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Attualità | 19 settembre 2020, 17:52

Un libro per raccontare il mitico colle dell'Agnello, teatro di grandi imprese umane e sportive

A Pontechianale la presentazione del libro che ripercorre la storia di un valico di straordinaria bellezza, che ha segnato il legame tra la Valle Varaita e la regione PACA

I tre autori: da sinistra Boschero, Testa, Francesconi

I tre autori: da sinistra Boschero, Testa, Francesconi

 

Sono passati 50 anni esatti dall'inaugurazione del colle dell'Agnello, meravigliosa strada di collegamento tra la valle Varaita e la vicina Francia. Era il 19 settembre del 1970 e oggi, 19 settembre del 2020, lassù, ai 2.744 metri, dove un ceppo segna il passaggio tra l'Italia e la Francia, si è celebrato il mezzo secolo di storia di una strada che, per quando è stata fatta, è stata un'impresa titanica, frutto della lungimiranza e dell'estro di amministratori e tecnici.

Il libro Colle dell’Agnello - Una strada appesa al cielo ne racconta la storia sotto diversi aspetti, affidati a tre diversi autori, Gianpiero Boschero, Giampaolo Testa e Lorenzo Francesconi e pubblicato da Fusta editore di Saluzzo nell’occasione dell’anniversario. La presentazione stamattina presso il salone dell’Hotel Chalet Seggiovia di Pontechianale.

Da tutte le autorità intervenute una voce comune: uniamoci per anticipare l'apertura del colle, straordinario volano turistico ed economico per le due vallate che unisce. Attualmente l'apertura va dalla metà di giugno circa fino alla metà di ottobre. 4 mesi su 12. Troppo pochi. Ci vuole uno sforzo di tutte le istituzioni perché il colle apra prima.

E quest'anno c'è anche l'incognita del passaggio della tappa del giro d'Italia, il prossimo 24 ottobre, con il rischio reale che lassù ci sia già tanta neve.

Marco Gallo, presidente del Bacino imbrifero del Varaita, tra i primi a spingere per la realizzazione di questo libro, ha evidenziato come sia necessario raccogliere il testimone dal passato e impegnare risorse per garantire una prolungata apertura el colle, magari già da aprile. Dello stesso avviso Silvano Dovetta, presidente dell’Unione Montana Valle Varaita, Silvano Dovetta: "Oggi abbiamo il compito di salvaguardare quell’opera, a lavorare per la manutenzione della strada e per ampliarne il periodo di apertura, sfidando i 2.744 metri di quota del colle e le condizioni meteorologiche tipiche dell’alta montagna".

Dello stesso avviso tutti gli amministratori intervenuti, dal sindaco di Saluzzo al presidente della Provincia al consiglire regionale Franco Graglia fino ai rappresentanti istituzionali francesi. Lo scopo deve essere comune e l'impegno condiviso: far sì che quella strada, nata per unire, segno reale di cosa sia l'Europa dei popoli, possa stare aperta per un tempo più lungo, in un'ottica di sviluppo turistico ed economico di tutta la zona.

Il libro ha ripercorso la grande impresa, il grande sogno di tanti amministratori che, insieme, hanno realizzato la strada del colle, con i mezzi che c'erano a disposizione, pochi, ma con tanta concretezza.

I tre autori lo hanno raccontato tra parole e immaini, 140 pagine suddivise in tre parti, tre narrazioni diverse.

Gianpiero Boschero, profondo conoscitore della valle Varaita, ne racconta le vicende dell’antichità, partendo dall’epoca romana per soffermarsi, in particolare, sulla singolare esperienza della Confederazione degli Escartoun.

Giampaolo Testa, giornalista che da decenni segue le vicende politico-amministrative del territorio, ripercorre i passaggi che condussero alla realizzazione della strada, soffermandosi nello specifico sulle figure politiche e tecniche che, guidate dall’ingegner Paolo Albonico, presidente del BIM e vero promotore dell’opera, portarono a compimento la realizzazione della carrozzabile.

Nella parte conclusiva del libro, Lorenzo Francesconi, giornalista esperto di cronache sportive, si occupa di sport e turismo e degli eventi che si intrecciano con la storia recente del colle. Ovviamente la memoria recente corre alla grande impresa di Nibali, nel 2016, che lassù diede la svolta al Giro, andando a vincerlo.

Barbara Simonelli

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