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Attualità | 04 settembre 2020, 13:13

Cuneo: l'ex scuola di Tetti Roero accoglierà 15 (aspiranti) braccianti, ma i residenti si schierano contro (GALLERY)

Ieri (3 settembre) il sopralluogo e la riunione della I^ commissione consiliare; il progetto, partito dalla Caritas, è stato sostenuto dal Comune: i residenti hanno già raccolto 400 firme contrarie

Cuneo: l'ex scuola di Tetti Roero accoglierà 15 (aspiranti) braccianti, ma i residenti si schierano contro (GALLERY)

"Non fermiamoci all'oggi: se si riesce a costruire in modo positivo il coinvolgimento dei migranti della frutta nella comunità, l'accoglienza potrebbe davvero funzionare".

E' con queste parole che il responsabile dell'ufficio scuola e immigrazione del Comune di Cuneo Ivano Biga ha concluso - durante la I^ commissione consiliare tenutasi nel pomeriggio di ieri (3 settembre) - l'esposizione del progetto di recupero dell'ex scuola di via Tetti Roero a Roata Rossi nell'ambito del protocollo di accoglienza diffusa.

Presenti alla commissione anche la vicesindaco Patrizia Manassero e diversi residenti di Tetti Roero (visibilmente contrari e spalleggiati dai consiglieri della Lega Laura Peano e Valter Bongiovanni).

- LA STRUTTURA

La struttura dell'ex scuola - situata al civico 36 e di cui ancora, pur essendo stata richiesta dal Comune, non è stata realizzata la verifica dei locali - si è presentata al sopralluogo di commissari e residenti come in serio stato di abbandono e attualmente non adatta ad accogliere persone in maniera stabile: sono necessari lavori sull'impianto idraulico e l'allestimento di cucine e bagni (con moduli esterni).

Secondo Biga il protocollo di accoglienza diffusa ha riservato ai lavori di adeguamento della struttura 8400 euro, anche se i primi sopralluoghi hanno già sottolineato come siano necessari interventi più sostenuti.

Per l'accoglienza sarà previsto l'utilizzo di un solo piano tra i due presenti (verrà quindi impedito l'accesso a quello interrato). Nel dormitorio si prevede l'accoglienza di un massimo di 15 persone in ottemperanza alle disposizioni sanitarie Covid: queste dovranno già possedere un contratto di lavoro oppure attenderlo da meno di 20 giorni, e saranno idealmente integrate nella comunità frazionistica tramite il progetto di monitoraggio e sostegno FAMI.

- LE PAROLE DI PATRIZIA MANASSERO

"Circa 12.000 persone sono occupate annualmente nel sistema della frutta nel nostro territorio tra cui circa 200, divise equamente tra Cuneo e Saluzzo, senza contratto e lavoro fisso - ha detto l'assessore e vicesindaco, che ha ringraziato i cittadini e i consiglieri presenti all'incontro - si tratta della frazione di lavoratori più fragile e in difficoltà, a cui otto comuni sui trentaquattro coinvolti hanno deciso di guardare istituendo il tavolo di lavoro con la Prefettura che ha portato alla definizione del progetto di "accoglienza diffusa". Il tavolo ha lavoro molto e bene, e tutti i comuni hanno individuato strutture potenzialmente idonee".

"L'ex scuola di Roata Rossi non è stata scelta per caso: era al centro di un dialogo e di un ragionamento iniziato dall'associazione che l'ha in gestione e la Caritas, un progetto che il Comune ha candidato all'accoglienza diffusa e sostenuto ma che negli ultimi tempi ha vissuto una battuta d'arresto a causa della situazione di "immobilismo" in cui versa attualmente la Caritas - ha proseguito Manassero, sottolineando anche come la struttura sia stata individuata dopo un controllo incrociato sugli stabili del patrimonio - . Il tema dell'accoglienza deve però essere affrontato da tutti gli attori preposti, il Comune vuole e deve continuare a collaborare con la regione e la prefettura e il governo, ben sapendo che tante situazioni andrebbero risolte alla radice".

- IL DIBATTITO TRA I CONSIGLIERI

Accalorate le dichiarazioni dei residenti, che già nei mesi scorsi avevano raccolta circa quattrocento firme in tre giorni per manifestare il proprio dissenso: nel corso dell'incontro hanno lamentato la mancanza di comunicazione da parte dell'amministrazione comunale e l'essere sempre stati messi da parte dall'amministrazione, sottolineando come nella struttura dell'ex scuola non si possa accogliere proprio nessuno e aggiungendo anche che la zona di Tetti Roero non necessiti di alcun tipo di manodopera aggiuntiva per la raccolta della frutta.

E la mancanza di comunicazione - che Biga ha legato alla comparsa di situazioni maggiormente emergenziali (leggasi: gli sgomberi al Movicentro) - è stata lamentata anche dai consiglieri leghisti.  

"Non avevo chiesto di convocare una commissione ma solo un sopralluogo - ha sottolineato Laura Peano, che ha chiesto un ulteriore incontro in cui sia presente la regione, il blocco dell'iniziativa e la sistemazione dei migranti in un luogo e con modalità più congrue all'interno di tutto il territorio comunale - . La commissione bisognava convocarla a fine giugno, all'atto di firma del protocollo di accoglienza: ora rischiamo di sottolineare soltanto una decisione già presa, senza poterla dibattere".

"Cuneo è ai margini del distretto della frutta, perché trovare qui un edificio idoneo? Ritengo sia meglio individuarlo nella zona più coinvolta - ha aggiunto Valter Bongiovanni - . Quella di Tetti Roero è un'area decentrata e poco comoda, che mette gli ospitati in condizione di non sicurezza: la frazione non deve risolvere i problemi migratori della provincia, ma affrontare la situazione dei braccianti e degli aspiranti".

"Il Comune deve apprestare dei servizi perché nessuno sia abbandonato a se stesso, ma è ovvio che la struttura non risolverebbe in toto la situazione, che deve vedere il coinvolgimento di tutto il territorio" ha detto Ugo Sturlese. Che ha, però, aggiunto: "Quale altra soluzione mette in campo chi non è d'accordo con questa? E superiamo l'idea che possa essere uno sgarbo ai frazionisti".

Cauto entusiasmo da parte della maggioranza. Carmelo Noto: "Anche noi siamo stati colpiti dalla notizia, in molti non avevano idea nemmeno di dove si trovasse questa vecchia scuola. Oggi però ci siamo trovati per realizzare un sopralluogo: non si decide nulla, da domani non parte nessun lavoro, serve discuterne ufficialmente in altri momenti anche se vista l'importanza del tema è importante che sia stato scelto di aprire l'appuntamento alla popolazione".

simone giraudi

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