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Choconews | 30 agosto 2020, 09:50

Viva il cioccolato tra la natura morta

Le nature morte dei secoli XVII e XVIII non mancano mai di mettere in bella mostra chicchere, tazzine, bicchieri, cioccolatiere, frullini, spatole, accanto a trionfi di frutta, verdura e vassoi carichi di delicatezze

Viva il cioccolato tra la natura morta

La natura morta è un genere pittorico carico di oggetti simbolici come teschi, perle, libri o strumenti per la misurazione del tempo. Quasi metafora della vita rappresenta un invito a godere del momento presente e della bellezza, fragile e sempre sul punto di svanire per sempre.

Le nature morte dei secoli XVII e XVIII non mancano mai di mettere in bella mostra chicchere, tazzine, bicchieri, cioccolatiere, frullini, spatole, accanto a trionfi di frutta, verdura e vassoi carichi di delicatezze.

Fra i dipinti più celebri ricordiamo le tele di Willem Claesz Heda, uno dei principali pittori di nature morte del barocco olandese, specializzato nel genere delle "colazioni" e come poteva mancare il cioccolato sulla tavola della nobiltà e della ricca borghesia?
Lo spagnolo Francisco Zurbaràn, noto nel XVII secolo come pittore di monaci e martiri, è autore di raffinate nature morte come la colazione di cioccolato servita su un vassoio con ciotola d’argento, vasellame di rame, delicate tazzine di porcellana, e la corolla di un fiore, il tutto illuminata da un taglio di luce caravaggesco.

Al Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo si può ammirare una stupefacente natura morta di Antonio de Pereda in olio su tela, con una brocca di cioccolata panciuta, dotata di un lungo manico e un coperchio che ne salvaguarda la fragranza. Intorno dolcetti vari, vasellame prezioso, in argento e porcellana, biscottiere riprodotte con consumata abilità tecnica.

Alexandre-François Desportes, designer francese specializzato negli animali, a cui Luigi XIV e Luigi XV commissionarono ritratti dei loro cani da caccia, aveva un debole per il cioccolato, così tra cacciagione e canestri di frutta qua e là fa capolino anche una cioccolatiera artisticamente decorata.

Tra le nature morte di Luis Meléndez, pittore spagnolo del XVIII sec. originario di Napoli, vi è una splendida natura morta con servizio per la cioccolata, olio su tela conservato al Museo del Prado. Dalla cioccolatiera in rame sul tavolo spunta un bastoncino zigrinato con il quale si scioglievano eventuali grumi di cioccolato. Accanto all’elegante tazzina di porcellana vi sono alcuni biscotti e anche alcuni panini, ottimi per gustare la bevanda.

Molti celebri dipinti sono dedicati al “cibo degli dei”, dalla metà del Settecento ai nostri giorni, ma questo merita un altro articolo…
Un suggerimento per un dessert di questa afosa estate: un trionfo di frutta di stagione e tra spicchi di ananas, fragole, more, acini di uva, praline coloratissime e invitanti.



Cristiana Lo Nigro

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