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Attualità | 16 settembre 2020, 11:15

A Saluzzo, in strada, la notte, bivaccano un centinaio di migranti: “Dati delle forze dell’ordine. Una decina di queste ha un contratto di lavoro”

Lunga discussione in Consiglio comunale, dopo l’interpellanza presentata dalle opposizioni (Savio escluso). Il sindaco chiede alle opposizioni di dar corso ad una proposta forte di modifica della normativa, “ma troviamoci in un punto d’equilibrio”. Demarchi (Lega): “Situazione invivibile. Saluzzo dà ospitalità a tutti: basta che si buttino per terra”

Alcuni migranti bivaccano di fronte alla sede INAIL di Saluzzo

Alcuni migranti bivaccano di fronte alla sede INAIL di Saluzzo

Per tanti migranti regolari, abbiamo altrettanti africani che bivaccano, di sera, in varie zone della città. Come fatto da ‘Fuori del coro’, anche noi denunciamo dormitori di fortuna, realizzate con cartoni. Questi immigrati si lavano abitualmente nelle fontane pubbliche e fanno i loro bisogni dove capita”.

Nel Consiglio comunale di Saluzzo di mercoledì si è parlato, come anche Targatocn avuto modo di annunciare, dei migranti che da settimane gravitano in città.

Demarchi ha illustrato l’ordinanza indirizzata al sindaco Mauro Calderoni, a nome anche dei colleghi Fulvio Bachiorrini, Alessandra Piano, Domenico Andreis e Paolo Scaletta (il documento non è stato sottoscritto da Carlo Savio).

Chiediamo lo sgombero e il ripristino dell’ordine e del decoro di queste zone della Città. – ha aggiunto Demarchi – A Cuneo il sindaco ha imposto il daspo urbano per i senza tetto che bivaccano”.

“Abbiamo i video dei bivacchi”: ma Falda non ne autorizza la proiezione

L’opposizione è tornata a chiedere l’autorizzazione a proiettare alcuni video che documentavano la situazione dei bivacchi abusivi.

Ma dal presidente del Consiglio comunale, Enrico Falda, non è arrivato il nulla osta: “Ho già risposto nella conferenza dei capigruppo, negando il permesso di visionare dei video che non ho mai visto. Non mi sembra il caso: tutti noi abbiamo ben presente la situazione che sta vivendo la città, ce l’abbiamo chiara. Non proiettiamo filmati nei quali, dal punto di vista della privacy, non sappiamo chi ritraggano e come sia stato filmato”.

“Non pensavo di dover ricominciare da zero questa discussione, anche nel 2020”

L’interpellanza ha aperto un lungo dibattito, articolatosi tra sindaco e opposizioni.

Pensavo – ha detto Calderoni - che a seguito di un protocollo sottoscritto in Prefettura, e quindi non più dell’esclusività saluzzese della questione, fosse stato fatto un passo avanti. anche all’interno del Consiglio.

Non abbiamo bisogno dei filmati di Demarchi o di una trasmissione TV ben costruita per creare allarmismo. Ieri sera (martedì: ndr) noi eravamo sul campo, per identificare chi bivacca in città. Vedete, è il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che gestisce queste cose, non è il sindaco a disporre della forza pubblica. La legge non permette ignoranza, neanche tra gli Amministratori, dovete saperlo. Ricominciamo da zero questa discussione, anche nel 2020”.

“In città bivaccano 107 persone. Tendenzioso e falso ricondurre l’epidemia principalmente alle persone senza dimora di origine africana”

Il sindaco ha snocciolato alcuni dati.

L’anno scorso avevamo più do 800 unità dentro e fuori il PAS, al Foro Boario. Quest’anno, dati di ieri sera, le Forze dell’ordine ci segnalano complessivamente 107 persone. Non vorrei sottrarre materiale per le ricostruzioni scandalistica di quanti stanno sicuramente registrano le mie parole per poi estrapolarle e proporle a meno di una decina di follower.

Le Forze dell’ordine non sono brave solo quando la loro azione aggrada il nostro schieramento, mentre vanno taciute quando ciò che dicono non ci piace. I positivi al Covid-19 in città sono in costante ribasso. È assolutamente tendenzioso e falso ricondurre l’epidemia principalmente alle persone senza dimora di origine africana. Non ci sono elementi che avvalorano questa tesi, quindi vi prego di rivedere questo tipo di espressione.

Da parte nostra c’è preoccupazione: è da marzo che scrivo, e scrivendo, anziché agire e tamponare, ho magicamente scoperto che quando che arrivano anche risposte concrete. Dal 4 marzo in poi ho riempito due faldoni di documenti”.

“La gestione del fenomeno è in capo ad altri Enti, non al Comune”

Ogni volta che arriva una segnalazione, da gruppi politici, residenti, viene immediatamente segnalata il giorno stesso agli organi competenti. L’ultima riguardava un gruppo persone che dormono sotto i portici dell’ex sala d’arte: ho inviato la segnalazione a Ministero dell’Interno, viceministri, prefetto, presidente Cirio, commissario Guerra. Risultato: l’Asl ha fatto un sopralluogo e mi segnala che le condizioni igieniche del sito sono normali e non quanto segnalato. Forse perché passiamo tutti i giorni a sgomberare eventuali oggetti abbandonati e a sanificare.  Magari ogni tanto qualche segnalazione è forzata, sappiamo che c’è una situazione di grande tensione istituzionale, di relazione e personale.

Continuerò così fino a quando non sarà risolta la situazione. La gestione del fenomeno è in capo ad altri Enti rispetto ai Comuni. Il protocollo stabilisce a livello pratico ci fa cosa: non è saggio né utile continuare a dividere la comunità con letture forzate, troppo di parte, quando un fenomeno così complesso e generale non sta nelle nostre mani”.

“Una cosa è certa: delle 100 persone all’addiaccio nel nostro comune, qualche decina è sotto contratto”

C’è stata un’evoluzione rispetto agli anni passati, siamo stati capaci di comprendere che è necessario fare uno scatto dal volontariato delle Istituzioni ad un’attività più formale.

Una cosa è certa: delle 100 persone all’addiaccio nel nostro comune, qualche decina è sotto contratto. Ci deve far riflettere rispetto allo sforzo fatto fin qui, e alla necessità di un passo in più che non può che essere la revisione delle norme nazionali che regolano i flussi di lavoro e il lavoro stagionale in agricoltura.

I numeri ci dicono che il fenomeno è in forte contrazione. Perché sono state fatte tante cose: atteggiamento più formale delle istituzioni, nomina di un commissario straordinario, riconoscimento della sovracomunalità dei problemi, firma di un protocollo specifico.

Abbiamo modificato il progetto Fami, abbiamo reperito risorse messe a disposizione della rete: un lavoro di cui siamo orgogliosi tutti. Abbiamo ampliato i fondi comunali per l’alloggiamento in azienda, coraggiosamente.

Ci sono state azioni specifiche e coordinate delle Forze dell’ordine, della Polizia locale, dell’Asl e della ditta di raccolta rifiuti. La presenza 24 ore su 24 dell’Esercito non è banale. I vigili, seppur sottodimensionati, svolgono un servizio specifico quotidiano”.

“Cavalcare l’emergenza dal punto di vista elettorale non ha mai funzionato”

L’emergenza non finisce quest’nano, né l’anno prossimo: dobbiamo trovare elementi condivisi su questa problematica. Dal punto di vista elettorale, cavalcarla non ha mai funzionato: fate una riflessione tra di voi.

Sono disposto a fare azioni, e ne ho già fatte, di sensibilizzazione politica fuori dalle mie competenze, ma dobbiamo uscire dal confronto-scontro sterile. Ogni vostra obiezione trova una risposta, ma non mia.

Possiamo provare a far partire quel passo con le Associazioni di categoria, i sindacati, le aziende, per una proposta forte di modifica della normativa. Non a rincorrere otto like quando facciamo un post scandalistico su una Saluzzo presunta dove regna il caos.

Il tema è che i saluzzesi sono stanchi. Le abbiamo già provate tutte: fare niente, poi le tende, il Pas, quest’anno di nuovo niente. Posso anche fare il daspo urbano, ma c’è già un divieto di campeggio.

Il questore non è che con un daspo può fare di più.

Troviamoci in un punto di equilibrio.

Ma rispettiamo le competenze: il TUEL dice che il sindaco, in materia sanitaria e di ordine pubblico, segnala, e poi le strutture preposte intervengono. Non sono io a sgomberare un portico o a fare tamponi”.

“Non si può più andare avanti così. È venuta meno la percezione di sicurezza che la Città aveva negli anni scorsi”

Ma per Demarchi, nell’intervento del sindaco “Ci sono alcuni punti che non quadrano. Le presenze in città non sono tutte riconducibili a lavoratori stagionali, di cui il territorio ha bisogno. Qui ne arrivano troppi. Forse il doppio del fabbisogno.

Alcune zone di sera sono invivibili. Di giorno tutti si trasferiscono nel parco Gullino. La situazione non può reggere: molti cittadini saluzzesi ci contattano. Non si può più andare avanti così. È venuta meno la percezione di sicurezza che la Citta aveva negli anni scorsi. Saluzzo dà ospitalità a tutti: basta che si buttino per terra”.

Alle parole di Demarchi, Calderoni in aula non replicherà più: “Non hai compreso, mi spiace. Spero che qualcuno della minoranza voglia approfondire. Ma alla retorica leghista di Paolo Demarchi non ce la faccio più a dare retta”.

L’intervento delle opposizioni

La discussione sull’interpellanza, poi, si è allargata, con l’intervento di buona parte dei consiglieri d’opposizione.

Fulvio Bachiorrini: “Il problema è difficile, di complessa gestione. L’unica nota positiva è che quest’anno, grazie al Covid, la situazione è migliorata, ne diamo atto. Speriamo che il prossimo anno non sia di nuovo disastrosa.

Circolando per la città e sentendo chi vigila i numeri sembrerebbero essere più alti, intorno alle 200-250 presenze. C’è stato un passo avanti, non solo per la riduzione delle presenze. La massiccia presenza delle Forze dell’ordine ha fatto piacere. I militari hanno lasciato il Foro Boario a fine agosto: forse era bene averli anche a settembre e ottobre. Grazie alla loro presenza non abbiamo avuto disordini come negli anni scorsi.

Non dobbiamo ospitare gli stagionali degli altri paesi. Siamo disponibili ad un passo in avanti, ma la situazione in città è indecorosa: l’Amministrazione e questo Consiglio non possono e non devono accettarla. Questa è gente che non lavora. Li vediamo in tutte le ore della giornata girovagare per città.

Non sono lavoratori. Saluzzo ospita migranti in numero eccessivo rispetto alle richieste di manovalanza”.

Carlo Savio: “Nella discussione di questi anni manca un tassello fondamentale: manca il ruolo del Parlamento. Il Comune ha fatto molto. La Regione quest’anno è intervenuta, con la Prefettura e con i Comuni firmatari del protocollo, ma sono anni che chiediamo la modifica della normativa e nessun parlamentare mi risulta abbia depositato agli atti un disegno di legge.

Un anno fa, in questa sala, il ministro Dadone e il deputato Gribaudo garantivano una proposta di legge sull’argomento. Ad oggi non è stata fatta alcuna nessuna normativa. Possiamo partire con un’iniziativa di legge popolare, con 50mila firme si può proporre una legge sull’argomento.

Se, come credo, tutti siamo d’accordo, una normativa nazionale sui flussi e sul lavoro stagionale è indispensabile. È lì che bisogna battere, ma al momento nulla è stato fatto. il grande assente è il Parlamento. Deputati e senatori votati da noi non ci sentono”.

Domenico Andreis: “C’è un grande senso d’insicurezza da parte dei cittadini rispetto ad un grande senso di spavalderia degli ospiti. Questo il sindaco non deve permetterlo. L’insicurezza del cittadino non deve essere tollerata”.

A margine degli interventi delle minoranze, Calderoni è tornato a ribadire: “Non ci giochiamo le regionali del 2020 e neanche il posto in Parlamento, forse, nel 2024. Siamo un’Amministrazione comunale di 17mila anime con un problema enorme. Sono 12mila le persone che servono, in più rispetto a quelle che il territorio esprime. Sono dati soggettivi, rispetto alle vostre interpellanze colorite.

Tutti noi dobbiamo sopportare un danno d’immagine così pesante perché il territorio non riesce a dare da dormire a 100 persone?

Battisti: “Si rimanga nei termini dell’interpellanza. Siamo esclusi dal dibattito”

La discussione si sarebbe probabilmente prolungata ancora.

Ma – dalla maggioranza – il capogruppo Paolo Battisti ha chiesto al presidente Falda di riportare l’assise “nei termini dell’interpellanza”. Che non prevede un dibattito così ampio. “Come maggioranza siamo esclusi dal dibattito” ha detto, portando Falda a chiudere la discussione del punto.

Nicolò Bertola

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