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Cronaca | 15 settembre 2020, 16:09

Secondo (e ultimo) giorno di ricerche sulle alture tra Ostana e Bagnolo Piemonte: in campo anche un “cane da cadavere” (FOTO)

Soccorso alpino e unità cinofila dell’Associazione nazionale Carabinieri al lavoro per cercare elementi utili dopo il ritrovamento di resti ossei a monte delle cave di Rucas. Al lavoro anche un setter certificato per le attività di “Human remains detection”, vale a dire addestrato per fiutare e localizzare eventuali resti umani in stato di decomposizione

Il campo base di oggi e il "cane da cadavere" impiegato nelle ricerche

Il campo base di oggi e il "cane da cadavere" impiegato nelle ricerche

Seconda, ed ultima, giornata di ricerca, al confine tra le Valli Po e Infernotto, dove dalle 8 di stamane (15 settembre) 17 operatori del Soccorso alpino hanno nuovamente battuto le alture di Ostana e Bagnolo Piemonte alla ricerca di elementi utili alle indagini, dopo il rinvenimento di ossa a monte delle cave di Rucas.

Le operazioni si erano aperte già nella giornata di ieri (lunedì) con campo base ai 2045 metri di Pian delle Fontane, nel territorio del comune di Oncino. Concluse senza esito, le ricerche sono ripartite oggi, coordinate dalla base allestita a Pian dla Charma, sempre nel territorio di Ostana.

Gli operatori sono tornati nei canali, sul versante della Valle Infernotto, ancora da controllare, battendo un’ampia zona. Oltre al Soccorso alpino, ha preso parte alle ricerche anche l’Associazione nazionale Carabinieri, sul posto con una particolare unità cinofila.

L’ANC ha messo in campo un “cane da cadavere”: un setter certificato per le attività di “Human remains detection”, vale a dire addestrato per fiutare e localizzare eventuali resti umani in stato di decomposizione.

Le ricerche, nonostante l’utilizzo dell’unità cinofila, da quanto si apprende pare non abbiano portato alla luce nessun elemento di sostanziale novità. Come concordato con Prefettura e Arma dei Carabinieri, le operazioni si sono concluse con la battuta di ricerca odierna, senza quindi proseguire oltre.

Dopo il ritrovamento di resti ossei a monte di Rucas, l’8 settembre, non sembrano quindi emergere elementi utili alle indagini. Tutto passa quindi nelle mani dell’anatomopatologi e degli esami di laboratorio, che saranno chiamati a ricostruire l’identità delle ossa rinvenute da un malgaro.

Nicolò Bertola

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