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Attualità | 05 agosto 2020, 19:27

Canoni idrici: alla Granda un ritorno di quasi 4 milioni di euro

Firmata oggi (5 luglio) la legge approvata la scorsa settimana dal consiglio regionale; soddisfatti Gagliasso e Demarchi: "Grazie a queste risorse, gli uomini e le donne che hanno scelto di vivere sulle nostre montagne potranno godere di infrastrutture e servizi migliori"

Foto generica

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E' stata firmata dal presidente della Regione Alberto Cirio nel pomeriggio di oggi (mercoledì 5 agosto) la legge sulla specificità montana del Vco e sugli interventi a favore dei territori montani e delle altre province approvata la scorsa settimana dal Consiglio regionale.

La legge stabilisce il ritorno dei canoni idrici nei territori di produzione che, per la provincia di Cuneo, è di quasi 4 milioni di euro: queste risorse saranno destinate soprattutto alla riqualificazione della viabilità montana e provinciale.

Ampia la soddisfazione di Matteo Gagliasso e Paolo Demarchi, consiglieri regionali "made in Granda".

Sono contento di aver sottoscritto questo emendamento – è il commento del consigliere Gagliasso – perché permetterà di ottenere dalla ripartizione dei canoni idrici quasi 3,8 milioni di euro per lo sviluppo dei nostri territori montani. Comunità che hanno particolarmente bisogno di investimenti aggiuntivi per colmare quel gap che ancora le dividono dalla pianura: grazie a queste risorse, gli uomini e le donne che hanno scelto di vivere sulle nostre montagne potranno godere di infrastrutture e servizi migliori”.

Dobbiamo ringraziare il nostro presidente che in questi mesi si è battuto con caparbietà per ottenere questo risultato – continua il consigliere Demarchi – facendo in modo che il 50% delle risorse garantite dai canoni idrici delle grandi derivazioni venissero utilizzate per la manutenzione dei nostri territori montani. Senza dimenticare che il 10% servirà al rilancio di un patrimonio peculiare del cuneese come è quello delle strade bianche. E’ l’applicazione concreta di un principio costituente nel pensiero della Lega: le ricadute economiche devono restare sui territori dove vengono prodotte, per contribuire al loro rilancio sociale, produttivo e turistico”.

redazione

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