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Attualità | 28 settembre 2020, 16:02

Viaggi, perdite che superano il 90%. La risposta possibile: il turismo di prossimità

Gabriella Aires della Fiavet Pieomonte: "Il vero problema è la confusione a livello mondiale. Tra quarantene, tamponi, cancellazioni di voli, nessuno sa se e come muoversi"

Viaggi, perdite che superano il 90%. La risposta possibile: il turismo di prossimità

Settembre è ormai agli sgoccioli. In un anno normale, in previsione delle vacanze di Natale e di viaggi magari in località esotiche o calde, prenotare adesso sarebbe già tardi.

Ma in questo 2020 non c'è davvero niente di normale. In particolare per quanto riguarda i viaggi e il turismo, probabilmente il settore più colpito dalla crisi legata alla pandemia da Coronavirus. Le perdite superano il 90%, senza timore di esagerare. E le chiusure legate al settore - si stima - arriveranno al 75%.

"Molti nostri associati sono chiusi in questo momento. Se ci fosse qualcuno disposto a partire per una destinazione lontana, le agenzie e i tour operator si ritroverebbero comunque con tutti i rischi e le difficoltà, non solo economici, di occuparsi di riprotezioni, assistenza sul posto, quarantene e tamponi", ci spiega Gabriella Aires, referente per il Piemonte della FIAVET, Federazione italiana imprese viaggi e turismo.

Un momento davvero complicato, forse il più difficile che si ricordi. Tra cancellazioni di voli, Paesi che da un giorno all'altro diventano a rischio, zone rosse e lockdown sparsi, il mondo dei viaggi e del turismo è crollato praticamente in ogni zona del pianeta. Senza contare l'indotto: alberghi, ristoranti, autonoleggi, musei, mostre, visite guidate, monumenti. 

"Il problema vero è la confusione, a tutti i livelli. La situazione non ci permette di programmare né di prevedere come evolveranno le cose - continua la Aires. Dobbiamo comunque ragionare in modo ottimistico, altrimenti è la fine. Con questa situazione ci dobbiamo convivere, che ci piaccia o no. Una risposta, l'unica forse possibile in questo momento, è puntare sul turismo di prossimità. Non si può pensare ad un coast to coast negli Stati Uniti, chissà per quanto. Ma si può pensare a viaggi in Italia, che per quanto riguarda bellezze e possibilità non è seconda a nessuno. Bisogna reinventare il settore, studiare soluzioni nella massima sicurezza, come ha fatto il settore delle crociere. Aiuti non ne abbiamo ricevuti, il Governo non si rende conto che il settore del turismo produce il 13% del PIL. Ma dobbiamo agire e accettare che il mondo, almeno in questo momento, è cambiato".

Turismo di prossimità, turismo legato all'outdoor. E' ciò su cui stanno puntando anche diverse realtà del Cuneese. Tra queste la piccola agenzia di viaggi Controtendenze di San Rocco di Bernezzo, la cui titolare, Roberta Gazzera, sta muovendosi proprio in quella direzione. "Qualcuno sta venendo ad informarsi per le destinazioni nel Nord Europa. E a giugno una coppia ha prenotato per Capodanno a New York. Ma non si può prevedere quello che accadrà da qui ai prossimi mesi e questo ci impedisce di fare programmazione. Stiamo pensando a nuovi filoni turistici, legati all'outdoor e allo sport. In questa provincia il problema reale sono le infrastrutture, soprattutto nelle vallate. In definitiva, è tutto da inventare! E' veramente un momento difficilissimo..."

Barbara Simonelli

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