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Eventi | 05 agosto 2020, 14:42

Venerdì si inaugura a Chiusa di Pesio la mostra di fotografie naturalistiche di Maurizio Zarpellon

Esposte espone alcune delle sue migliori opere fotografiche dedicate agli uccelli delle montagne e dei fiumi e paludi della nostra provincia

Uno degli scatti di Maurizio Zarpellon

Uno degli scatti di Maurizio Zarpellon

Venerdì 7 agosto, alle ore 18.30, inaugurazione della mostra fotografica temporanea di Maurizio Zarpellon "Voli rubati", nelle sale del complesso museale "Cav. G. Avena" di Chiusa di Pesio.

Sarà possibile visitare la mostra fino a mercoledì 30 settembre nei seguenti orari: dal martedì al sabato ore 9.30-12, 15.30-17.30, la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

A Chiusa di Pesio, dal 7 agosto al 30 settembre, il fotografo naturalista Zarpellon Maurizio espone alcune delle sue migliori opere fotografiche dedicate agli uccelli delle montagne e dei fiumi e paludi della nostra provincia.

La fotografia naturalistica ha avuto in questi ultimi anni, grazie anche all’avvento del digitale, un buon seguito di appassionati che hanno scoperto o riscoperto il piacere di fotografare.

Zarpellon ha però iniziato la sua ricerca fotografica circa trenta anni fa, quando riprendere un martin pescatore o un falco era per pochi addetti ai lavori e con tecniche oggi ritenute arcaiche e improponibili. La tecnologia ha quindi aiutato ma senz’altro il background che accompagna questo autore ha origini nell’analogico e nella conoscenza della vita e degli habitat dei suoi soggetti preferiti, gli uccelli appunto. Sentiamo dalla sua voce cosa caratterizza la sua fotografia.

"Per fotografare gli uccelli e i loro habitat dedico tutto il mio tempo libero. Li ho seguiti come un topolino dietro il pifferaio magico. Cercando di comprenderli, di capirne la vita e i tempi, sono andato per i terreni alpini della provincia di Cuneo, luoghi spesso ignorati, talvolta accantonati, perché non conducono alle cime più famose, ai rifugi, né alle quote più elevate.

Solo sfasciumi, falesie malferme, pieghe della montagna dove però ho trovato scrigni di gemme rare. Sono luoghi dove il verticale non è per l’uomo. Oppure ho frequentato rive dei fiumi e paludi, anche nella nebbia, nella pioggia o neve, perché sono le condizioni climatiche avverse che rendono particolari i comportamenti e quindi i risultati fotografici.

In questi luoghi si diventa intrusi, indesiderati. Ci si muove con attenzione, rispetto, in silenzio; non si impone mai la propria presenza. L’unica caratteristica che accomuna tutte le mie foto è l’origine assolutamente selvaggia. Niente di ciò che vedrete è stato ripreso in ambienti artificiali, quindi nessun animale addomesticato, zoo, falconieri, gabbie, serragli o altre stupidità umane. Tutto e solo in natura libera".

Aggiungiamo noi che nella fotografia naturalistica il valore di una immagine è dato dai soggetti ripresi (animali, insetti, piante, ambienti) ma indubbiamente anche dallo stile o esclusività dello scatto, dato anche dalla rarità e difficoltà di avvistamento.

Chiediamo a Maurizio cosa dovrebbe attendersi il visitatore da questa mostra, cosa la caratterizza. "Credo di essermi fatto, nello studio dei comportamenti animali e nella ricerca puramente estetica del gesto, un mio stile personale. Anche se l’impatto della maggior parte delle immagini che corrono sui social è solitamente dato dalla vicinanza di ripresa, ritengo che sia da preferire la fotografia di animali inseriti nel loro ambiente, dove è “l’insieme” a diventare spettacolare, non già l’ingrandimento esasperato di una pupilla".

Info: Ufficio turistico Chiusa di Pesio, 0171.734990 , valle.pesio@gmail.com.

 

 

 

redazione

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