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Politica | 07 settembre 2020, 08:05

Regione, la Lega sospende Gagliasso a tempo indeterminato

Duro il capogruppo Alberto Preioni: “Noi non siamo come il Pd che ha fatto finta di nulla col suo “furbetto”. Abbiamo regole chiare – dice - e chi arreca danno al partito paga”. Il giovane consigliere saviglianese non esclude di lasciare Palazzo Lascaris. Se così fosse gli subentrerebbe il monregalese Guido Tealdi

Gagliasso e Tealdi

Gagliasso e Tealdi

La Lega non è come il Pd, che dice di voler cacciare i suoi “furbetti” ma poi li lascia al loro posto (il riferimento è al consigliere regionale Pd Domenico Sarno, ndr) come se nulla fosse successo.

Da noi chi sbaglia paga perché siamo un partito che ha 36 anni di storia, con regole e un preciso codice morale”.

Alberto Preioni, capogruppo leghista a Palazzo Lascaris, fa questa premessa prima di rispondere alla nostra domanda sui provvedimenti disciplinari assunti nei confronti dei due consiglieri regionali, “furbetti del bonus Covid”, Matteo Gagliasso e Claudio Leone.

“Sono sospesi, vale a dire – afferma il capogruppo – che non possono parlare e rappresentare la Lega in qualsiasi contesto istituzionale o pubblico. Pertanto non parteciperanno alle attività delle Commissioni né a quelle del Consiglio regionale”.

In un primo tempo era parso che la punizione fosse poco più che simbolica e dovesse durare fino alla data delle imminenti elezioni regionali del 20 e 21  settembre, ma Preioni spiega che non è così.

“La sospensione è illimitata. Il partito – spiega ancora Preioni - ne ha ricevuto un danno d’immagine ed è giusto che chi lo ha causato paghi. Sarà un’istruttoria del partito a stabilire nel dettaglio, nelle prossime settimane, sanzioni e durata. In ogni caso – puntualizza – l’ultima parola spetterà a Matteo Salvini e al segretario piemontese Riccardo Molinari”.

Abbiamo tentato invano di avere una dichiarazione da quest’ultimo, ma non è stato possibile.

Così come, nonostante ripetute sollecitazioni e infinita pazienza, abbiamo cercato di capire quali sono i sentimenti e le determinazioni di Matteo Gagliasso, il consigliere regionale saviglianese che aveva inoltrato la domanda per due il bonus in due tranche da 600 euro.

Anche in questo caso tempo e fatica sprecati.

“Gaglia” non parla: rispetta la “quarantena” del silenzio impostagli dai superiori.

Aveva spiegato a sua discolpa, all’indomani del fatto, che quei 1200 euro li aveva restituiti, ma la frittata era fatta.

I suoi mentori, quelli che gli avevano regalato il seggio a Palazzo Lascaris in virtù del suo ruolo di leader dei Giovani Padani, hanno preso le distanze.

Ai settimanali locali saviglianesi, Corriere di Savigliano e Il Saviglianese, Gagliasso ha lasciato intendere che, se sospeso a lungo, potrebbe lasciare la Regione.

Un’eventualità che a noi non ha confermato, ma rispetto alla quale non mancano i pour parler.

Dopo l’elezione di Luigi Icardi (4596 preferenze personali), Paolo Demarchi (3845) e Matteo Gagliasso (2420), il primo escluso della lista cuneese della Lega alle regionali dello scorso anno è il monregalese Guido Tealdi, militante di lungo corso, attualmente unico rappresentante del partito in Consiglio comunale a Mondovì, che aveva ottenuto 2166 preferenze, 250 in meno di Gagliasso.

GpT

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