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Attualità | 14 agosto 2020, 12:00

La Crissolo del “tutto esaurito” attende ancora la seconda seggiovia: così gli escursionisti arriverebbero in quota partendo dal centro paese

Una soluzione appoggiata dal Comune, dal paese, dal Parco del Monviso e dalla Regione. Prima con la Giunta Chiamparino, poi con la Giunta Cirio. Il presidente, un anno fa, a Paesana, diceva: “La soluzione del Comune sarà la migliore”. E si prendeva un mese per chiudere l’accordo, entro settembre 2019. Ma da allora è passato un altro anno. E tutto tace…

L'attuale seggiovia biposto di Crissolo e, nelle altre immagini, la situazione parcheggi di domenica scorsa

L'attuale seggiovia biposto di Crissolo e, nelle altre immagini, la situazione parcheggi di domenica scorsa

Come era prevedibile, l’estate 2020, quella del “post-lockdown” e dell’emergenza pandemica prorogata sino a ottobre, ha portato ad una vera e propria “presa d’assalto” delle Terre Alte.

Non fa eccezione Crissolo, in alta Valle Po, alle pendici del Monviso, dove sin da giugno, specie nei fine settimana, le presenze turistiche in paese si sono attestate ben al di sopra delle medie. Un dato che poteva già essere previsto qualche mese fa, con il “tutto esaurito” degli alloggi affittabili in paese.

Per meglio comprendere la situazione, basti pensare ai due grandi parcheggi in alta Valle, a monte del concentrico: Pian della Regina e, salendo ancora a monte, Pian del Re.

Domenica scorsa, il pianoro che ospita le sorgenti del Po (e dove il parcheggio si paga 10 euro al giorno per veicolo) è stato chiuso al traffico, perché pieno, alle 8.30 del mattino. Un’ora circa più tardi, poco dopo le 9.30, stessa sorte è toccata al parcheggio di Pian della Regina.

La strada che risale in alta Valle è stata quindi bloccata, neanche a metà mattinata, all’altezza del concentrico. Qui, ben presto, si sono esauriti i posteggi nelle aree parking. La Polizia locale, in paese con una pattuglia e due agenti, ha chiesto “rinforzi” al sindaco Fabrizio Re, che, pettorina catarifrangente indosso, si è occupato di posteggiare le auto, prima nel concentrico e poi lungo la strada provinciale che scende a valle.

Abbiamo accolto tutti in paese, nessuno escluso, nonostante io faccia fatica a ricordare così tante persone e auto in paese. – ci racconta – Certo, siamo arrivati a posteggiare auto quasi al bivio con la strada per Ostana, oltre due chilometri a valle del paese. Il flusso di turisti in arrivo a Crissolo è durato sino al oltre mezzogiorno e, devo dire, non abbiamo avuto critiche.

Ho avuto modo di ascoltare i commenti di chi arrivava in paese. Alla gente, che non sapeva che fossi il sindaco, spiegavo che c’era da camminare un paio di decine di minuti per arrivare in paese, e le persone si incamminavano in direzione Crissolo”.

Un dato davvero positivo per un paese, ed una vallata, che continuiamo a definire a vocazione turistica.

Ma Re, se da una parte non contiene la soddisfazione, dall’altra non tralascia qualche considerazione su un problema che ormai da mesi attende una soluzione.

Se noi avessimo una seconda seggiovia montata – dice il sindaco – potremmo alleggerire di molto la pressione sui parcheggi di Pian del Re e di Pian della Regina”.

Il riferimento è tutto al contributo regionale di 880mila euro, con un cofinanziamento comunale di 120mila euro, da destinare – tramite un accordo di programma sottoscritto da sindaco e presidente della Regione – agli impianti di risalita.

Crissolo, sia a livello di Amministrazione comunale che di paese intero (bisogna ricordare la riunione pubblica nella sala delle guide), aveva scelto: investimento di 1milione di euro per una seconda seggiovia, sia per la sua valenza invernale (con l’innalzamento della quota sciabile) che per l’importanza estiva.

Nel 2019, proprio nell’incontro nella sala delle guide, oltre al parere favorevole (in tal senso) dei cittadini, si erano detti a favore del secondo impianto anche i maestri di sci, il Parco del Monviso e la stessa Regione Piemonte. Quella sera, l’Ente regionale era rappresentato da Paolo Allemano: “Bisogna avere una visione del turismo multistagionale – aveva detto – e non investire pensando solo ai tre mesi della stagione invernale: non sarebbe buon investimento”.

Già, perché il posizionamento di una seconda seggiovia garantirebbe, proprio in estate, ai tanti escursionisti di portarsi in quota partendo proprio dal centro del paese, decongestionando i parcheggi più a monte. Con una seconda seggiovia si potrebbe arrivare ad un centinaio di metri di dislivello dal rifugio Quintino Sella.

Ma, nel frattempo, a maggio 2019 la Giunta Regionale è cambiata, passando dalla Presidenza di Sergio Chiamparino alla Presidenza di Alberto Cirio.

Chiamparino era giunto a fine mandato senza aver assunto formalmente la decisione sul finanziamento destinato a Crissolo. Ma Cirio, (era l’agosto 2019, pochi mesi dopo l’insediamento in Regione), da Paesana, dove aveva inaugurato il primo dei “lunedì del sindaco”, incalzato da Targatocn era stato estremamente chiaro sulla questione crissolese.

L’accordo di programma sarà tra Regione e Comune. E noi su questo siamo chiarissimi: comanda chi amministra e vive sul territorio. Sarà il Comune – aveva confermato Cirio – a proporci una soluzione: e per noi la soluzione del Comune sarà senza ombra di dubbio la migliore”.

Il presidente si era spinto ad una previsione circa la tempistica necessaria per “chiudere” la partita di Crissolo: “Pensiamo di arrivare alla soluzione tra un paio di mesi, entro il mese di settembre”.

Era agosto 2019. La soluzione sarebbe dovuta arrivare entro settembre 2019.

Fra una quindicina di giorni, però, entreremo nel mese di settembre 2020. E da quella promessa del presidente di mesi ne saranno passati 13.

Crissolo, nel mentre, attende lo sbloccarsi di una partita attraverso la quale può davvero passare il rilancio turistico, “multistagionale” dell’intero paese. E dell’intera vallata.

Nicolò Bertola

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