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Agricoltura | 09 settembre 2020, 13:35

Coldiretti Piemonte: sconvolgimenti climatici fanno calare i raccolti dell’ortofrutta

"Servono nuovi investimenti infrastrutturali per salvaguardare le produzioni di elevata qualità”

Coldiretti Piemonte: sconvolgimenti climatici fanno calare i raccolti dell’ortofrutta

Per effetto del clima anomalo quest’anno è andato perso un frutto estivo su tre con un calo della produzione di pesche e nettarine del 28% e del 58% delle albicocche ma ridimensionato è stato anche il raccolto di ciliegie. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione del Macfrut di Rimini.

Resta elevata la qualità, ma ad essere diminuita è la produzione di albicocche, ciliegie, pesche, susine e diverse verdure a causa del maltempo in Piemonte. Tra danni da gelo, le piogge di maggio e le grandinate di giugno è stata un’annata che ha visto anche l’aumento dei prezzi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per effetto del clima pazzo che ha sconvolto i raccolti e ridotto le disponibilità sui mercati. 

“Si registra in Italia una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. D’altronde l’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Con il modificarsi della distribuzione delle precipitazioni per salvaguardare la produzione occorrono immediati interventi strutturali al fine di accumulare l’acqua quando cade e distribuirla quando manca, soprattutto nelle aree interne. Proprio alla luce dei cambiamenti climatici in atto e con il costante aumento delle temperature e, spesso, la ridotta disponibilità di acqua, sono necessari nuovi investimenti infrastrutturali. I temi della disponibilità idrica e dell’irrigazione hanno le carte in regola per entrare – concludono - nel progetto di investimenti strategici che il nostro Paese deve presentare all’Unione Europea per spendere i fondi messi a disposizione da Bruxelles con il Recovery Fund. Un intervento, peraltro, perfettamente in linea con gli obiettivi del Green Deal promosso dalla Ue per salvare il clima

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