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Al Direttore | 08 settembre 2020, 08:45

Sul taglio dei parlamentari, “La barzelletta di ieri fa scuola oggi” (lettera)

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine di repertorio

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Oggi la mia mente ritorna agli anni torinesi ‘49/’50, anni come oggi complicati, ma tesi alla ricostruzione in generale e, ad un miglioramento della situazione famigliare che dalla bicicletta aspira a passare alla motorizzazione.

In questo periodo gira a pieno regime, la torinese barzelletta sulla Fiat che io, da incompetente, tento di riportare in cartaceo e, perdonatemi l’incompetenza e gli strafalcioni.

Due leoni fuggono dallo zoo e si fermano nei dintorni di Torino; dopo un mese si incontrano.

Ciau ma t’veddu mal andait.

Disme niente, sun ferm alla Gran Madre, appena piu un, en curu darè, volu maseme e mi scapu en culina, na vitassa.     Ti invece sos bel rutund , t’va tu bin.

Si, en lamntu nen, al lunes en fermo visin all’intrada di dirigent e nu più un, i najè talmente tanti che un pi un meno s’nacorgiu gnanca.

Ritengo personalmente calzante la barzelletta di quell’epoca al prossimo referendum del taglio dei Parlamentari.

Oggi come sempre due sono le correnti in gioco: chi è favorevole al taglio e, naturalmente, chi non vuole perdere il lauto stipendio ed è contrario.

Io sostengo fortemente il taglio ed affermo che tanto stiamo male adesso, come dopo e se mancano dei parlamentari, come nella barzelletta: ”s’acurgiuma gnanca”.

Lorenzo Garro

Al direttore

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