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Politica | 18 settembre 2020, 14:32

Test elettorale con possibili sorprese e ricadute politiche

In larga parte disattese le indicazioni delle segreterie dei partiti sul referendum. Domenica e lunedì, insieme alla consultazione popolare per il taglio dei parlamentari, si vota anche in 19 Comuni del Cuneese per eleggere sindaco e Consiglio comunale

Test elettorale con possibili sorprese e ricadute politiche

Nessuna consultazione elettorale è mai scontata.

Finchè le urne non vengono aperte ogni pronostico è azzardato.

È una considerazione banale, che vale da sempre, ma a maggior ragione oggi in una stagione in cui la politica è volatile come non mai.

Si torna a votare in due giorni, domenica 20 settembre (dalle 7alle 23) e lunedì 21 (dalle 7 alle 15) in deroga alla precedente normativa per evitare assembramenti nei seggi.

Si va alle urne anche per il rinnovo dei Consigli regionali di Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle d’Aosta e 21 capoluoghi di provincia.

Sono 19 i Comuni del Cuneese che devono eleggere il sindaco e rinnovare i rispettivi Consigli comunali: Aisone, Benevello, Briga Alta, Caprauna, Carrù, Castiglione Tinella, Cortemilia, Costigliole Saluzzo, Diano d’Alba, Elva, Morozzo, Narzole, Peveragno, Priero, Roaschia, Rossana, Santo Stefano Belbo, Treiso e Vicoforte.

Si tratta di elezioni amministrative in cui non sono presenti simboli di partito.

In qualche caso c’è una sola formazione in corsa, dove dunque è indispensabile il raggiungimento del quorum per rendere valida la consultazione.

In altri casi, per scongiurare il rischio, sono state concordate due liste.

Due centri sono importanti feudi della Lega nel Cuneese.

Il primo è Santo Stefano Belbo, paese dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi, che, proprio in virtù di questo nuovo ruolo, ha dovuto lasciare la guida del Comune.

Il secondo è Narzole, dove risiede l’europarlamentare Gianna Gancia e il di lei coniuge, Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e personaggio di primo piano della Lega fin dai tempi di Bossi. Il municipio era guidato da un altro esponente provinciale di quello che un tempo era il Carroccio, Federico Gregorio, incappato nelle maglie della giustizia per il caso Rimborsopoli.

Tra gli altri Comuni di maggior rilevanza: Carrù, Cortemilia, Costigliole Saluzzo, Diano d’Alba, Peveragno e Vicoforte.

Curioso il caso di Roaschia, dove, a fronte di una popolazione di un centinaio di abitanti (quindi una settantina o poco più di aventi diritto al voto), sono quattro i candidati sindaci a contendersi la guida del municipio.

In tutti i casi si tratta di test elettorali la cui valenza è circoscritta all’ambito locale.

GpT

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