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Economia | 04 agosto 2020, 20:36

Mahle-IMR: primo incontro con la nuova proprietà. Sindacati: "Vertenza che può essere un esempio da seguire: reindustrializzare si può"

Geraci (Fiom): "La priorità è il mantenimento del contratto nazionale dei metalmeccanici". Provenzano (Fim): "Quando si creano le sinergie corrette tra tutti gli attori una soluzione positiva è possibile"

La Mahle di Saluzzo

La Mahle di Saluzzo

Embraco da una parte, con un'attualità che parla di fallimenti (quello di Ventures) e di speranze frustrate. Mahle dall'altra, con una nuova azienda che si impegna a far ripartire gli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo. La crisi, a Torino e in Piemonte, mostra facce anche molto diverse tra loro. E se da un lato l'allarme continua a suonare alto, non mancano anche spunti di ottimismo.

Nella giornata di oggi, in particolare, si è tenuto il primo incontro con l’azienda IMR - Industriale Sud per discutere delle condizioni normative e salariali dei lavoratori che dalla Mahle passeranno alla nuova proprietà.

Da parte dei sindacati è stata ribadita la necessità di mantenere il contratto nazionale dei metalmeccanici e i diritti acquisiti con la contrattazione di secondo livello. Richieste cui IMR si è riservata di rispondere in tempi brevi.

La priorità del mantenimento del contratto nazionale è condizione essenziale per l’esito della trattativa e l’inserimento dei lavoratori nella nuova realtà lavorativa”, dice Bruno Ieraci della Fiom di Torino.

Questa vicenda - aggiunge Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Torino - dimostra fattivamente che è possibile trovare delle soluzioni di riconversione industriale e il mantenimento dell’occupazione.

La condizione è che ci sia la volontà di tutte le parti in causa, lavoratori, imprese ed istituzioni, di lavorare per avere un progetto preciso che miri a salvaguardare l’economia del territorio.

Ecco perché pensiamo che sia necessario affrontare tutte le crisi con questo spirito e quelle che si rilevano più complicate, come ad esempio la ex Embraco, si possano risolvere solo se il Governo con il Ministero dello Sviluppo Economico decidono di giocare un ruolo di primo piano.

La vicenda Mahle ne è l’esempio paradigmatico”.

"La vicenda della Mahle di La Loggia e Saluzzo è figlia della drammatica situazione industriale che sta attraversando il nostro paese e l’Area Metropolitana torinese in particolar modo - concorda Davide Provenzano, segretario generale torinese di Fim-Cisl -. Solo pochi mesi fa la casa madre tedesca annunciava presso l’AMMA di Torino la chiusura dei due siti senza speranza alcuna di rimanere in Italia.

Fin da subito le sigle sindacali si sono opposte a questo disegno drammatico respingendo con forza la chiusura e i conseguenti licenziamenti di centinaia di lavoratori e lavoratrici.

Da quel giorno abbiamo iniziato un costante dialogo con gli attori politico-sociali del territorio e con la proprietà aziendale. Un incessante pressing sulle istituzioni del territorio mirato a sensibilizzare il governo locale e il Mise".

Un copione che è stato messo in scena anche altre volte, ma in questo caso l'esito sembra decisamente più promettente: "Alla fine un acquirente si è affacciato e ha deciso di rilevare i due stabilimenti con la quasi totalità dei dipendenti - prosegue Provenzano -. Siamo sicuri che la nuova proprietà abbia colto quello che da tempo sostenevamo, ovvero che le professionalità e l’esperienza dei dipendenti presenti era una garanzia per investire ancora nei due siti produttivi".

E se Mahle potrebbe aver imboccato la strada giusta, come vertenza, essa può diventare anche un modello per altri casi simili. "Vogliamo lanciare un appello a tutti i soggetti del territorio - conclude il segretario provinciale dei metalmeccanici Cisl -: la reindustrializzazione dei siti “ex Mahle” è l’esempio che quando si creano le sinergie corrette tra tutti gli attori una soluzione positiva è possibile. Rimangono numerose vertenze aperte che devono essere affrontate al più presto e in maniera risoluta senza abbandonare la speranza di una reindustrializzazione seria e di prospettiva".

Massimiliano Sciullo (www.torinoggi.it)

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