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Economia | 22 settembre 2020, 07:30

Nelle Valli del Monviso 1milione e 160mila euro per il sostegno delle attività economiche: a Piasco e Paesana contributo da 108mila euro

Il Governo, con un Dpcm del sottosegretario Fraccaro, stanzia 210milioni di euro, destinati a 3101 Comuni, per lo sviluppo delle piccole e medie imprese delle aree interne. Specie a ridosso dell’emergenza, con annessa crisi, Covid-19

Immagine di repertorio

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Più di 1milione e 160mila euro di contributo che lo Stato destina alle Valli del Monviso.

Lo stanziamento è stato previsto con un apposito Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri firmato il 15 settembre dal sottosegretario Riccardo Fraccaro. Obiettivo: concedere fondi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese delle aree interne. Specie a ridosso dell’emergenza, con annessa crisi, Covid-19, che ha avuto conseguenze tangibili sull’economia.

Il plafond complessivo – su scala nazionale – previsto dal Governo è pari a 210milioni di euro, con

3101 Comuni beneficiari e 4171667 abitanti italiani coinvolti.

Nelle Valli del Monviso, i contributi maggiori arriveranno a Piasco (108.861 euro) e Paesana (108.123 euro). La Valle Po riceverà complessivamente poco più di 533mila euro. In Val Varaita arriveranno poco meno di 547mila euro. Nel mezzo, la Val Bronda porta a casa 80mila e 800 euro.

Ecco l’elenco, Comune per Comune, dei beneficiari del contributo nelle Valli Po, Bronda e Varaita.

Come potranno essere destinati questi fondi? Lo spiega l’Uncem, Unione nazionale Comuni ed Enti montani, che ovviamente plaude allo stanziamento del Governo: sostegno economico alle piccole e medie imprese del territorio – anche al fine di contenere l’impatto dell'epidemia da Covid-19 – con contributi a fondo perduto per spese di gestione, sostegni alla ristrutturazione, ammodernamento, ampliamento, innovazione e acquisto di macchinari, impianti, arredi, attrezzature, opere murarie e impiantistiche.

Compaiono, nell’elenco di azioni che possono essere coperte economicamente dai fondi statali, tutto ciò che riguarda l’innovazione tecnologica indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on line e di vendita a distanza, attraverso l’attribuzione alle imprese di contributi in conto capitale.

Proprio Uncem aveva ribaduto la necessità di finanziare i Comuni e, attraverso di loro, le attività produttive delle aree interne: “Ringraziamo il Governo, con i ministri Luciano Provenzano (Coesione territoriale) e Francesco Boccia (Affari regionali) in particolare, e i parlamentari che hanno lavorato per introdurre il fondo nella legge di bilancio 2020.

In particolare grazie a Enrico Borghi, deputato e già Presidente Uncem, primo firmatario dell'emendamento che ha introdotto il fondo nella manovra del dicembre scorso”.

Come sono stati distribuiti, sul territorio, i fondi? Attraverso il criterio della perifericità e della minore dimensione demografica. 

Le attività economiche che vorranno accedere ai contributi dovranno: essere regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese; non risultare in stato di liquidazione o di fallimento e nemmeno soggette a procedure di fallimento o di concordato preventivo.

Si tratta del più grande stanziamento di risorse per le attività economiche, commerciali e artigianali, delle aree interne e montane del Paese mai registrato negli ultimi cinquant'anni – commenta il presidente nazionale Uncem, Marco BussoneLo abbiamo chiesto a gran voce e siamo stati ascoltati, per completare gli importanti stanziamenti nelle 'aree pilota' della Strategia nazionale aree interne, che tocca oggi oltre mille Comuni e che va resa strutturale come già previsto nelle linee guida del Recovery Fund.

Questo stanziamento a 3.101 Enti risponde in pieno e attua quanto scritto nella legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni. E cioè che i nostri piccoli commercianti e le imprese hanno nei territori un ruolo sociale oltre che economico.

Lo Stato deve intervenire, interviene oggi tramite gli Enti locali per restituire competitività e generare coesione. Lavoreremo con gli Enti che lo desiderano per rendere questo contributo alle imprese capace di essere leva di sviluppo, sia tramite le esistenti sia per le nuove imprese.

Questo stanziamento deve essere utilizzato per rigenerare territori e renderli più competitivi, più forti, riducendo le sperequazioni e i sovracosti strutturali. Non smetteremo poi di lavorare sul piano culturale. ‘Compra in valle, il tuo paese vivrà’ è il claim dell'impegno di Uncem con i Comuni. Questi 210 milioni sono un passo importantissimo verso crescita e inclusione”.

Ecco l’elenco, Comune per Comune, dei beneficiari del contributo nelle Valli Po, Bronda e Varaita.

VALLE PO – Crissolo (32.855), Oncino (30.285), Ostana (30.492), Paesana (108.123), Sanfront (97.518), Rifreddo (58.821), Gambasca (38.320), Martiniana Po (50.047), Envie (86.736).

VALLE BRONDA – Pagno (44.523), Brondello (36.311).

VALLE VARAITA – Piasco (108.861), Venasca (68.982), Rossana (53.563), Isasca (30.403), Brossasco (58.939), Melle (36.488), Frassino (35.927), Sampeyre (57.314), Casteldelfino (32.648), Bellino (31.053), Pontechianale (32.796).

Ni.Ber.

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