Attualità - 08 ottobre 2020, 17:31

Ormea gravemente ferita dall'alluvione, il sindaco Ferraris: "Ci vorrà tempo, ma ci rialzeremo"

A quasi una settimana di distanza si continua ancora a spalare incessantemente per cercare di liberare il paese, le abitazioni e gli esercizi commerciali dal fango e dai detriti, alcune abitazioni sono ancora senza corrente elettrica

Ormea cerca di rialzarsi dopo l’incubo dell’alluvione dello scorso venerdì 2 ottobre che, oltre ad aver devastato il paese,  lo ha tenuto isolato per diverso tempo sia dal versante piemontese che da quello ligure.

A quasi una settimana di distanza si continua ancora a spalare incessantemente per cercare di liberare il paese, le abitazioni e gli esercizi commerciali dal fango e dai detriti.

“Un sentito grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato e ci stanno ancora  aiutando in questo difficile momento, dai volontari agli effettivi dei Vigili del Fuoco ai volontari delle Squadre AIB e a tutte le persone che hanno dato una mano per ripulire sia gli spazi pubblici che le proprietà private invase da fango e detriti” – commenta il primo cittadino raggiunto telefonicamente – “Occorreranno ancora alcuni giorni per rivedere la nostra città ripulita e ordinata, ma ce la faremo. Forza Ormea!”.

Giorgio Ferraris ha affrontato tutte e tre le alluvioni da sindaco di Ormea e aggiunge: “Nel ’94 non eravamo preparati, il maltempo ci aveva colti di sorpresa, negli anni successivi sono stati fatti lavori appositi di rinforzo delle scogliere e dei ponti e questo nel 2016 ci ha permesso di contenere i danni. Quest’anno, purtoppo, l’intensità delle piogge è stata di gran lunga superiore a quella di 26 anni fa e i danni superano quelli dell’ultima alluvione. Al momento stiamo ancora lavorando per cercare di tornare a una sorta di normalità: ci sono ancora diverse strade da riaprire, in una trentina di abitazioni non è ancora stato possibile ripristinare la corrente elettrica e l’acqua. Tanti studenti ed ex studenti della forestale di Ormea sono venuti ad aiutare ed è stato bello vedere così tanta collaborazione, purtroppo ci vorrà del tempo per riuscire a ripartire”.

Il timore ovviamente va ai prossimi mesi, infatti, con il peggiorare delle condizioni climatiche si teme che i rii, invasi dai detriti, possano straripare e mentre si attende l’intervento delle istituzioni  il paese chiede a gran voce sui social di non essere dimenticato.

arianna pronestì