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Attualità | 23 settembre 2020, 07:02

L'Università a Cuneo, da sede decentrata a polo universitario: approvata in consiglio comunale la nuova convenzione

Cristina Clerico: "Il polo universitario di Cuneo si propone quindi di diventare unico e attrattivo anche per gli studenti al di fuori del territorio, e allo stesso tempo in esso fortemente radicato: il lavoro realizzato con l’Università, e che ha portato a questa convenzione, ha dato i risultati sperati"

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Da sede decentrata a vero e proprio polo universitario, un cambiamento che l’assessore di Cuneo Cristina Clerico assicura essere “sostanziale e tutt'altro che solo nominale” e che investirà la sede del capoluogo dell’Università di Torino nei prossimi anni grazie alla nuova convenzione stipulata tra l’ateneo e il Comune.

La convenzione è stata presentata nella serata di ieri (martedì 22 settembre) in consiglio comunale, ed è stata approvata all’unanimità dei consiglieri.

- LA NUOVA CONVENZIONE

La nuova convenzione è stata presentata all’università il 31 luglio scorso e avrà decorrenza da questo anno scolastico sino a quello 2041-2042: renderà, nelle intenzioni dei firmatari, la sede cuneese un vero e proprio centro di ricerca e formazione perfettamente autonomo, con grande attenzione ai settori agroalimentare, antifrodi, ambientale e del turismo e della formazione e del benessere.

Il Comune passerà dal sobbarcarsi una spesa annua di  629mila euro a spenderne 490mila (a cui copertura verrà stipulata una fidejussione fino al 31 luglio 2042), ma verrà sollevato dai costi della manutenzione e della gestione dei servizi e delle attività, dovendo conferire in comodato d’uso all’ateneo per 30 anni i locali in cui si svolgeranno le lezioni in presenza.

Andiamo a legare in modo nuovo e davvero innovativo la nostra città all’Università degli Studi di Torino per diverso tempo – ha sottolineato Clerico - . Il polo universitario di Cuneo si propone quindi di diventare unico e attrattivo anche per gli studenti al di fuori del territorio, e allo stesso tempo in esso fortemente radicato: il lavoro realizzato con l’Università, e che ha portato a questa convenzione, ha dato i risultati sperati”.

- LA DISCUSSIONE DEI CONSIGLIERI

Il consigliere maggiormente favorevole alla stipula della nuova convenzione è stato Simone Priola – in collegamento da Bologna tramite la piattaforma Zoom - , che ha detto: “Un risultato davvero molto importante quello a cui si è giunto con questa nuova convenzione. Si tratta di una nuova opportunità per il territorio e per la città: che i corsi dell’Università di Torino diventino un’occasione per dare una formazione strategica allo sviluppo del cuneese e che siano al contempo un’attrattiva per il “mondo fuori” non può che essere una buona notizia”.

Chi guarda invece alla nuova convenzione con alcune riserve sono alcuni consiglieri di minoranza.

Alcune problematiche l’Università di Cuneo le ha proposte da sempre, e quest’anno soprattutto, in vista della ripresa delle attività post-Covid – hanno sottolineato Ugo Sturlese e Nello Fierro - . Gli studenti del capoluogo rischiano di sentirsi “di serie B” rispetto ai colleghi torinesi: non esiste una segreteria studenti dedicata e la comunicazione rispetto alle lezioni e i servizi si configurano come molto più scarsi. Insomma, ben vengano le convenzioni, ma questi problemi troveranno risoluzione concreta?

Silvia Maria Cina, poi, ha contestato il metodo di presentazione del progetto e la mancanza di coinvolgimento delle opposizioni. E ha proposto una domanda: che senso può avere lo stipulare una convenzione decennale dopo aver visto – con il Covid-19 -con quanta rapidità le esigenze della scuola e della società possano cambiare?

simone giraudi

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