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Economia | 28 settembre 2020, 14:33

Giovenale e Antonio Miglio e Gianfranco Mondino "Visti da Vicino" da Beppe Ghisolfi

I tre moschettieri del sano localismo bancario

Giovenale e Antonio Miglio e Gianfranco Mondino "Visti da Vicino" da Beppe Ghisolfi

Il Banchiere scrittore, nel proprio best sellers numero 5, narra i profili di tre personaggi di alto prestigio con i quali ha condiviso la straordinaria e nel complesso pluridecennale esperienza alla “governance” della Cassa di Risparmio di Fossano.

 

Giovenale e Antonio Miglio, padre e figlio, e Gianfranco Mondino: anche per le iniziali dei propri cognomi, potremmo definirli i tre Moschettieri dell’autonomia bancaria locale.

A ciascuno di essi è dedicato uno specifico profilo elogiativo nel contesto dei “Visti da vicino” che formano il best sellers numero 5 di Beppe Ghisolfi edito da Nino Aragno nelle librerie e su Amazon dallo scorso 15 settembre.

Con ognuno, l’Autore ha condiviso, in fasi diverse ma successive e consequenziali, l’esperienza pluridecennale alla “governance” della Cassa di Risparmio di Fossano, che rimane tuttora un virtuoso esempio di sano localismo creditizio all’insegna del motto “più utili realizzati dalla Cassa, più opere realizzate dalla Fondazione per il proprio territorio”.

L’esperienza di Ghisolfi come Consigliere della Cassa, in una fase storica in cui non esisteva ancora la Fondazione poi istituita ai sensi della legge Amato del 1990 (tema al quale l’Autore ha dedicato il proprio precedente best sellers numero 4), si avvia durante la Presidenza di Giovenale Miglio, padre di Antonio. L’ingresso nel Consiglio di amministrazione non fu propriamente semplice, anzitutto perché la legge in tema di incompatibilità dei funzionari statali – e Ghisolfi in quanto professore di ruolo era considerato tale – non ammetteva nomine degli stessi in enti con finalità di lucro. L’Autore riuscì tuttavia a farsi ricevere, a Roma, niente meno che dal Ministro del Tesoro Stammati, che all’epoca guidava in forza del dicastero il Comitato per il credito titolare delle competenze su ogni nomina bancaria: “Ma si rende conto che dovrei fare una norma ad personam apposta per Lei?”, gli disse il Ministro, dopo che Ghisolfi gli aveva spiegato quanto tenesse fin da bambino a quell’incarico.

“Venti giorni dopo il decreto arrivò e ancora oggi lo conservo come una reliquia... Le leggi ad personam non riguardano solo Berlusconi”, scrive il Banchiere cerverese con una punta di motivata autoironia. Fresco di decreto – prosegue – “mi presentai in Banca a Giovenale Miglio che con molta freddezza fece buon viso a cattivo gioco”. In quel periodo, infatti, nel proprio ruolo di giornalista e intervistatore della Granda, Ghisolfi era in particolare avversato dagli esponenti della DC, il partito che governava il settore bancario prima della riforma Amato del 1990 e del referendum del 1993 che avrebbe spianato la strada al pensionamento del Comitato ministeriale per il credito e delle banche cosiddette “irizzate” (controllate cioè dalle partecipazioni statali nell’Iri).

“Ma con il tempo i rapporti divennero buoni, del Presidente Giovenale Miglio ho il ricordo di un uomo severo ma onesto, al quale la Cassa di Risparmio deve uno sviluppo formidabile. Autonomia e patrimonio erano i suoi pallini, e sono gli stessi temi di oggi. Sapeva guardare lontano”. Proprio Ghisolfi, assieme ad Antonio Miglio e a Gianfranco Mondino, ha promosso l'annuale Borsa di Studio intitolata al Presidente Giovenale e con cui ogni anno vengono premiati gli studenti dei corsi di Ragioneria - autentica fucina e vivaio di classe dirigente bancaria cittadina - distintisi per maggiore merito e profitto. 

Sulle orme del padre si è mosso il figlio Antonio Miglio, “per molti anni presidente della Fondazione oggi è al vertice della Cassa di risparmio. Brillante e pratico, non si ferma davanti a nessun ostacolo. Segue le orme e gli insegnamenti di Giovanni Quaglia di cui è da sempre amico”, premette Ghisolfi su di lui ricordandone “una impresa, che non esito a definire storica, attraverso la quale egli combatté una guerra, praticamente da solo, sino a ottenere una deroga alla legge che imponeva alle Fondazioni di cedere il controllo delle banche partecipate, il che avrebbe di fatto decretato la morte delle piccole Casse di risparmio”. Un destino più recentemente toccato a Bra e a Saluzzo, oggi incorporate da BPER. Attraverso l’ottenimento di tale deroga normativa, realtà di territorio molto bene amministrate come la CR Fossano hanno potuto continuare a esistere e operare in piena autonomia sotto l’egida controllante della Fondazione di origine bancaria. “Antonio va dritto al sodo e non si perde in complimenti – è l’elogio conclusivo di Ghisolfi, che da Presidente della CRF SpA ebbe proprio Miglio jr come vertice dell’Azionista di controllo – Quando in ACRI ricoprì il ruolo di Vice di Giuseppe Guzzetti, riceveva da questi, che ha fama di non parlare mai a vanvera, ripetuti elogi sia in pubblico che in privato”.

La gestione operativa apicale della Cassa di Risparmio, negli anni della Presidenza Ghisolfi, è stata preordinata da Gianfranco Mondino: “Entrato giovanissimo in Banca – ricorda l’Autore – ha percorso una brillante carriera fino a diventarne il Direttore generale, carica alla quale io lo proposi al Consiglio di amministrazione, a seguito del pensionamento del predecessore Francesco Amianto”. Erano anni difficili “ma Gianfranco, con un lavoro assiduo, ha costantemente migliorato tutti gli indicatori, fino a fare raggiungere alla CR Fossano la prima posizione nelle classifiche di settore”.

La passione per il lavoro in Banca è pari a quella che egli ha per la propria famiglia: “Felicemente sposato con Rossella Bersano è padre di tre figli uno dei quali, Andrea, è un genio della matematica conteso dalle più prestigiose università”, sottolinea Ghisolfi, il quale aggiunge: “Con Gianfranco, assieme all’età anagrafica, essendo entrambi del 1949, abbiamo condiviso un lavoro di molti anni basato sulla grande passione nei confronti della Cassa di Risparmio. L’intelligenza non comune e la straordinaria determinazione sono alla base dei risultati da lui ottenuti. Attualmente presiede la Fondazione CRF, azionista controllante della Banca”. 

comunicato stampa

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