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Curiosità | 22 settembre 2020, 15:54

Il Roraty Club di Savigliano visita l'azienda vitinicola Costa di Bussia Tenuta Arnulfo

Un'iniziativa nell'ottica della conoscenza e ricerca delle eccellenze per contribuirne alla valorizzazione

Il Roraty Club di Savigliano visita l'azienda vitinicola Costa di Bussia Tenuta Arnulfo

Per il Rotary, conoscenza e ricerca delle eccellenze per contribuirne alla valorizzazione, quando poco note ed apparentemente dimenticate, o viceversa come riconoscimento dei livelli di leadership raggiunti, sono importanti.  

A fine estate, e di questa estate in particolare, sono gradevoli le serate all’aperto, settembre, quando la natura inizia a mutare i suoi colori, è mese di vendemmia e non c’è forse modo migliore d’apprezzare queste cose che in una azienda vitivinicola e sentirne i profumi, “…dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar.” specie se ulteriormente rallegrati da una buona tavola. In questo spirito, il club di Savigliano ha organizzato una passeggiata nelle vigne.

L’anno scorso aveva visitato le Aziende Vitivinicole di Bruno Ceretto, la Cappella del barolo, l’Acino in vetro….la Piola. Quest’anno, “Metti una sera a vendemmiare in langa…”  ha coinvolto a Monforte d’Alba l’Azienda agricola Costa di Bussia Tenuta Arnulfo, dal 1988 di proprietà Sartirano.  Così Mercoledì pomeriggio,  suddivisi in gruppetti guidati, soci ed ospiti si sono inoltrati tra vigne e  colline, notando viti con pochi grappoli, selezionati e rarificati durante l’anno, per innalzare la qualità dell’uva..  e del vino.  Venivano illustrate le varie tipologie e caratteristiche, tralci, grappoli, esposizioni dei  vigneti, fasi di vinificazioni, curiosità. Costa di Bussia è stato definito un gioiello nascosto: 15 ettari, 80% Nebbiolo, il resto Barbera, Dolcetto e di Chardonnay. Punta di diamante, il Barolo.  La produzione comprende 9 vini, un Barolo chinato e una grappa. Nel 1999 le cantine raggiungono un milione di bottiglie, nel 2019 sono a tre milioni con un mercato in 32 paesi nei cinque continenti . Tra i vigneti, un grande fabbricato giallo, la cascina Arnulfo, con cantine e camere, ospita agriturismo ed un museo  che ripercorre la storia della casa vitivinicola con documenti,  attrezzi  di oltre cento anni , bottiglie risalenti al 1874, altre quadrate  soprattutto utilizzate per l’esportazione del vino oltre oceano  iniziata nel 1890,  lettere  a partire dal 1874 quando Luigi Arnulfo, farmacista di Cherasco, acquista questa cascina. In quegli anni di emigrazione verso gli Stati Uniti, probabilmente costava meno la nave per le Americhe del treno per il Nord Europa, erano soprattutto i veneti, i friulani ed i piemontesi ad abbandonare l’Italia ed Arnulfo già esportava Barolo in California il cui paesaggio nella Wine Country ricorda Langhe e Monferrato. Essendo farmacista s’era cimentato nel Barolo Chinato, di cui ha lasciato la ricetta usata ancora oggi. Dotato di spiccate competenze ed economiche, opera una riqualificazione dell’azienda  e  strutture con miglioramenti agrari anche con utilizzo di portainnesti resistenti alle grandi malattie delle viti del tempo, quali fillossera, peronospera e oidio e  dando soluzione, ai problemi fitosanitari che avevano messo in ginocchio la viticoltura italiana.

A tavola, la presentazione dell’azienda è proseguita  da parte di Paolo, figlio di Giovanni Sartirano. Nominato nel 1917 produttore italiano più conosciuto in Cina, è presidente della Sezione Vini,Liquori,Distillerie di Confindustria di Cuneo e titolare,con il cugino Guido, dell’azienda entrambi proprietari anche della cantina San Silvestro con sede a Novello nella tenuta Ghercina. Nel 1928 Luigi Arnulfo era morto e la figlia aveva proseguito  l’attività fino al 1952, poi aveva venduto. Un periodo buio per l’azienda, che tornava  a produrre uve e poca vinificazione sino al 1988 quando la tenuta, acquistata dalla famiglia Sartirano, ha ripreso  l’attività di cantina rilanciando lo storico marchio “Tenuta Arnulfo Costa di Bussia”. Farà seguito un importante ricordo del fondatore. «Un libro e un’etichetta che rendono finalmente omaggio alla figura di Luigi Arnulfo, produttore-imprenditore che all’inizio del Novecento ha dato un contributo fondamentale  per diffondere fama e grandezza del Barolo, oggi il vino piemontese più esportato nel mondo». Così Paolo Sartirano nel saluto agli ospiti a Verona per la presentazione del volume “Luigi Arnulfo pioniere del Barolo” e dell’annata 2006 a lui dedicata. 

comunicato stampa

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