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Politica | 07 ottobre 2020, 07:37

Hellmann (Italia Viva”): “Ancora troppe ambiguità nel rapporto tra Azione e Pd”

Intervista ad uno dei due coordinatori provinciali del partito di Renzi: “Un eventuale percorso federativo con Calenda – afferma - dovrebbe prima passare attraverso la condivisione di una piattaforma politica comune”

Hellmann (Italia Viva”): “Ancora troppe ambiguità nel rapporto tra Azione e Pd”

In queste ultime settimane si registra la nascita di varie formazioni neocentriste, “Insieme” (di ispirazione cristiana lanciata dall’economista Stefano Zamagni)  e “Base” (che ha come leader l’ex sindacalista Fim-Cisl Marco Bentivogli), che vanno ad aggiungersi a quelle già meglio strutturate di Azione (Carlo Calenda) e Italia Viva (Matteo Renzi).

Che succede sulla piazza cuneese?

Come si relazioneranno tra loro questi nuovi soggetti?

È pensabile un processo federativo – alla luce del possibile ritorno ad una legge elettorale proporzionale - o il “centrismo” è condannato a restare un arcipelago di cespugli con tanti ambiziosi generali ma con poche truppe?

Ne abbiamo parlato con Francesco Hellmann, assessore comunale a Scarnafigi e coordinatore provinciale di Italia Viva insieme a Marta Giovannini, sindaco di Verduno.

Hellmann, la scorsa settimana ha fatto il suo ingresso sulla piazza cuneese “Azione”, la nuova formazione politica guidata da Carlo Calenda. Un esordio col botto, almeno a giudicare dalle 500 presenze in piazza Virginio a Cuneo. Vi preoccupa? Temete possa trattarsi di una concorrenza insidiosa per Italia Viva?

“Sinceramente non ci preoccupa, anzi, è un segno di partecipazione e attenzione verso una proposta liberale e centrista che presenta delle affinità con il progetto politico di Italia Viva. Poi credo che la presenza di un volto noto e intellettualmente stimolante come Calenda abbia fatto il resto.

Mi permetta però due considerazioni: la prima è che se ne facciamo una questione numerica, occorre ricordare che quando Renzi venne a Cuneo, il Teatro Toselli non riuscì a contenere tutti coloro che desideravano partecipare. La seconda è un vecchio adagio della politica che dice “piazze piene urne vuote”. Italia Viva, nonostante quanto dicano i nostri detrattori, ha avuto un buon risultato alle ultime regionali, arrivando ad una percentuale nazionale superiore al 5%. Non si può dire altrettanto di Azione”.

 

I renziani cuneesi sembrano essersi un po’ adagiati. Erano state annunciate iniziative e la costituzione di gruppi operativi a livello territoriale. Finora però si è visto poco. Come mai?

 

“In realtà nel 2020 abbiamo organizzato due iniziative ad Alba e a Cuneo che sono state molto partecipate. E non c'era Renzi. Poi la pandemia ha fermato tutta la politica, non solo noi (iniziative di FI, del PD, dei 5 Stelle sul territorio onestamente non ne ricordo..).

Dopo l'estate la politica si è concentrata sulle elezioni regionali che non riguardavano il Piemonte. Quanto al Referendum costituzionale Italia Viva ha lasciato libertà di coscienza e questo vuol dire che ognuno ha fatto propaganda in modo individuale, secondo le proprie convinzioni.

Nonostante il non facile momento Italia Viva conta comunque oltre  100 iscritti nel Cuneese e non appena ci saranno sfide elettorali si misurerà sul campo”. 

Calenda sostiene che Renzi non è coerente perché manifesta continua insofferenza verso il Movimento 5 Stelle ma con Di Maio & C condivide la partecipazione al governo Conte bis. Cosa risponde?

“Innanzitutto occorre dire che dobbiamo al coraggio di Matteo Renzi se oggi al Governo, a fronteggiare l’emergenza mondiale del Covid-19, non abbiamo le destre sovraniste di Salvini e Meloni. Renzi, a differenza di Calenda, ha scelto la strada meno comoda ma sicuramente l’unica in grado di dare una guida stabile all’Italia in questo momento particolare.

Non dimentichiamo che nel 2022 si eleggerà il Presidente della Repubblica e che dal prossimo anno ci sarà da gestire, con estrema oculatezza, i fondi del Recovery Found, determinanti nel far ripartire l’Italia. Essere al Governo permetterà a Italia Viva di avere voce in capitolo su queste importanti questioni. Dopodichè, è evidente che l’alleanza con i 5 Stelle è legata a questa esperienza di governo e non potrà mai essere, come invece vuole il PD, strutturale”.

 

A suo avviso, cosa unisce e cosa divide Italia Viva da Azione? 

 

“Entrambi perseguono un progetto politico liberale e europeista che presenta diverse affinità, tanto che in alcune elezioni regionali ci siamo presentati con candidati unitari. La differenza sta innanzitutto nei leader.

Ritengo Renzi un ottimo politico, Calenda invece un buon tecnico, ma non in grado, a mio modesto avviso, di ricoprire il ruolo di leader di una futura compagine centrista. La riprova è che Renzi si è assunto in prima persona la responsabilità di formare un governo anche con forze a noi distanti pur di dare una guida stabile al Paese, cosa che invece Calenda non ha avuto la forza di fare”.

Logica vorrebbe, dati alcuni tratti programmatici comuni, che Azione e Italia Viva trovassero il modo di unirsi o almeno di federarsi. Pensa che possa essere nell’ordine delle cose? Se si andasse verso un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 5% si tratterebbe di una scelta quasi obbligata. Non crede? 

“Italia Viva, alle ultime regionali, ha dimostrato, a livello nazionale, di poter arrivare anche da sola a superare la fatidica soglia del 5%.

Il nostro partito è ancora, come si dice, work in progress, ma ha già saputo strutturarsi a livello locale, mentre Azione mi sembra ancora in una fase più embrionale. Inoltre, unirsi solo per cercare di superare lo sbarramento non sarebbe una buona idea, anche perché in politica quasi mai 2 + 2 fa 4.

Un’eventuale federazione dovrebbe prima passare attraverso la condivisione di una piattaforma politica comune e al superamento di alcune ambiguità che ancora vedo nel rapporto tra Azione e il Pd.

Queste comunque sono decisioni che spettano al livello nazionale.

Per quanto ci riguarda, ritengo che noi dobbiamo pensare al livello locale, a far crescere e radicare sempre più Italia Viva sul territorio della provincia Granda, dialogando con le piccole e medie imprese e le libere professioni,  vero motore del tessuto economico della nostra realtà”.

 

Gpt

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