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Attualità | 29 settembre 2020, 12:55

Dopo un’estate in ripresa le colline Unesco guardano con speranza all’autunno turistico

Le 400 strutture aderenti al Consorzio Langhe Monferrato Roero in campo per confermare l’incoraggiante recupero arrivato nella bella stagione grazie al turismo di prossimità

Gli inconfondibili paesaggi delle colline Unesco (Ph Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero)

Gli inconfondibili paesaggi delle colline Unesco (Ph Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero)

Mentre la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba scalda i motori in vista di una 90ª edizione in parte da reinventare, il comparto turistico delle colline Unesco prova a ripetere l’impresa di un’estate che va in archivio forte di numeri che potevano essere decisamente peggiori, visti i presupposti di partenza.

La conferma da Elisabetta Grasso, direttore del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, che dall’osservatorio privilegiato di un organismo che rappresenta circa 400 strutture diffuse in tutto il territorio (un totale di 5mila posti-letto, cresciuti del 60% nel contesto della gestione del voucher turistico varato dalla Regione all’indomani del lockdown), ci aiuta ad azzardare una ricognizione sullo stato di salute di un comparto che nell’ultimo ventennio – e ancor più dal giugno 2014, dal riconoscimento internazionale di Doha – ha assunto un peso sempre più rilevante nell’economia di questo territorio a cavallo tra le province di Cuneo e Asti.

"Sì, diciamo che l’estate turistica era partita molto in sordina, sulla scorta della situazione drammatica che tutti ben conosciamo e delle incertezze che ne hanno accompagnato l’evoluzione. Poi abbiamo assistito a un almeno parziale recupero verso i numeri che ormai fanno della bella stagione un momento sempre più centrale nei bilanci delle nostra annate. In questa direzione hanno certamente aiutato misure come il voucher varato dalla Regione, che ha incentivato gli arrivi, consentendo ai turisti di soggiornare tre notti pagandone una. Questo, insieme alla fine della fase più critica dell’emergenza sanitaria e a una certa voglia di ritorno alla normalità da parte delle famiglie, ha fatto sì che molti operatori abbiano lavorato parecchio e bene, in modo particolare quelle strutture dotate di spazi all’aperto e di piscina, ovviamente ricercate nella stagione estiva".


Sono ovviamente cambiate le provenienze dei turisti.

"Sicuramente. Un territorio abituato a ospitare anche il 60% di stranieri ha potuto contare sul passaggio di moltissimi nostri connazionali, piemontesi in primis, che hanno scelto di visitare le nostre colline per la prima volta, o di tornarci dopo precedenti soggiorni. Insieme a loro sono arrivati e stanno arrivando svizzeri, qualche belga e olandese, alcuni nord europei. Fino a pochi giorni fa avevamo anche parecchi francesi, ma le limitazioni da poco introdotte per chi arriva da quel Paese ha rappresentato ovviamente un freno, per questa provenienza".


Che autunno ci si aspetta?

"Possiamo innanzitutto dire che il mese di settembre non è andato male, si sta chiudendo in modo tutto sommato positivo. La tendenza è però sempre quella del 'last minute': il turista attende sino all’ultimo, dopodiché, verificato che la situazione è tranquilla, decide per il proprio soggiorno. Questo fa sì che in questo periodo le previsioni che possiamo fare guardino a un’orizzonte temporale particolarmente limitato, ridotto a una decina di giorni, mentre per gli operatori la prima conseguenza pratica è quella di un’ulteriore difficoltà nell’organizzare il proprio lavoro. Si inizia la settimana con attese che poi vanno riviste in corso d’opera".


Che traino ci si attende dalla Fiera?

"Le manifestazioni dell’Autunno albese sono storicamente un’attrazione fondamentale per il movimento turistico nella zona. Per cui ci attendiamo ovviamente un importante apporto, pur nella consapevolezza delle grandi difficoltà cui gli organizzatori devono far fronte per mettere insieme un programma rispettoso delle limitazioni del periodo. La sua organizzazione è però un bel segnale di continuità e un ulteriore motivo che viene dato al turista per visitare un territorio che oltre alle sue manifestazioni ha comunque dei buonissimi argomenti nell’unicità dei suoi paesaggi, ancor più suggestivi nella stagione autunnale, come in una tradizione gastronomica che rappresenta sempre un grandissimo traino per tutto il comparto turistico locale".


Quindi si guarda all’autunno con ottimismo.

"Con cautela, ma sicuramente con uno spirito positivo. L’emergenza Covid ci ha confermato una volta di più le grandi potenzialità del nostro territorio non soltanto per quelle che sono ragioni di fascino riconosciute da un pubblico sempre più vasto, ma anche per la capacità dei nostri imprenditori di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di rimboccarsi le maniche per offrire a chi arriva sul nostro territorio un’ospitalità di livello sempre più alto, anche al netto delle mille difficoltà e dei doverosi accorgimenti che la pandemia impone di adottare".


Tutti aperti (o quasi: giusto un paio le strutture affiliate al Consorzio Turistico che hanno preferito saltare un giro in attesa di tempi migliori) e in sicurezza. Nella speranza che la pandemia non si riaffacci anche nel nostro Paese come quello spauracchio ritornato a minacciare altre latitudini. E nell’attesa che il definitivo superamento dell’emergenza sanitaria regali alle nostre colline un graduale ritorno dei visitatori stranieri.
Solo allora, probabilmente, si potrà tornare agli importantissimi numeri fatti registrare dal nostro comparto locale ancora nel 2019, quando l’Atl Langhe Monferrato Roero registrò un totale 546.924 arrivi e 1.162.462 presenze.
Dati peraltro sottostimati, in quanto il nuovo sistema di rilevazione dati regionale "Ross1000" non è ancora utilizzato da tutte le strutture.

Ezio Massucco

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