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Politica | 04 settembre 2020, 09:29

Referendum, centrodestra in ordine sparso come il centrosinistra

Solo la Lega è per un Sì convinto. Fratelli d’Italia dice Sì con qualche puntualizzazione e con l’autorevole distinguo di Crosetto che voterà No. Forza Italia lascia libertà di scelta. Il senatore Perosino è contrario e il segretario provinciale Paoletti voterà No per protesta contro i tagli indiscriminati apportati in precedenza agli enti locali

Referendum, centrodestra in ordine sparso come il centrosinistra

Il referendum sul taglio dei parlamentari, che si svolgerà il 20 e 21 settembre, sta tagliando trasversalmente i partiti.

Se il centrosinistra,  a partire dal Pd, procede in ordine sparso, il centrodestra non è da meno.

Lega e Fratelli d’Italia, ufficialmente, si sono pronunciati per il Sì.

Forza Italia ha lasciato libertà di voto ai suoi elettori.

Il partito più compatto nel centrodestra a favore del Sì risulta essere la Lega di Matteo Salvini.

“Come Lega Salvini Premier – afferma il commissario provinciale Giorgio Bergesio - voteremo convintamente Sì per dare l'assenso definitivo al taglio di deputati e senatori con un risparmio di costi che si aggira sui 500 milioni di euro a legislatura. Sin dall’inizio siamo stati favorevoli a questa riforma che abbiamo votato  per ben quattro volte in Parlamento. 

Sarà poi la nuova legge elettorale – aggiunge - a dover rendersi garante di un’ampia e adeguata rappresentatività parlamentare territoriale”.

Presenta appena qualche distinguo in più Fratelli d’Italia, dove un personaggio di peso come Guido Crosetto, numero due del partito, si è espresso per il No.

Spiega il coordinatore provinciale William Casoni: “Fratelli d’Italia ha sempre votato per il taglio dei parlamentari e quindi voterà per il Sì. Non c’è motivo per cambiare anche se comprendiamo le diverse posizioni. Per esempio – osserva - non ha senso  non tagliare anche i senatori a vita e non reintrodurre il voto di preferenza. Adesso decideranno gli italiani che sono liberi di votare per il Sì o per il No. Ma, attenzione, per noi – puntualizza Casoni - la vera battaglia ed il test politico per il Governo sono le elezioni regionali. I 5 Stelle vogliono spostare l’attenzione sul referendum per evitare di dare peso al voto sui sette nuovi governatori”.

Per quanto concerne Forza Italia, Silvio Berlusconi, come noto, ha lasciato libertà di scelta, lasciando con ciò intendere un suo sostanziale disinteresse per la questione referendaria.

In provincia di Cuneo, l’unico parlamentare rimasto, il senatore albese Marco Perosino, è tra coloro che hanno richiesto la consultazione popolare per cui voterà No.

Più articolata, ma non dissimile nella sostanza, la posizione del segretario provinciale e sindaco di Boves Maurizio Paoletti.

“In linea di massima non sono contrario alla contrazione del numero dei parlamentari, soprattutto – dice – sarei favorevole alla riduzione dei loro emolumenti, tuttavia credo che opterò per il No, specie in considerazione dei tagli indiscriminati che sono stati effettuati in questi ultimi anni a scapito degli enti locali, a partire dalla Provincia che oggi non ha più una sua identità. Il mio – conclude Paoletti – sarà dunque un No di protesta per questo motivo”.

GpT

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