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Attualità | 28 settembre 2020, 07:35

A Cuneo il generale Carlo dalla Chiesa cambiò il corso della storia italiana

È nel carcere di massima sicurezza del Cerialdo che - grazie all’intelligenza del maresciallo Incandela - Peci diventò il primo pentito delle Br. E niente fu più come prima

A Cuneo il generale Carlo dalla Chiesa cambiò il corso della storia italiana

Saluzzo ha voluto ricordare e rendere onore al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, commemorando il centenario della sua nascita (clicca qui).

Proprio a Saluzzo, infatti, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa è nato il 27 settembre 1920 e la sua figura è sempre stata molto legata alla città del Marchesato, che si onora di avere tra i propri figli un uomo forte e coraggioso, che ha combattuto contro il banditismo, le Brigate Rosse e la mafia.

Fu ucciso a Palermo il 3 settembre 1982, pochi mesi dopo la nomina a Prefetto nella città siciliana, con il mandato di contrastare Cosa Nostra. Quello tra il generale dalla Chiesa e la provincia di Cuneo è un legame speciale e profondo, che ha disegnato alcune delle pagine più importanti della storia italiana.

Perché è proprio nel carcere del Cerialdo che la Storia -quella con s maiuscola - prende una piega che rivoluziona gli anni a venire.

Infatti è proprio in una di quelle celle che, nel 1980, Patrizio Peci - arrestato qualche giorno prima a Torino - decide di collaborare con la giustizia, diventando il primo pentito dei terroristi delle Brigate Rosse.

Le sue confidenze furono raccolte da Angelo Incandela, maresciallo della Polizia penitenziaria del carcere cuneese di massima sicurezza, morto nel 2017, a 81 anni. Fu lui a convincere il terrorista a raccontare ciò che sapeva al generale dalla Chiesa, diventando da quel momento, uno dei suoi collaboratori più fidati.

NaMur

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