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Saluzzese | 10 ottobre 2020, 08:00

La seggiovia si blocca, ma è un’esercitazione: il Soccorso alpino di Crissolo testa lo “scarico manuale” dell’impianto a fune (FOTO)

Obiettivo: testare le manovre di scarico dell’impianto, in caso di guasto o improvviso black-out. E, al tempo stesso, mantenere elevati gli standard qualitativi e le tempistiche di intervento

L'esercitazione del Soccorso alpino lungo la seggiovia di Crissolo

L'esercitazione del Soccorso alpino lungo la seggiovia di Crissolo

Una ventina di operatori del Soccorso alpino sono entrati in azione, ieri, a Crissolo, lungo la seggiovia biposto “Monviso”.

Fortunatamente, non si è trattato di un intervento di soccorso vero e proprio, ma “soltanto” di un’esercitazione che ha coinvolto gli operatori della stazione crissolese. Obiettivo: testare le manovre di scarico dell’impianto a fune, in caso di guasto o improvviso black-out. E, al tempo stesso, mantenere elevati gli standard qualitativi e le tempistiche di intervento.

L’esercitazione si ripete a cadenza annuale, in ognuna delle stazioni della Quattordicesima delegazione “Monviso”.

I soccorritori hanno testato tutte le manovre che permettono, in caso di blocco improvviso dell’impianto di risalita, di calare a terra, con l’ausilio di corde ed imbragature, le persone sedute sui seggiolini che, una volta assicurati, vengono evacuate una ad una.

Proprio lo scorso anno, era il 22 dicembre 2019, durante una domenica flagellata dalle fortissime raffiche di vento, le folate avevano scarrucolato la seggiovia biposto della stazione sciistica di Pian Munè di Paesana.

A bordo, seduti su un unico seggiolino, v’era una coppia di giovani, che erano rimasti bloccati in prossimità di uno dei pali dell’impianto di risalita: in questo modo, nonostante il forte vento, il seggiolino non aveva oscillato troppo.

Lanciato l’allarme, era stata attivata la proceduta di “scarico manuale” della seggiovia che, fortunatamente, aveva solo due persone “a bordo”. Gli operatori del Soccorso alpino della delegazione “Monviso”, nel giro di qualche decina di minuti, erano giunti a Pian Munè e, dopo aver composta la squadra, erano stati trasportati in quota con un gatto delle nevi.

I due giovani, grazie alle manovre e tecniche alpinistiche, erano poi stati calati in piena sicurezza sino a terra.

Nicolò Bertola

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