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Attualità | 29 settembre 2020, 10:26

Oggi l’intitolazione del nuovo ospedale di Verduno a Michele e Pietro Ferrero

Breve cerimonia nel pomeriggio alla presenza della famiglia per lo scoprimento delle targhe che ricorderanno i due industriali. Esattamente cinque anni fa Alba dedicava al padre della Nutella la sua piazza Savona

L'ingresso "Santa Vittoria" del nuovo ospedale di Verduno

L'ingresso "Santa Vittoria" del nuovo ospedale di Verduno

E’ in programma nel pomeriggio di oggi, martedì 29 settembre, la cerimonia organizzata dall’Asl Cn2 per l’intitolazione del nuovo ospedale unico di Alba e Bra alla memoria di Michele e Pietro Ferrero.

Una celebrazione sobria e contenuta, quella che dalle ore 17.30 vedrà lo scoprimento delle due targhe poste agli ingressi "Santa Vittoria d’Alba" e "Verduno" dell’ospedale. Un momento – quello organizzato nella giornata che il calendario collega alla ricorrenza di San Michele Arcangelo – volutamente ristretto a un contenuto numero di persone in ragione della tradizionale riservatezza che da sempre limita le apparizioni e dichiarazioni pubbliche della famiglia industriale albese, prima ancora che per gli accorgimenti collegate all'emergenza sanitaria.

Lo scoprimento delle targhe sarà ovviamente affidato alla signora Maria Franca Fissolo e al figlio Giovanni, presidente del gruppo dolciario, chiamati a prendere parte al momento col quale si darà simbolica sanzione alla scelta assunta nel luglio di tre anni fa dai 76 primi cittadini del territorio facenti parte della Conferenza dei Sindaci dell’Asl, che all’unanimità scelsero le figure di Michele e Pietro Ferrero per dare un nome al nosocomio allora in fase di ultimazione, poi entrato definitivamente in funzione (lo scorso 20 luglio) dopo quindici anni di lavori.

La cerimonia cade peraltro a cinque anni esatti da quella che nel 2015 sancì l'intitolazione a Michele Ferrero dell'albese piazza Savona. Un omaggio fortemente voluto dalla capitale delle Langhe, che intese così perpetuare la memoria di una figura – quella dell’89enne industriale scomparso il 14 febbraio di quello stesso anno – che col suo operato contribuì in modo decisivo allo sviluppo della città nell’ultimo secolo. Risale invece al 18 aprile 2011 la tragica scomparsa del figlio Pietro, morto in Sudafrica ad appena 48 anni.

Ezio Massucco

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