/ Attualità

Attualità | 23 settembre 2020, 12:45

La Questura e una parte di piazza Torino intitolate a due poliziotti eroi, il capo della Polizia Gabrielli a Cuneo: "La memoria deve essere viva e improntare il nostro agire" (Foto)

La cerimonia questa mattina alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose della provincia. Presenti i familiari di Raimondo Usmiani e Sergio Zucco

La Questura e una parte di piazza Torino intitolate a due poliziotti eroi, il capo della Polizia Gabrielli a Cuneo: "La memoria deve essere viva e improntare il nostro agire" (Foto)

Cerimonia, questa mattina a Cuneo, per l'intitolazione di parte di piazza Torino al brigadiere di polizia Raimondo Usmiani e della Questura al poliziotto Sergio Zucco.

Un percorso condiviso dall'amministrazione comunale e dal questore Emanuele Ricifari quello che ha portato ad onorare la memoria di questi due servitori dello Stato e a cui non ha voluto mancare il capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli, atterrato a Levaldigi e arrivato a Cuneo per presenziare alla cerimonia e incontrare i familiari di due uomini che, ha detto, "incarnano i valori più alti dell'essere poliziotti. Non ricordarli sarebbe un oltraggio. La memoria ha senso se diventa carne viva e impronta il nostro agire, di uomini e ancor più di poliziotti". 

Tantissime le autorità presenti per la doppia intitolazione. Civili, militari, religiose.

Emozionato il questore di Cuneo, che ha ringraziato Gabrielli e tutti quelli che, a partire dal sindaco Borgna, hanno collaborato per arrivare ad una intitolazione importante a due uomini che hanno incarnato il senso più profondo dell'essere poliziotti: servire la comunità.

Raimondo Usmiani nacque a Pola nel 1907. Fu trasferito a Cuneo, dove operò nel reparto investigativo, dal 1943 al 1945, aiutando il movimento partigiano con attività di controspionaggio e fornendo informazioni che contribuirono a salvare molte vite.

"Stiamo vivendo un momento difficile nel nostro Paese - ha aggiunto Gabrielli. E alcune questione vanno ribadite con ancora più forza. L'Italia è stata vittima di una dittatura, di una guerra. In questo Nord non ancora liberato molti uomini fecero scelte non scontate e non di convenienza, come Usmiani, uomo coraggioso, che decise di onorare i valori in cui crediamo in modo totale".

E poi Sergio Zucco, a cui è stata intitolata la Questura, giovane poliziotto di Trinità morto nel 1979, a soli 26 anni, dopo essere stato ferito da un carabiniere - che lo aveva scambiato per un rapinatore - durante un servizio antirapina alle Poste di Moiola.

Zucco era sposato da pochi mesi ed era in attesa di un figlio. Per lui erano presenti la vedova Laura Zucco e la figlia Manuela, assieme alla madre e al fratello. Per Usmiani era invece presente il fratello, primario a Torino. Gabrielli, prima della ceimonia, ha incontrato personalmente i familiari dei due poliziotti, esprimendo loro profonda gratitudine. "Sergio Zucco ci ricorda che il nostro è un mestiere complicato e non esente da rischi. E che noi dobbiamo esserci sempre".

Il sindaco Borgna ha invece voluto sottolineare come questi due uomini, nell'adempimento del loro dovere, siano esempio dei valori più alti non solo dell'essere poiliziotti, ma della cuneesità stessa.

Barbara Simonelli

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium