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Cronaca | 22 settembre 2020, 18:24

Roccavione, fermato per spaccio, lanciò un tronco contro i carabinieri che lo inseguivano: condannato ad un anno di reclusione

Giudicato anche il figlio per resistenza a pubblico ufficiale

Immagine di repertorio

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Il 30 maggio 2019 i carabinieri in borghese si erano appostati per controllare i movimenti di P.C., 54enne e il figlio 28enne J.C., residenti in una borgata di Roccavione, sospettati di essere spacciatori. I militari li avevano intercettati a bordo di un’auto. La testimonianza di un appuntato scelto:“P.C. stava masticando qualcosa: quando gli ho chiesto di cosa si trattasse, si è sfilato la dentiera e mi ha spinto contro la macchina. Poi si è messo a correre verso il bosco”.

Il collega aveva visto P.C., inoltratosi nella boscaglia, far rotolare un tronco di un metro circa verso di lui: “Mi ha colpito alla caviglia e ho dovuto fermarmi”. L’uomo, che era riuscito a scappare, fu arrestato alcuni giorni dopo.

J.C., che invece era stato subito bloccato dai carabinieri, li aveva accompagnati a casa per la perquisizione. Nell’abitazione le unità cinofile avevano trovato circa 90 grammi di hashish, 2 grammi di marijuana, 0,21 grammi di cocaina e altro materiale utile per il confezionamento e la pesatura delle dosi, oltre a tre coltelli a serramanico e un tirapugni. Era stata sequestrata anche un’agenda con vari numeri annotati che, secondo gli inquirenti, potevano riferirsi allo spaccio di droga.

Oggi il tribunale di Cuneo ha condannato P.C. a un anno di reclusione e 1500 euro di multa per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La detenzione di droga è stata riqualificata come possesso di lieve entità.

Per il figlio J. la condanna a 6 mesi e 15 giorni di reclusione (pena sospesa) per resistenza, assoluzione per spaccio, reato estinto per oblazione per il possesso di coltelli e tirapugni.

La difesa di P.C. aveva chiesto che fosse mandato assolto da tutte le accuse. Per le sostanze stupefacenti “la quantità era nettamente inferiore a quella individuata come limite per l’uso personale”. L’aggressione nei confronti dei carabinieri: Non poteva spintonare un uomo molto più corpulento di lui. Nessuno lo ha visto prendere il tronco e lanciarlo contro i militari”.

L’altra difesa: “J.C. aveva visto mettere una mano sul volto del padre ed è corso verso di lui perché preoccupato. Ma una persona che volesse fuggire non avrebbe inseguito i carabinieri”.

Monica Bruna

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