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Attualità | 21 settembre 2020, 15:01

Uncem, al via la mappatura dei borghi alpini e degli edifici ad alta efficienza energetica nei comuni piccoli e montani

Marco Bussone: "Vogliamo indagare il territorio, dal basso, e poi essere pronti. Il piano italiano per il Next Generation EU deve parlare di borghi da rigenerare, di nuova residenzialità nelle zone rurali, di imprese di comunità, di qualità della vita e di necessaria riorganizzazione dei servizi"

Marco Bussone

Marco Bussone

Uncem avvia oggi la prima "mappatura nazionale dei borghi alpini e appenninici" oltre che degli "edifici ad alta efficienza energetica", in tutti i piccoli Comuni nei Comuni montani italiani. L'Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, con un'indagine aperta fino al 20 ottobre, vuole individuare progettualità, proposte, soluzioni, realizzazioni, studi di fattibilità di borghi che possono tornare a vivere o che sono già recuperati. Ma anche "edifici modello" ad alta efficienza energetica, di proprietà pubblica o privata, nuovi da realizzare o esistenti e ristrutturati. La mappatura descritta  nel documento (allegato) - diffuso anche tramite il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e costruita anche con il progetto "A2E Alpi Efficienza Energetica" - si rivolge a Comuni, Comunità̀ montane, Unioni montane di Comuni, privati cittadini, imprese edili, progettisti, operatori immobiliari, agenzie, fondi di investimento.

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"Da dieci anni Uncem lavora su questi fronti - evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale - e crede nella possibilità di rigenerare pezzi di territorio che per troppo tempo molti hanno considerato marginali e inutili, fuori dai circuiti economici, culturali, sociali. Da abbandonare e ignorare. Poi con il lockdown e la pandemia tutti hanno iniziato a parlare di borghi, di montagne, di spazi dove vivere migliori di qualche palazzo delle aree urbane. Non siamo certo stati sorpresi e non siamo stati impreparati. Con la rete dei Comuni italiani dobbiamo agire e fare meglio. Perché la 'domanda e l'offerta' non si incontrano per caso. E allora serve capire cosa stia succedendo. I progetti attivi sui borghi, gli edifici ad alta efficienza energetica, le imprese che stanno investendo, i privati che vogliono riqualificare intere borgate, gli studi accademici. Ci sono e già ne raccontiamo oltre cento casi su www.borghialpini.it. Vogliamo indagare il territorio, dal basso, e poi essere pronti. Il piano italiano per il Next Generation EU deve parlare di borghi da rigenerare, di nuova residenzialità nelle zone rurali, di imprese di comunità, di qualità della vita e di necessaria riorganizzazione dei servizi. Questo deve essere l'asse centrale della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, di tutto il Green new deal e della politica di coesione, devono essere mobilitate le Regioni nell'individuare fondi per il reinsediamento. I numeri potenziali? Basta leggere il Rapporto Montagne Italia per capirli. Danno forza a questa nostra mappatura".

Nei 5.552 piccoli Comuni d'Italia si trova una casa vuota ogni due occupate: solo il 15% di quelle disponibili ospiterebbero 300 mila abitanti, e le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti.

La mappatura Uncem va oltre ogni retorica e luogo comune. I borghi non sono "paesini dove bastano due gerani sulle baite in pietra per renderli accoglienti". Sui borghi da vivere e dove lavorare - agricoltura, zootecnia, in primis, ma anche lavoro agile a distanza positivo per molti mestieri e professionalità - serve un progetto di Paese. Che Uncem propone a Governo, Parlamento, Regioni. Gli Enti locali sono pronti a fare la loro parte. Ma il tema riguarda anche le città, le zone urbane. La vitalità dei borghi e delle aree montane, il 54% dell'Italia, è una sfida del Paese. L'Europa che vuole Green & Smart Villages per le aree rurali e per i Comuni della montagna, vede Alpi e Appennini pronti. La mappatura Uncem configura opportunità e disponibilità, obiettivi di rigenerazione e di uso migliore delle risorse naturali ed energetiche. Temi che hanno visto i piccoli Comuni e i Comuni montani, negli ultimi dieci anni, anticipare soluzioni anche per contrastare il cambiamento climatico in corso. Borghi da vivere non sia uno slogan. Non lo è per Uncem e per gli Enti locali. Alla base c'è un ripensamento dei territori che li vede in un patto nuovo con le aree urbane. Uncem vuole favorire questo legame. Vincono le reti, il non essere soli: i borghi e gli edifici che verranno mappati hanno necessità di strategie, condivisione, risorse, pensiero. Ecco perché a fianco di Uncem vi sono istituzioni come l'Istituto di Architettura montana, ma anche Associazioni ed Enti che da vent'anni guardano ai borghi come luogo pulsante che torna, tornerà a vivere, non solo grazie a fondamentali e preziosi (oggi e domani) flussi turistici. L'Italia vera, tra abbandoni e ritorni, oggi sceglie di censirsi e puntare su innovazione, sostenibilità, ecologia integrale.

comunicato stampa

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