Saluzzese - 08 ottobre 2020, 07:54

Saluzzo, monumento al Generale Dalla Chiesa: il dietro le quinte raccontato dagli artisti

Il monumento sta creando dibattito in città. Incontro con i sei artisti e autori saluzzesi che hanno realizzato l’installazione contemporanea inaugurata in piazza Garibaldi 27 settembre, alla presenza del Ministro della Difesa. “Doveroso conoscere il pensiero degli autori”

Saluzzo, il monumento al Generale Dalla Chiesa e gli artisti autori

Non lascia indifferente e crea dibattito con commenti positivi e altri meno, il monumento che Saluzzo ha dedicato al suo eroe concittadino Carlo Alberto Dalla Chiesa, inaugurato domenica 27 settembre, in piazza Garibaldi, alla presenza del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, delle massime autorità dell’Arma dei Carabinieri, civili, militari, religiose e del figlio Nando Dalla Chiesa.

Una installazione contemporanea che sviluppa nella forma e nella materia concetti e riferimenti legati a valori e personalità del Generale – Prefetto, con cui la città  si rapporta 100 anni dopo la sua nascita saluzzese, il 27 settembre del 1920.

Non per tutti l'opera è di immediata comprensione, trattandosi di un monumento lontano dagli schemi classici del busto- scultura alla memoria, presentando invece una forma innovativa  cilindrica d'acciaio. 

Per questo, anche se durante la cerimonia inaugurale Carla Bianco, insegnante di Storia dell’Arte del Soleri - Bertoni critica d’arte, in un lectio apprezzatissima dai presenti, ha guidato alla comprensione dell’opera, ieri ( martedì 6 ottobre) all’antico palazzo comunale, i sei  artisti: Alessia Clema, Franco Giletta , Ugo Giletta, Lorenzo Griotti, Guido Palmero, Anna Panacci Valla e  gli autori dell’ installazione, hanno raccontato il pensiero ispiratore e le fasi esecutive

"L’obiettivo dell’ incontro è far conoscere tutto il lavoro che c’è stato dietro  le quinte di un’opera del genere. Il risultato non ha lasciato indifferente la città e questo è già un primo successo". Così l’assessore Andrea Momberto ha introdotto l’appuntamento - L’idea di dedicare un segno pubblico al nostro illustre concittadino – ha proseguito – è nata all’interno dell’Amministrazione che ha poi deciso per un’opera collettiva, invece di selezionare un singolo artista tramite concorso".

Il sindaco Mauro Calderoni: "Nell’intento di tributare un riconoscimento ad un importante saluzzese che ha fatto tanto per il nostro Paese, siamo partiti dall’idea di non realizzare un monumento funebre  alla memoria come ce ne sono tanti in Italia, ma  un ricordo della sua vita, da collocare in una delle piazze più importanti del centro. Ci affascinava anche l’ipotesi di un’opera collettiva, per rinforzare l’idea che fosse l’intera comunità saluzzese a rendere omaggio a questo personaggio. A questo punto ci siamo rivolti ad 8 artisti cittadini con esperienze nazionali e all’estero e in sei hanno deciso di raccogliere questa sfida.

Sulle scelte di carattere artistico come Amministrazione  abbiamo preferito stare un passo indietro e ne è scaturito un risultato valido dal punto di vista politico e culturale. Apprezzo che ci sia dibattito di fronte all’opera e non avremmo voluto un’unanimità di giudizi. Il totem ora è un segnale indelebile di una comunità molto attenta ai valori incarnati dal generale dalla Chiesa”.

Anche in questa sede Carla Bianco ha presentato l’opera e gli artisti: "La funzione di un monumento è di incitare, esortare, ricordare guardando al futuro. Attraverso il monumento  la dimensione del passato si fa presente e guarda avanti, cogliendo l’insegnamento della persona a cui è dedicato.  Per esprimere il loro pensiero, sottolineando gli aspetti più significativi della figura di Dalla Chiesa gli autori, hanno scelto un totem, molto importante da un punto di vista simbolico, una forma innovativa e unitaria, anche perché non è facile lavorare in sei sullo stesso monumento".

Il totem è stato realizzato dalla ditta cittadina "La.Ra" che ha deciso anche di sponsorizzarlo, scontando metà dei costi della mano d’opera. Mauro Olivetti, intervenuto insieme al socio Nicola Pagge, ha ripercorso i mesi della lavorazione, che ha attraversato il lockdown.

"Ci hanno proposto un’opera d’arte per Saluzzo, creata da saluzzesi per celebrare un illustre saluzzese. Di fronte a questo il nostro “sì” è stato pieno e convinto. In “La.Ra” facciamo il mestiere più bello del mondo perché prendiamo pezzi di acciaio informi e li trasformiamo in qualcosa che prima non c’era. Ma i nostri prodotti non sono visti da nessuno, perché finiscono nelle fabbriche. Questo, invece, è in piazza. Sulla sponsorizzazione, ci siamo confrontati e non ci sembrava giusto lucrare sulla nostra stessa città, far spendere soldi alla comunità".

Anche l’ingegner Raffaele Milisenna, che ha seguito il progetto dal punto di vista dei calcoli statici, ha prestato la sua opera a titolo gratuito.

Sei le sezioni del monumento a cui hanno lavorato dal basso all’alto i sei artisti saluzzesi.

Ugo Giletta: “ Il mio è l’unico pezzo non creato da “La.Ra”, ma grazie alla collaborazione della ditta “Fratelli Beltramo” di Barge che ha fornito la pietra e l’ha spaccata al naturale usando l’esplosivo ( un video ha illustrato le fasi dell’operazione) come da mie indicazioni, e per questo ringrazio i titolari". Il  basamento ricrea il legame solidissimo con le origini del Generale, nelle valli del Monviso.

Guido Palmero: "Mi sono ispirato alle manifestazioni contro la mafia e ho deciso di dipingere delle persone, dalle gambe in giù, senza volto, in modo che tutti ci si possano immedesimare. Guardando il totem, c’è sempre una figura che viene incontro allo spettatore, la società civile che si batte per i diritti e che conduce una vita nel rispetto delle leggi e dello stato di diritto".

Alessia Clema: "Nell’ideazione della mia sezione mi hanno influenzato la mia storia e la mia famiglia. Mio padre era un carabiniere molto legato al generale dalla Chiesa e così per rappresentare l’Arma sono partita da quello che vedevo in casa: fregi, alamari, bottoni".

Franco Giletta: "Sono appassionato di simbologia. Dovevo curare il quarto livello e il numero 4 ritorna più volte. Ho realizzato le quattro virtù cardinali, gli ideali per cui ha lottato il generale partendo dalla città dove è nato, orientate secondo i 4 punti cardinali, arricchite con altri simboli che ricordano anche i 4 elementi: aria, acqua, terra e fuoco".

Lorenzo Griotti: "Inizio con una nota personale: non ho mai fatto sculture da solo in vita mia. C’è sempre mia moglie ( Maria Pia ) che da forma alle mie idee. Questo lavoro per dalla Chiesa è fortemente politico: ho rappresentato il viaggio del generale dalle montagne di Saluzzo a Palermo dove  era stato mandato in una trappola. L’ho fatto attraverso colori ( il blu e il rosso che ama molto) e forme geometriche semplici, che sono il mio tratto distintivo".

Anna Panacci Valla: "Di solito scrivo in modo illeggibile, ma per questo totem ho scelto di riprodurre parole in modo chiaro a tutti. Grazie alla “La.Ra” i miei segni sono stati trasportati sull’acciaio e resi indelebili".

Per il monumento si studiando l’impianto di illuminazione ed una targa per indicare la dedica di Saluzzo al generale dalla Chiesa. “Questi lavori – ha sottolineato l’assessore Momberto - non sono stati eseguiti in precedenza perché volevamo prima aver modo di valutare l’opera d’arte nel suo contesto e il suo impatto con l’ambiente con cui dialoga".

 

Saluzzo, il monumento al Generale Dalla Chiesa e gli artisti autori il giorno dell'inaugurazione

La presentazione del pensiero ispiratore del monumento da parte degli artisti saluzzesi

Carla Bianco e l'assessore Andrea Momberto

Saluzzo, il monumento al Generale Dalla Chiesa. In foto il figlio Nando Dalla Chiesa

vilma brignone