/ Cronaca

Cronaca | 14 settembre 2020, 17:14

Dopo il ritrovamento di ossa sopra le cave di Bagnolo Piemonte, battuta del Soccorso alpino per cercare elementi utili alle indagini (FOTO)

Azione concordata con Prefettura e Carabinieri. 12 operatori hanno battuto la zona, molto impervia, dove l’8 settembre un pastore ha ritrovato alcuni resti, in Valle Infernotto. I soccorritori si sono calati con corde lungo canali e salti di roccia, al momento non è stato rinvenuto alcun elemento utile. Si riprenderà domattina

Il campo base delle ricerche, a Pian delle Fontane

Il campo base delle ricerche, a Pian delle Fontane

Dodici operatori del Soccorso alpino sono stati impegnati, questa mattina, sulle alture della Valle Po, per delle operazioni di ricerca. L’attività si è svolta, di concerto con la Prefettura di Cuneo e con l’Arma dei Carabinieri, dopo il ritrovamento (era l’8 settembre) di ossa umane a monte delle cave di Rucas di Bagnolo Piemonte, in zona Comba Rumella.

Il campo base delle ricerche del Soccorso alpino è stato allestito, questa mattina, in località Pian delle Fontane, nel territorio del Comune di Ostana, a quota 2045 metri di altitudine. Da qui, gli operatori sono partiti alla volta dello spartiacque, in cresta, tra i comuni di Ostana e Bagnolo Piemonte, per poi ridiscendere in Valle Infernotto.

È stata battuta l’area intorno al ritrovamento dei resti ossei, rivenuti da un malgaro in quota con la sua mandria. Si tratta di una zona particolarmente impervia, caratterizzata da una serie di canali scoscesi e da salti di roccia.

Il Soccorso alpino, con l’ausilio di corde e imbraghi, ha effettuato alcune calate in corda doppia, per ispezionare anche le zone più ripide ed i salti di roccia. Al campo base erano presenti il capo della Quattordicesima delegazione Monviso, Luigi Richard, e il capostazione di Crissolo, Beppe Perlo, insieme anche ad un tecnico specializzato in cartografia, che ha acquisito le tracce GPS degli itinerari battuti dai soccorritori in quota.

Le ricerche, al momento, hanno dato esito negativo. Non sono stati ritrovati nuovi elementi o comunque nuovi resti attribuibili ad un umano. Le operazioni continueranno comunque, come concordato con la Prefettura, anche nella giornata di domani.

Intanto, la notizia del ritrovamento di resti ossei si è diffusa rapidamente nelle Valli del Monviso. La zona del ritrovamento, a monte delle cave di pietra di Rucas, confina con la zona a monte di Santa Lucia della Vardetta, dove – il 5 settembre 2019 – è scomparso il pastore paesanese Renato Beitone.

66 anni, Beitone si era recato in altura a bordo del suo fuoristrada, come faceva praticamente tutti i giorni, per controllare la mandria di mucche al pascolo. Lasciato lo zaino nei pressi della baita – a pochi metri dalla chiesa di Santa Lucia – era scomparso.

Nei giorni a seguire, centinaia di persone avevano preso parte alle ricerche: Forze dell’ordine, Enti e Associazioni di soccorso, Protezione civile ma anche tanti cittadini avevano risposto all’appello del Comune di Paesana e avevano dato il loro apporto. Dall’alto erano stati utilizzati elicotteri e droni. In campo, a terra, anche unità cinofile da ricerca in superficie ma anche cani molecolari. Ma dell’uomo non si erano più avute tracce.

Comune e Prefettura avevano concordato anche una battuta ulteriore di ricerca ulteriore, dopo che, a distanza di 47 giorni dalla scomparsa, aveva fatto ritorno “Lady”, il cane da pastore di Beitone, che in un primo momento sembrava scomparso col padrone.

Si era appreso che Lady era stato sfamato in località Galiverga, zona dove si registra la presenza di cave, che ricade sul territorio del Comune di Bagnolo Piemonte. Ma anche le ulteriori ricerche avevano dato esito negativo.

Risulta ancora disperso anche Michele Airaudo, 68enne originario di Bagnolo Piemonte di cui non si hanno notizie da venerdì 22 settembre 2017, quando aveva lasciato l’automobile a Pian Munè, in località “Trincerone”, nel territorio del Comune di Paesana.

Anche per Airaudo i soccorritori avevano battuto l’intera zona di Pian Munè, dov’era stata trovata la macchina dell’uomo, in località Trincerone. Gli sforzi di centinaia di operatori, supportati da due cani molecolari e dall’intervento aereo degli elicotteri erano risultati purtroppo vani.

Ora saranno le indagini di laboratorio a cercare di far luce sull’identità dei resti ossei rinvenuti sopra a Rucas. Intanto, domani, il Soccorso alpino cercherà di raccogliere nuovi elementi, sempre all’incirca nella stessa zona battuta quest’oggi.

Nicolò Bertola

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium