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Attualità | 26 settembre 2020, 07:11

Paroldo: è suonata la campanella anche per la prima scuola di pastorizia in Italia (VIDEO)

Il sindaco Adami: "Sono sinceramente emozionato. Speriamo che questo sia solo il primo passo di una bella avventura alla riscoperta di questa tradizione"

Paroldo: è suonata la campanella anche per la prima scuola di pastorizia in Italia (VIDEO)

Suona  la campanella anche per la prima scuola di pastorizia in Italia, che è stata ufficialmente inaugurata ieri pomeriggio, venerdì 25 settembre, a Paroldo. Il progetto, nato in collaborazione tra il comune, Coldiretti e INIPA (Ente di Formazione della Coldiretti) con il contributo della Fondazione CRC, ha come obiettivo la formazione delle nuove generazioni al fine di incentivare la ripresa della pastorizia, in particolare quella ovicaprina, sulle terre alte che negli ultimi anni sono state oggetto di spopolamento.

Una sfida importante che mira anche ad incentivare il turismo, come ha spiegato il primo cittadino di Paroldo, Piercarlo Adami: “Sono sinceramente emozionato. Il nostro territorio è vocato alla pastorizia, che può essere un ottimo incentivo anche per il turismo. Speriamo che questo sia solo il primo passo di una bella avventura alla riscoperta di questa tradizione”.

Sono una ventina al momento gli iscritti e provengono non solo da tutto il Piemonte, ma anche da Valle d’Asota, Toscana e Lazio. Le lezioni sono divise in tre moduli tematici (ai quali è possibile aderire singolarmente): il primo, appena iniziato, terminerà a  novembre, in primavera seguirà il secondo, e il prossimo autunno il terzo; mentre in estate saranno organizzati stage in azienda. 

“Passato e futuro si coniugano solo con l’insegnamento ed è giusto ripartire dal territorio, come è stato fatto qui, nel cuore dell’Alta Langa – ha commentato Massimo Gula, consigliere generale della Fondazione CRC.

Questa scuola ha esattamente lo scopo di mettere insieme esperienze diverse e creare una sinergia vincente, come ha illustrato anche il vice presidente della Regione Piemonte Fabio Carosso: “Lavorare sulla filiera è l’obiettivo del futuro.  Servono prodotti di qualità, del territorio e qualcuno che lavori in sinergia per venderli altrove”.

La nuova scommessa dell’agroalimentare riparte quindi dalla montagna come ha dichiarato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte. “Bisogna imparare a valorizzare il patrimonio dei nostri territori e farlo conoscere ai giovani. Per rilanciare il settore si riparte dalla montagna ed è impossibile immaginare la montagna senza pastorizia”.

arianna pronestì

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