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Attualità | 10 settembre 2020, 13:15

Soppresso da Cota, riattivato da Chiamparino, sospeso da Cirio: Saluzzo torna a dover dire “addio” al treno per Savigliano (VIDEO)

Dopo le promesse dei mesi scorsi, la Regione ha deciso: “Corsa antieconomica, utenza minima, si viaggia in bus”. Nessuno ha però provato a trasferire su rotaia le corse scolastiche, che avrebbero portato a un incremento di utenti. Durissimo l’affondo del sindaco contro Demarchi: “Sei consigliere regionale del territorio, fai una battaglia. Prima i Saluzzesi solo a ridosso del voto, poi per voi contano nulla. Qui la Lega ha fatto man bassa: cosa state facendo?”

Il treno in stazione, a Saluzzo

Il treno in stazione, a Saluzzo

Sembra esserci una sorta di maledizione che lega le Amministrazioni regionali del Piemonte a traino Centrodestra e il trasporto pubblico locale.

Lo sa bene Saluzzo. Qui, il trasporto ferroviario – da e per Savigliano – è stato soppresso nel 2012 dalla Giunta regionale del leghista Roberto Cota. Sei anni dopo, nel dicembre 2018, in stazione, a Saluzzo, la Giunta regionale PD di Sergio Chiamparino aveva riportato il treno, riattivando le corse per Savigliano.

Ma – a neanche due anni di distanza – Saluzzo torna a dover dire addio alle corse su rotaia quando, ancora una volta, al Governo della Regione c’è il Centrodestra. Non più con il novarese Cota, ma il l’albese Alberto Cirio.

La Regione Piemonte, durante il lockdown imposto dal Covid-19, aveva sospeso le corse, trincerandosi dietro una rimodulazione del servizio dettata dalla pandemia.

Dalla stessa Regione erano però giunte, anche nell’assemblea cittadina saluzzese, per bocca del consigliere (comunale e regionale) Paolo Demarchi, rassicurazioni. Il 4 giugno: “A breve sarà ripristinato il trasporto su ferro. – aveva detto Demarchi – Ho parlato con Marco Gabusi, e assolutamente si è detto che questa linea deve riaprire al più presto”.

Il 10 giugno, come pubblicato dal nostro giornale, arrivava poi una nuova precisazione in merito, sempre da parte del saluzzese Demarchi: “Siamo in contatto con RFI. Questa tratta avrebbe un’utenza minima al momento. Il servizio da e per Savigliano è comunque garantito dal servizio su gomma e appena la situazione ce lo permetterà, sarà riattivata la linea ferroviaria”.

Il 14 giugno, invece, un’altra doccia fredda: con la pubblicazione degli orari estivi del trasporto ferroviario regionale, alla voce “Saluzzo-Savigliano”, la postilla: corse ferroviarie sospese “il sabato e nei festivi, nonché dal 15 giugno al 29 agosto”.

Passano pochi giorni, e nel corso di una conferenza stampa dedicata al ritorno alla normalità del trasporto post Coronavirus, l’assessore Gabusi tornerà sul tema: “Certamente non vogliamo chiudere nessuna linea, e non vogliamo farlo tantomeno adesso. Dobbiamo dare la soluzione di trasporto migliore all’utenza, intendendo per migliore quella che sia migliore anche dal punto di vista del conto economico.

A settembre, salvo scenari imprevedibili che metterebbero in discussione non solo la Saluzzo-Savigliano ma anche diverse altre linee, riaprirà, dopo le ferie”.

Le ferie sono terminate. Ma il treno, a Saluzzo (così come in altre parti della Granda), non si vede. E difficilmente tornerà nella stazione dell’ex capitale del Marchesato.

Motivo? La linea costa troppo, anche a causa dell’utenza minima.

Il Consiglio comunale cittadino, riunitosi ieri sera, è tornato per l’ennesima volta sulla vicenda. Ancora una volta con un ordine del giorno, promosso dal battagliero consigliere di maggioranza (nonché pendolare) Roberto Revelli.

"Una vicenda dai toni surreali e ridicoli"

È il terzo documento su una vicenda che continua ad assumere toni surreali e ridicoli. – le sue parole – Ci è stato assicurato che presto le cose sarebbero state messe a posto, vista l’importanza di territorio, cittadini e servizi. Abbiamo visto tutti quanti che così non è stato.

I servizi sono ridotti un po’ ovunque. Viene da pensare che ci sia un deliberato disegno per lo smantellamento totale del sistema. La situazione denota una pressoché totale mancanza di progettualità, economica ed ambientale. Siamo di fronte ad una questione di schieramenti contrapposti: si plaude per qualsiasi cosa venga chiesta dal partito, e si contrastano a prescindere le proposte degli avversari”.

Gli aspetti che stridono...

Sono due gli aspetti che stridono, in tutta questa vicenda.

In primis, il cambio repentino di linea, da parte della Giunta regionale: da una (promessa e garantita) riattivazione ad una sospensione a tempo indeterminato del servizio. In secondo luogo, la motivazione addotta, riconducibile all’utenza minima.

Perché la Regione, così come era concordato, non ha provveduto al trasferimento dell’utenza scolastica da gomma a rotaia? Sarebbe stata senza ombra di dubbio un’operazione di incremento del numero di utenza circolante a mezzo treno.

"I soldi ci sono, ma vengono utilizzati per altro. Una precisa scelta politica"

È stata promessa una maggior velocità al Piemonte. – si è chiesto Revelli – Torniamo a viaggiare su strade malmesse? Non teniamo conto di incidenti e della sostenibilità ambientale?

È stucchevole che si giustifichi la soppressione delle corse con la scarsa utenza. Se prima era scarsa, in questo momento è pari a zero. E rimarrà così per prossimi mesi. Se diminuisco i servizi, è ovvio che l’utenza non c’è: non nascondiamoci dietro una foglia di fico.

I soldi ci sono, ma vengono utilizzati per altro. Una precisa scelta politica, quella di usarli ma non per il trasporto pubblico locale, come quella di chiudere le linee, diminuire i servizi e marginalizzare i territori.

Chi ha deciso deve assumersi la responsabilità della scelta fatta. Sono scelte che non ci soddisfano, e ribadiamo la nostra ferma contrarietà ad essere considerati cittadini e piemontesi di serie B a cui vengono tolti servizi, viene chiesto molto e dato poco, vengono fatte assicurazioni che non hanno alcun seguito.

Sarà la storia a giudicare chi ha fatto tutto questo. Noi pensiamo alla Saluzzo che vogliamo e sogniamo, non alle prossime elezioni, al successo non del partito, ma del territorio che sogna un futuro equo, giusto e sostenibile e che non si debba vergognare quando i nostri figli ci chiederanno conto delle nostre azioni e del futuro che prepariamo per loro”.

"Sulla linea costi insostenibili. Era necessaria una manovra"

Il punto sulle intenzioni del governo regionale verrà portato all’attenzione dell’assise da Paolo Demarchi. Che, dopo le rassicurazioni sul ritorno del treno in città fornite nei mesi scorsi, ha parlato di una situazione del trasporto regionale in Piemonte da anni caratterizzata da elementi di provvisorietà, che “non hanno permesso all’Amministrazione regionale di programmare investimenti”.

Demarchi ha spiegato come la Giunta Chiamparino abbia posto in essere con RFI un contratto ponte di quattro anni, con una compensazione costante nei primi tre, e una maxi-rata finale 2020. “La differenza dell’ultima rata, di 40milioni euro, è insostenibile per il bilancio della Regione. Si impone quindi non solo una manovra per il rientro nei costi, ma anche per arrivare a mettere a repentaglio i servizi che hanno necessità di investimenti continui.

Sulla Saluzzo-Savigliano era raro trovare oltre 30 utenti a corsa. Ci sono state corse anche con 4 passeggeri, su un veicolo da 190 posti di capienza e che tutti i giorni deve farsi Savigliano-Lingotto per il rifornimento di carburante, diesel, dal momento che questa linea non è elettrica.

L’implemento del servizio su gomma è un’esigenza evidente a chiunque si occupi non solo di servizi, ma anche di garantire sostenibilità economica”.

"Sono indignato. Che nessuno si lamenti se in questo Comune chiude un servizio. Fate passare il messaggio del 'costa troppo'"

Dopo aver seguito tutti gli interventi, appuntandosi mano a mano i punti da affrontare, Mauro Calderoni ha posto un suo primo caposaldo, prima di affrontare a 360 gradi la tematica: “L’alternativa del trasporto su gomma non è intellettualmente onesta. Se immaginiamo un futuro ambientale sostenibile e sicuro a livello di trasporti, sappiamo che non è un’alternativa”.

Il sindaco ha parlato di “notizie drammatiche”: “Anche laddove il servizio ferroviario soppresso è stato sostituito dal bus, il cambio ha del ridicolo. Sulla Bra-Cavallermaggiore i 31 treni al giorno sono stati sostituiti con 12 bus. L’Alba-Asti non aprirà. La Saluzzo-Savigliano nemmeno.

Le giustificazioni addotte da Gabusi, di tipo puramente economico, aprono una breccia ad una drastica rivisitazione dei servizi. Il Comune di Saluzzo ha elargito 600mila euro di sostegno in periodo pandemia: in proporzione al bilancio sono molti di più dei fondi stanziati dalla Regione, ma noi non abbiamo contratto un solo servizio pubblico.

Le ragioni qui sono politiche. Manca una totale visione su quello che è il trasporto pubblico locale. Isoliamo le terre del Monviso dai servizi. Giovani studenti universitari e pendolari sono obbligati a muoversi. Sono Indignato. Se passa questo messaggio, vuol dire che se l’asilo nido comunale costa troppo lo chiudiamo?

Da domani non ci si lamenti se in questo Comune si chiude un servizio. I soldi per i voucher vacanze sono stati trovati, la Regione trovi anche i fondi per mandarci a scuola o al lavoro, togliendoli da qualche altra parte. Altrimenti mettetevi d’accordo: quel che dite vale poco o niente.

Spero che le Sette Sorelle non si facciamo comprare una a una, ma che ci sia una battaglia unita. Qui si sta facendo una mattanza sulla carne viva del Cuneese. E ce n’è anche per Alba.

Sono giustificazioni inaccettabili, non si possono sentire. L’operazione treno l’abbiamo già salvata per i capelli una volta”.

"Tutti vorremmo il treno a Saluzzo. Le tratte vanno riaperte, ma anche pagate"

Tutti vorremmo il treno a Saluzzo. – la replica di Demarchi – Ma in questo momento, con molti ancora a casa in smart working, l’utenza è calata. Le tratte vanno riaperte, ma anche pagate. Per ora è così. Appena ci saranno le condizioni rifaremo una battaglia e batteremo i pugni sul tavolo”.

"Prima i saluzzesi a pochi giorni dal voto. Poi, dopo il voto, non contano più"

Le parole del consigliere regionale leghista hanno innescato una durissima reazione del sindaco.

Tieni aperta la linea, fai una battaglia a viso aperto, sei il consigliere regionale del territorio. – ha tuonato Calderoni, urlando in aula – È inaccettabile un ragionamento economico sui servizi pubblici.

Prima i saluzzesi a pochi giorni dal voto. Poi, dopo il voto, non contano più. Qui il Centrodestra, la Lega, ha fatto man bassa. Cosa sta facendo per il territorio? Questa è la battaglia da fare. Questa volta prima i saluzzesi: non soltanto per le bandierine elettorali”.

"Sbagliato, e politicamente scorretto, scagliarsi contro Demarchi"

In soccorso di Demarchi giungerà il collega – di opposizione e di partito – Domenico Andreis: “È sbagliato, e politicamente scorretto, scagliarsi contro Demarchi.

È vero che rappresenta la Lega e il governo regionale, ma non ha la becchetta magica per risolvere i problemi del saluzzese. Ci ha messo la faccia, ha fatto dichiarazioni. Il mondo va avanti se ci sono i soldi, senza i soldi si ferma.

Il centrodestra non vuole abbandonare Saluzzo e il territorio. Questo è un problema storico, Situazione che si sta prendendo in mano. Ma ci va un minimo di riconoscenza per il lavoro che Demarchi svolge il Regione per Saluzzo”.

"Da te, Andreis, nessuna lezione di bon ton"

Una “lezione di bon ton” (così l’ha definita Calderoni), che il sindaco ha rinviato al mittente: “Non ho rivolto al consigliere Demarchi affermazioni ingiuriose, se non accalorate. La critica politica vale anche per Demarchi, non prendiamo lezioni di bon ton da te, Andreis.

Il reperimento delle risorse è uno dei compiti principali della politica Amministrativa. Avete deciso che Saluzzo non merita un trasporto pubblico moderno. Riuscirete a tornare indietro?

Apprendiamo stasera che la linea non riapre. È costato lacrime e sangue per riaprire dopo sei anni: non era la soluzione definitiva, ma era un buon inizio”.

Siamo felici che Demarchi ci rappresenti in Regione. – ha ancora detto il presidente Falda – Prendiamo però atto che in due mesi è passato da un’apertura a giorni alla chiusura della linea”.

"Per una città che vuole essere turistica, serve il treno"

Nel dibattito si registrano ancora le posizioni di Fulvio Bachiorrini: “Se vogliamo essere turistici, serve un collegamento ferroviario. Serve ripensare anche il collegamento al sistema metropolitano, per raggiungere il capoluogo. La possibilità c’era, andava a discapito di altre realtà, ma la scelta regionale doveva puntare su questa opportunità.

L’economicità non deve essere un fine: bisogna andare oltre. L’aspetto economico è fondamentale, ma secondario rispetto all’opportunità di un sistema, del territorio e della città”.

"Saluzzo non può essere per l’ennesima volta l’anello debole, completamente isolata"

E di Carlo Savio, che sempre dall’opposizione, ha chiesto di “spoliticizzare l’ordine del giorno” rispetto all’impostazione datane da Revelli. “Non mi interessa il colore della Giunta che toglie il treno. Credo che Saluzzo non possa essere per l’ennesima volta l’anello debole, completamente isolata.

Se la Regione vuole sopprimere il servizio ferroviario e puntare sul bus, manca un ragionamento ineludibile sulla strada Saluzzo-Savigliano. Da 30 anni ne parliamo, è pericolosa e trafficata. O si ripristina in maniera coerente e utile sul serio il collegamento su treno, allacciandolo alle esigenze di lavoro e turismo, o si trovino risorse per il raddoppio di quella strada. O una o l’altra, anche se temo che otterremo nessuna delle due. La situazione è drammatica. Il servizio pubblico, anche se costa più di quanto rende, è sempre il servizio pubblico

Il colore conta. – ha però rimarcato Calderoni - Cota chiude per mancanza fondi. Chiamparino trova risorse per la riapertura. C’era la possibilità di incrementare l’utenza con gli studenti, ma Cirio ha approfittato del Covid per chiuderla: siamo tutti complici se diciamo che il colore non conta. C’è chi chiude e chi riapre”.

Il voto e le "schermaglie" finali

L’ordine del giorno viene posto in votazione. Sarà condivido da tutti, tranne che dai tre consiglieri d’opposizione della Lega.

Demarchi non demorde: “La battaglia va fatta per l’elettrificazione della linea, per poi pensare al ripristino delle corse su una linea elettrificata”. E lo ripete, anche dopo il voto, a Consiglio finito. Non mancano le repliche: “Sono tutte balle, siete solo capaci a parlare” si sente dai banchi della maggioranza.

Sullo sfondo rimane comunque una Città, ed un territorio, che torna a perdere un servizio: “L’unica nostra colpa – la parole di Revelli – è quella di essere geograficamente lontani, 50, 70 chilometri, dal cuore dell’impero”.

Che sia davvero così?

Nicolò Bertola

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