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Attualità | 23 settembre 2020, 10:03

Cuneo, approvato il regolamento per la videosorveglianza partecipata: "Un'opportunità in più per sentirsi maggiormente sicuri"

A parlare, l'assessore Domenico Giraudo; critici i consiglieri di Cuneo Per i Beni Comuni e Simone Priola (PD): "Avremmo dovuto prendere spunto dal problema del senso di sicurezza per attuare politiche meno d'impatto. Un'occasione persa"

Foto generica

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È stato presentato la settimana scorsa in commissione consiliare e ha già creato, in città, alcune discussioni – in particolare espresse dal gruppo Radicali Cuneo - , il nuovo regolamento del Comune di Cuneo sulla videosorveglianza partecipata, che implica la possibilità per i privati di installare telecamere collegate alla rete di sicurezza comunale in appositi luoghi pubblici di particolare interesse. Che nella serata di ieri (martedì 22 settembre) in consiglio comunale, dopo un lungo dibattito, è stato approvato con 22 voti a favore sui 25 possibili.

Secondo Domenico Giraudo, assessore competente – che in sede di commissione si era anche occupato di illustrare il regolamento vero e proprio - , il regolamento è frutto di tante richieste pervenute dai cittadini, specie dei luoghi della città in cui la copertura comunale fatica ad arrivare e il senso di sicurezza tende a mancare: “Il regolamento non è fatto per togliere degli obblighi al Comune, ma per affiancare il sistema di videosorveglianza. Le immagini vengono automaticamente cancellate dopo una settimana a meno che ci sia di mezzo un reato effettivo: la norma sulla privacy è stata quindi considerata, nella stesura del regolamento. Non vogliamo instillare preoccupazione nella popolazione ma semplicemente conferire ai cittadini un’opportunità in più per sentirsi maggiormente al sicuro”.

- LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO

Ugo Sturlese e Nello Fierro (Cuneo per i Beni Comuni) si sono dimostrati scettici e critici verso la delibera presentata da Giraudo, che secondo loro, se collegata all’ordinanza anti bivacco firmata dal sindaco Federico Borgna nelle scorse settimane rischia di lanciare un segnale fortemente negativo per il futuro della città: “Non condividiamo lo spirito di questa delibera, che fa il verso a una cultura securitaria marcatamente di destra e che per sua stessa natura fomenta timori e insicurezze, per di più in una città in cui il tasso di criminalità è davvero basso. Il problema del senso di sicurezza percepito da alcuni residenti deve essere affrontato con provvedimenti di altra natura, con la difesa sociale”.

A favore, invece, Carlo Garavagno (Partito Democratico): “Nessuno vuole lo stato di polizia e certo bisogna investire sulla prevenzione, ma mentre la si realizza si configura una nuova opportunità che permette anche al Comune di risparmiare del denaro. Questa è una risposta né di sinistra né di destra, ma intelligente e tecnologica, che non toglie niente a nessuno”. Una lettura condivisa anche da Silvano Enrici (Centro per Cuneo -Lista Civica), che però sottolinea come le zone più periferiche della città potrebbero essere raggiunte dal sistema comunale con il termine della posa della fibra ottica.

Voce fuori dal coro – e astenutasi dalla votazione -  quella del consigliere Simone Priola (Partito Democratico), concettualmente critico verso la delibera: “Capisco il problema della percezione della sicurezza ma la videosorveglianza, come ricorda il garante della privacy, deve essere intesa come l’ultima risorsa possibile. Con quali politiche si potrebbe affrontare questo problema? Avremmo dovuto chiedercelo prima, per poi decidere un corso d’azione. Sarebbe stata un’occasione per essere più precisi e circoscritti, che abbiamo mancato”.

simone giraudi

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