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Cuneo e valli | 10 settembre 2020, 16:49

Cuneo, i cittadini potranno collegarsi alle rete di videosorveglianza comunale: "Un'opportunità di rendere più sicure zone adesso non coperte"

Presentata ieri sera (9 settembre) la bozza del regolamento della videosorveglianza comunale, che punta alla compartecipazione tra residenti e amministrazione: coinvolte aree pubbliche di comprovato interesse dal punto di vista dell'ordine pubblico

Foto generica

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Un'opportunità per i privati e i comitati di persone di rendere più sicure zone della città che altrimenti non sarebbe stato possibile raggiungere con la videosorveglianza: è così che l'assessore del comune di Cuneo Domenico Giraudo ha descritto il progetto di videosorveglianza partecipata, di cui è stata presentata la bozza di regolamento nel corso dell'ultima riunione della VII^ commissione consiliare.

Presenti all'incontro tenutosi ieri (9 settembre) - oltre all'assessore - anche il dirigente Pierangelo Mariani.

"Prima di oggi la nostra città non aveva un regolamento tout court sulla videosorveglianza - ha sottolineato l'assessore - , ma si trovavano alcuni scampoli nel regolamento della Polizia Municipale. Dopo un anno circa di lavoro possiamo ora introdurre anche il concetto della "partecipazione", che permetterà ad alcuni privati o associazioni di privati di videosorvegliare aree pubbliche esterne a fabbricati ben specifici, dirottando le immagini alla Municipale (che le conserverà per un tempo massimo di sette giorni). Con questo progetto puntiamo alla sinergia tra cittadini e amministrazione, rispondendo alle tante richieste che continuano a pervenire dall'intero territorio, e a cui senza una razionalizzazione non sarebbe possibile far fronte".

La bozza del regolamento verrà portata a discussione nel prossimo consiglio comunale.

- LA VIDEOSORVEGLIANZA PARTECIPATA

A presentare la bozza di regolamento vero e proprio è stato Mariani, che ha sottolineato come già dal 2009 - con le prime norme sull'uso comunale della tecnologia di videosorveglianza - Cuneo si stia muovendo sempre più in un'ottica di controllo del territorio, percorso nel quale l'adesione al Patto Sicurezza della Prefettura nel 2018 è stato un passo importante.

"Con la videosorveglianza partecipata si creano le condizioni perché i privati possano partecipare al sistema di controllo comunale - prosegue Mariani - . Ogni impianto dovrà possedere quattro punti di ripresa con almeno una telecamera ciascuno, e riferirsi a un sito significativo dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine pubblico, che in città purtroppo non mancano. Le richieste potranno arrivare da associazioni e consorzi di cittadini, amministratori condominiali, imprese e anche altri enti pubblici".

La collaborazione tra residenti e amministrazione comunale comporterà anche una compartecipazione dal punto di vista dei costi. L'investimento iniziale - acquisto dei dispositivi di ripresa e loro manutenzione - sarà a carico dei privati, mentre il comune si occuperà dei costi perpetui come la connessione alla rete comunale, la fornitura delle licenze per la registrazione e dello spazio di raccolta delle immagini.

L'utilizzo delle immagini sarà esclusivo dell'organo comunale, con cui le forze dell'ordine dovranno interfacciarsi nell'accedervi.

- I PARERI DEI CONSIGLIERI

"Bella iniziativa che punta sull'innovazione in senso positivo - ha sottolineato Carlo Garavagno - , e che si configura come una risposta intelligente al problema della sicurezza".

Carmelo Noto: "Plaudo al lavoro immane che c'è stato dietro la realizzazione del regolamento. Serve puntare l'attenzione sul fatto che il Comune non intende sorvegliare in modo più stretto il territorio ma rispondere unicamente a istanze che i cittadini presentano da mesi e anni".

"Un deterrente importante, ma assolutamente non risolutivo - ha aggiunto Manuele Isoardi - . Ammodernare il sistema di videosorveglianza comunale, e farlo in sinergia con i privati, è sicuramente un bel miglioramento; riteniamo importante anche coinvolgere la Provincia per arrivare a coprire anche le aree non di proprietà del Comune".

simone giraudi

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