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Attualità | 04 agosto 2020, 14:00

A Mondovì Tarolli contesta la decisione di costruire una piscina a Sant'Anna: "Davvero si può credere che siano sostenibili due piscine?"

La nota stampa del consigliere d'opposizione: "Decisione, assunta mi pare assolutamente inopportuna e del tutto non condivisibile. Non sarebbe stato, forse, più saggio ponderare meglio la decisione?"

Stefano Tarolli

Stefano Tarolli

Nella giornata di martedì 28 agosto abbiamo appreso dagli organi di stampa che la Fondazione CRC avrebbe proposto al Comune di Mondovì – come alle altre tre aree di sua competenza, cuneese, albesee braidese – l’erogazione straordinaria di un contributo 300mila per finanziare un progetto cittadino.

Il Comune di Mondovì avrebbe deciso di investirli per la costruzione di una piscina all’aperto nel rione di Sant'Anna, in un’area contigua agli attuali impianti sportivi.

La decisione, assunta mi pare assolutamente inopportuna e del tutto non condivisibile. Nel merito dobbiamo, in primis, intenderci – anche per maggior correttezza nei confronti dei cittadini monregalesi – sul concetto di piscina: mi pare davvero improbabile pensare di costruire un impianto regolamentare scoperto (minimo di 25 metri), dotato di spogliatoi propri (come assolutamente necessario), con una somma del genere.

Vien da pensare, consequenzialmente, che non possa che trattarsi di una piccola vasca ludico-ricreativa. Detto ciò, mi pare assolutamente illogico costruire a Sant'Anna (come, peraltro, lo sarebbe in qualsiasi altro rione) un impianto natatorio quando questa Amministrazione – con il voto favorevole delle opposizioni – ha giustamente puntato, a settembre 2017, sulla riqualificazione strutturale ed energetica straordinaria dell’impianto di Corso Europa.

Come da programma elettorale del candidato sindaco Adriano – “occorrerà completare l’area adiacente con la costruzione di una vasca all’aperto, creando così un ulteriore luogo di svago e d’impiego del tempo libero”, riportato a pagina 9 – ci saremmo aspettati la progettazione (magari anche a medio-lungo periodo) di una vasca scoperta attigua all’attuale impianto, preferibilmente nell’area che dà sulla strada per Villanova.

Certo, si sarebbe trattato di un progetto più oneroso e difficile, ma sicuramente più ambizioso e di prospettiva.

Davvero si può credere, nel 2020, che sia sostenibile immaginare a Mondovì due piscine distanti, magari con due gestioni diverse, che non facciano sinergia ed economie di scalae che non siano in grado di offrire ai cittadini monregalesi, in caso di maltempo,la doppia opportunità di nuotare al chiuso e all’aperto?

Non sarebbe stato, forse, più saggio ponderare meglio la decisione? Quanto al metodo, mi dispiace non essere stato preventivamente informato di questa possibilità, né dal sindaco – al quale, per onestà intellettuale, riconosco di avermi contattato a decisione ormai assunta ed a comunicazione ormai effettuata – né dall’assessore allo Sport, né dall’assessore ai Lavori Pubblici, alla quale, in particolare, avevo offerto la massima disponibilità già per alcuni spunti di miglioria in meritoristrutturazione della piscina comunale.

Dopo una ventina d’anni dedicati al nuoto, francamente la cosa mi è spiaciuta un po’.

Ma soprattutto mi spiace che questa Amministrazione continuia preferire il vernissage, le conferenze ed i comunicati stampa alle comunicazioni istituzionali... Già... i ‘Protagonisti del Cambiamento’.

Stefano Tarolli

Al direttore

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