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Ad occhi aperti | 20 settembre 2020, 13:03

La scuola riparte, tra coraggio e complessità - School of Rock

Lunedì 14 settembre, davanti le porte di alcune scuole di diverso ordine e grado, non si respirava tanto l’incertezza sull’immediato futuro, ma la voglia di riprendere da dove ci si era lasciati. In senso didattico ma anche sociale

La locandina di "School of rock"

La locandina di "School of rock"

“School of Rock” è un film americano del 2003 scritto da Mike White e diretto da Richard Linklater. Dewey è un talentuoso musicista rock che vorrebbe raggiungere la notorietà e che, quando viene cacciato dalla propria band, si “ricicla” come insegnante in una scuola elementare molto ricca; scoperte le capacità musicali di alcuni studenti, decide di formare con loro una band e partecipare a un grosso concorso di musica… “scontrandosi” anche con i propri ex-compagni di band.

Zoppicante, complessa, rischiosa, agognata, in presenza: aggettiviamola come vogliamo, ma nel nostro paese la scuola è (finalmente) ripartita. E non credo che, per l’intera società e sotto diversi punti di vista, questa possa essere la notizia più buona da qualche mese a questa parte.

Certo, le norme sanitarie anti-Covid sono stringenti e, in modo altrettanto certo, l’esperienza della scuola in quanto tale non ha adesso nulla a che vedere con quella che era prima dello scoppio della pandemia (e chissà per quanto rimarranno così le cose), ma alunni, insegnanti e addetti ai lavori in generale sono finalmente liberi di riacquistare un altro piccolo scampolo di normalità. Dura, difficile, sicuramente… ma pur sempre normalità.

Lunedì 14 settembre, davanti le porte di alcune scuole di diverso ordine e grado, non si respirava tanto l’incertezza sull’immediato futuro, ma la voglia di riprendere da dove ci si era lasciati. In senso didattico ma anche sociale.

E perché non suggellare questo inizio riguardandosi un grande classico della commedia americana, un film che chiunque sia nato tra la fine degli anni ‘80 e i ‘90 ha sicuramente visto almeno tre o quattro volte?

“School of Rock” non è niente di speciale – e lo sarebbe ancora di meno se non avesse un Jack Black perfettamente in parte e chiaramente in un ruolo che sente davvero “suo” - , è il classico film pieno di buoni sentimenti. Ma credo che sia proprio questo che manca, o che rischia di mancare, nell’affrontare l’anno scolastico 2020-2021: la leggerezza, la speranza in futuro migliore e il senso di rivalsa.

Nonostante l’indebolimento estivo del virus – o almeno, della sua incidenza nella nostra vita quotidiana – e le necessarie riaperture che ci sono state e che ci saranno ancora, si auspica, la situazione epidemiologica continua a essere seria (specie in altre parti del mondo, ma anche qui in Italia). E la riapertura della scuola è certamente uno dei temi più importanti: la concezione comune è quella di cauta attesa, il fiato perennemente trattenuto nell’attesa della prossima tragedia. Della prossima chiusura.

È in momenti come questo che le storie divertenti – e, diciamocelo, i grandi classiconi che tutti volentieri riguardiamo – ci possono aiutare davvero. Ricordandoci che i conflitti e i pericoli sono parte stessa del racconto, ma che non è mai troppo tardi per affrontarli a viso aperto.

simone giraudi

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