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Cuneo e valli | 20 settembre 2020, 12:05

"Non vogliamo rendere Cuneo il Grande Fratello": Radicali Cuneo dice no alla videosorveglianza partecipata

Filippo Blengino e il movimento hanno chiesto un parere del garante della privacy: "Giusto che alcune zone considerate pericolose della città siano videosorvegliate, ma da telecamere pubbliche e del Comune, non di cittadini privati"

Foto generica

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Non ha soddisfatto i membri di Radicali Cuneo la presentazione fatta in commissione consiliare - lo scorso 9 settembre -  dall'assessore del comune di Cuneo Domenico Giraudo in merito al protocollo di videosorveglianza partecipata, che stabilisce per i privati cittadini la possibilità di richiedere l'adesione alla rete di videosorveglianza comunale facendo installare telecamere in specifici luoghi di interesse pubblico e inviando poi le registrazioni alla Polizia Municipale.

I Radicali hanno lanciato una petizione sul proprio sito internet, chiedendo che ci si rivolga al garante della privacy per un parere: "Riteniamo che la proposta sollevi dubbi di legittimità, non si ispiri al principio di proporzionalità e non circostanzi i compiti demandati al corpo di Polizia municipale" si legge nel testo della petizione.

"Non vogliamo rendere Cuneo il Grande Fratello - sottolinea Filippo Blengino, segretario dei Radicali Cuneo - . I reati sono nettamente in diminuzione nella nostra città, come risulta dai dati ufficiali. Giusto che alcune zone considerate pericolose della città siano videosorvegliate, ma da telecamere pubbliche e del Comune, non di cittadini privati".

Il regolamento verrà discusso in consiglio comunale nei giorni di martedì 22 e mercoledì 23 settembre.

simone giraudi

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