro l’ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese; la Banca ha inoltre sospeso le rate dei finanziamenti, garantito l’anticipo della cassa integrazione in deroga e reso immediatamente fruibili tutte le soluzioni previste

dal Decreto Liquidità.

Le iniziative realizzate da Intesa Sanpaolo e le misure dei Decreti per le imprese piemontesi si sono tradotte in circa 12.200 richieste fino a 30.000 euro erogate e in erogazione, 940 finanziamenti, oltre 30 mila euro per un importo complessivo di 800 milioni di euro. Le richieste di moratoria processate sono 36.700 per circa 3,5 miliardi di euro di finanziamenti residui complessivi tra privati e imprese. Per quanto riguarda l’anticipo della cassa in deroga, la Banca in Piemonte ha dato il via libera a oltre 2.100 richieste.


La decennale collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria continua con la consapevolezza che la ripresa deve necessariamente passare da un sistema economico e produttivo che sia più digitale, che disponga degli incentivi giusti per crescere dimensionalmente e che voglia rafforzarsi sotto il profilo patrimoniale.

Intesa Sanpaolo ha recentemente potenziato il proprio Programma Sviluppo Filiere con l’obiettivo di supportare l’economia attraverso i grandi champion e valorizzare le filiere produttive con un nuovo plafond di 10 miliardi di euro. In un mercato composto da tante aziende di piccole dimensioni e in un contesto di difficoltà come quello attuale, il rapporto di filiera può diventare infatti uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità dei champion del Made in Italy e del loro profilo di credito, di cui possono beneficiare i fornitori.


Dall’avvio del Programma nel 2015 Intesa Sanpaolo ha coinvolto circa 700 capofiliera, con 16.000 fornitori collegati e un giro d’affari di circa 70 miliardi di euro. In Piemonte i capofiliera sono 74, con circa 3.000 fornitori collegati e un giro d’affari che supera i 6 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo affianca inoltre le imprese del territorio con innovative operazioni di finanza strutturata e basket bond. Per lo sviluppo della Circular Economy e la transizione verso l’economia green, la Banca ha stanziato un plafond di 5 miliardi di euro, a cui le imprese  piemontesi hanno attinto per oltre 20 milioni di euro per 13 progetti finanziati.

“Il supporto degli istituti bancari oggi è fondamentale per permettere alle imprese di ripartire dopo la drammatica emergenza causata dal Coronavirus - afferma Patrizia Paglia, presidente di Confindustria Canavese -. Lo stop alle attività produttive che ha causato una drastica frenata di un’ampia parte delle attività produttive del territorio, a fronte però di spese improrogabili e di costi fissi, ha determinato una generale crisi di liquidità. La auspicata ripartenza è arrivata, ma sta procedendo lentamente pertanto tutte le azioni volte a garantire disponibilità finanziaria delle imprese sono fondamentali per la loro sopravvivenza e per il ritorno alla piena operatività. Le iniziative promosse da Intesa Sanpaolo vanno in questa direzione e sono una chiara dimostrazione del segnale di fiducia verso le nostre imprese e un’azione concreta di supporto al mondo imprenditoriale”.

Teresio Testa, Direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo, sottolinea: “Il Piemonte è tra le regioni più colpite dalla pandemia e dalle sue conseguenze economiche. La sfida della ripresa post Covid richiede una visione d’insieme con investimenti mirati a sostegno dell’innovazione per i settori in stallo e dell’export per quelli d’eccellenza. La nostra Banca ha le potenzialità per accompagnare le imprese nel modo più efficace. In Piemonte, a oggi, abbiamo già erogato 2 miliardi di euro. Teniamo lo sguardo puntato sul mondo di domani:

i finanziamenti green per i quali abbiamo fatto un preciso sforzo competitivo sui tassi, le start-up che in Piemonte sosteniamo per il 30% e i giovani, a cui offriamo programmi di formazione per dotarli di competenze realmente spendibili sul mercato. L’unione con UBI Banca rappresenterà un ulteriore vantaggio per la Regione, anche grazie alla disponibilità di 10 miliardi l'anno di nuovo credito per le imprese nel triennio 2021-2023, senza alcuna riduzione per i clienti comuni”.

Cs

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