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Attualità | 08 agosto 2020, 08:46

La Fondazione CrCuneo mostra i muscoli all’amministrazione di Mondovì

Il sindaco Adriano riconferma, sulla base di un dettagliato parere legale, il rappresentante comunale nel Consiglio generale, ma per la seconda volta il soggetto indicato viene respinto

Giandomenico Genta e Paolo Adriano

Giandomenico Genta e Paolo Adriano

Sembra una quisquilia, ma in realtà si tratta di un contenzioso che si sta rivelando una prova muscolare tra la Fondazione CrCuneo, guidata da Giandomenico Genta, e l’amministrazione comunale di Mondovì, di cui è sindaco Paolo Adriano.

Per la seconda volta il Consiglio generale ha respinto l’indicazione venuta dal Comune di Mondovì di Gabriele Campora, dopo che questo nominativo, in prima istanza, era stato cassato per “mancata sussistenza dei requisiti di competenza” previsti dallo statuto della Fondazione. Il sindaco Adriano non aveva accolto di buon grado quel respingimento che era a tutti gli effetti una sua prerogativa e ha chiesto il conforto di un parere legale, da cui sarebbe emerso che il soggetto indicato, in realtà, i requisiti li possiede.

Adriano, dunque, con provvedimento sindacale datato 6 agosto ha riconfermato analoga designazione, supportata dall’articolato giudizio di un avvocato, inviando la lettera (per conoscenza) a tutti i membri del Consiglio della Fondazione. Ma anche questa volta, la nomina – ieri sera - è stata ritenuta “inammissibile” e pertanto risulta sia stata deliberata l’apertura di un nuovo bando per la scelta di un nuovo candidato per l’area monregalese.

I vertici della CrCuneo non hanno mai spiegato nello specifico le ragioni di un respingimento che entra nel merito delle scelte di uno dei tre sindaci delle maggiori città che ricadono nella giurisdizione della Fondazione.

Si tratta dunque di un incidente diplomatico la cui ratio risulta di difficile comprensione. Se si considera infatti che competenze e conflitti d’interesse nel mondo delle Fondazioni bancarie sono terreni minati su cui pochi hanno il coraggio di avventurarsi, c’è da chiedersi il perché di un ostracismo così marcato – e soprattutto “ad personam” – che risulta non abbia precedenti nelle relazioni istituzionali tra Fondazione e amministrazioni comunali.

Viene da chiedersi: o questo Campora è ai limiti dell’analfabetismo, ma secondo il parere legale così non risulta, anzi le sue competenze sarebbero pienamente in regola coi requisiti statutari, oppure deve averne fatta qualcuna di davvero grossa al presidente Genta. Ma se anche così fosse, basterebbe per opporre un veto ad una nomina che indubitabilmente spetta al sindaco?

L’ipotesi oggi sul tappeto è quella di un ricorso, anche perché l’esibizione muscolare ostentata dalla Fondazione non è stata per nulla apprezzata a Palazzo di Città.

GpT

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