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Scuole e corsi | 28 settembre 2020, 08:59

Festa della Chiocciola di Borgo San Dalmazzo con le scolaresche

Organizza dal Consorzio della Chiocciola di Borgo al parco Grandis

Festa della Chiocciola di Borgo San Dalmazzo con le scolaresche

Superati, non senza qualche difficoltà, i problemi derivanti dall’attuale emergenza epidemica, anche quest’anno si è potuto realizzare, grazie alla disponibilità della Dirigente scolastica, la Festa della Chiocciola. Nell’ampio e gradevole spazio del parco Grandis, in mezzo alla natura i ragazzi della seconda media di Borgo hanno potuto assistere, in assoluta sicurezza, all’evento informativo e dimostrativo sulla chiocciola borgarina. Il Presidente del Consorzio Guido Giordana ha illustrato il ciclo biologico del mollusco in tutte le sue fasi, dal risveglio primaverile, alla fase riproduttiva, alla preparazione per il letargo invernale, utilizzando un terrario con molluschi in tutte le sue fasi evolutive. Il consorzio della chiocciola di Borgo ha dedicato l’edizione di quest’anno al suo indimenticabile Segretario Marco Veglia, scomparso lo scorso anno, animatore delle molte edizioni precedenti e prezioso collaboratore in parecchi altri eventi. Marco si è sempre fatto apprezzare per il suo dinamismo e il suo entusiasmo. Hanno arricchito il programma formativo dell’evento gli interventi del Sindaco di Borgo Gianpaolo Beretta, del Presidente della Pro Natura Cuneo Prof. Domenico Sanino e del Prof. Bruno Piacenza Presidente di Legambiente. Entrambi hanno posto l’accento sulla necessità di una maggiore attenzione e rispetto per la natura, anche per cercare di limitare, almeno in parte, i cambiamenti climatici, sottolineando anche l’importanza della chiocciola come indicatore della buona salute dell’ambiente, aspetti messi in evidenza anche dall’attuale pandemia. I ragazzi, molto attenti e interessati, dopo aver identificato le chiocciole di varie pezzature con smalti indelebili, hanno immesso questi soggetti nel parco della chiocciola. Questa struttura è stata realizzata dal Consorzio, nell’ambito del parco Grandis, per riprodurre un recinto di allevamento come veniva allestito dai nostri montanari per supportare nei decenni passati un’economia di sussistenza, metodo utilizzato ancora oggi dai piccoli elicicoltori del consorzio.

comunicato stampa

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