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Attualità | 30 luglio 2020, 12:31

Ferrovia Cuneo-Mondovì, il capoluogo chiede un tavolo di lavoro tra comuni, Provincia e Regione: "Dopo anni di chiusura serve un passo avanti"

A parlare, il sindaco Federico Borgna, tra gli intervenuti nella serata di lunedì 27 luglio nella discussione di due ordini del giorno sul futuro della tratta; Sturlese e Lauria si schierano contro l'ipotesi pista ciclabile e chiedono riapertura e potenziamento della linea

Il Comune di Cuneo

Il Comune di Cuneo

Sulla ferrovia Cuneo-Mondovì l’amministrazione comunale del capoluogo si schiera a favore della riattivazione e contro qualunque diversa proposta, e s’impegna a dar vita a un tavolo di lavoro sul tema con gli altri comuni coinvolti, la Provincia e la Regione Piemonte.

La decisione è arrivata nella tarda serata di lunedì 27 luglio, durante il consiglio comunale, con la discussione (lunga, che ha visto la presentazione di un emendamento e l’indizione di una conferenza dei capigruppo) dei due ordini del giorno presentati rispettivamente da Cuneo per i Beni Comuni, Maria Luisa Martello e Laura Menardi e MoVimento 5 Stelle e “Beppe” Lauria.

Entrambi i documenti prendevano le mosse dalla proposta lanciata dal sindaco di Beinette Lorenzo Busciglio – poi ripresa dai vertici regionali – di smantellare la linea ferroviaria ormai chiusa da 10 anni e realizzare al posto una pista ciclabile.

L’idea ci ha colpito parecchio – ha sottolineato Ugo Sturlese - perché la linea richiederebbe invece un potenziamento, essendo l’unica connessione su rotaia tra i centri abitati coinvolti e un possibile, nuovo collegamento con la Liguria. Questa idea ripercorre un po’ la decisione della chiusura di 400 chilometri di ferrovia a opera della Giunta Cota: nasce dal solo sguardo ai costi immediati e non anche al futuro prossimo e alle sue possibilità. Occorrerebbe invece non avere una visuale ristretta e ferma sul bilancio, ma considerare i costi-benefici sul medio e lungo periodo”.

Sulla ferrovia, in passato, questo consiglio comunale ha dato indicazioni condivise al di là di chi, in quel momento, comandasse l’ente regionale: il taglio operato dalla Giunta Cota, per esempio, è stato osteggiato da tutti – ha ricordato Lauria - . Un plauso al Comune di Beinette che ha i soldi per realizzare questa pista ciclabile, perché mi auguro Cuneo non debba mettere una lira in questo progetto. Dobbiamo continuare a immaginare, un domani, che tutte le città del territorio vengano servite da un treno; il momento che stiamo vivendo, tra l’altro, è concretizzazione di questa necessità. Se ci lasciamo scappare occasioni come questa sarà poi difficile riuscire a rivendicare l’importanza della città capoluogo".

- L’EMENDAMENTO

A proporre l’emendamento tanto discusso è stato il consigliere Luca Pellegrino. “Il consiglio si è sempre posto a favore delle linee ferroviarie, e negli anni sono stati diversi i ragionamenti tra Cuneo e Beinette rispetto al collegamento ferroviario, ma non si era mai preso in considerazione l’idea di una pista ciclabile: di fronte a una proposta nuova sarebbe utile valutare la situazione in modo approfondito”.

La ferrovia di sicuro reca vantaggi, ma anche svantaggi come il costo di adeguamento della linea (che non è elettrificata e, ora, necessita di una locomotiva a diesel) e la poca comodità dell’ubicazione di alcune stazioni come quella di Margarita. Non sappiamo quale sia la soluzione ideale, e pensiamo sia importante per il capoluogo andare a fare dei ragionamenti che non si limitino al Comune ma guardino al territorio”.

Valutiamo l’idea della pista ciclabile con le altre amministrazioni e gli enti coinvolti: dire no a prescindere non è corretto” ha concluso Pellegrino, lanciando proprio l’idea di attivare il tavolo di lavoro.

Favorevole Simone Priola, che considera “importante l’istituzione del tavolo di lavoro, perché non è possibile pensare a singoli pezzi di mobilità provinciale senza mantenere uno sguardo complessivo sull’intero sistema. Rischiamo di sabotare altri progetti di riapertura, serve prospettiva ampia e unità d’intenti, al di là delle rivendicazioni politiche”.

Il punto è capire se con i due ordini del giorno si voglia mettere una bandierina oppure fare un passo avanti. E dopo 10 anni di chiusura, il passo avanti appare utile – ha aggiunto il sindaco Federico Borgna - : il tavolo di lavoro regionale ha senso proprio perché uno dei comuni sulla tratta pensa di farci una pista ciclabile, e perché l’amministrazione regionale ne ha sostanzialmente decretato il de profundis. Chiedere un confronto serve proprio per scongiurarne la chiusura definitiva”.

- LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO

La lunga discussione sull’emendamento, non trovando una conclusione, ha richiesto l’indizione di una (lunga) conferenza dei capigruppo. Che, visto il risultato della votazione conclusiva sui due ordini del giorno – entrambi approvati – sembra essere servita allo scopo.

La condivisione tra ordine del giorno ed emendamento, però, non ha convinto fino in fondo Lauria e Sturlese, che hanno chiesto che in un primo momento il tavolo di lavoro lasciasse fuori la Regione in modo da decidere una posizione univoca degli enti comunali e provinciale sulla questione: “La Regione è interlocutore in posizione di netta forza rispetto ai comuni, serve che il territorio si presenti a essa con una posizione univoca” ha sottolineato Sturlese.

Ma il sindaco è di tutt’altro parere: “Riaffermare la nostra posizione ancora una volta, confermare semplicemente di essere d’accordo con noi stessi, è una scelta che lascia il tempo che trova. Serve essere concreti e operativi e da qui la proposta del tavolo di lavoro. Che dovrà essere per forza allargato anche a Provincia e Regione”. 

simone giraudi

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