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Saluzzese | 14 ottobre 2020, 07:22

Tormenta un uomo per anni, al punto che lui si sposa alla presenza dei carabinieri: donna saluzzese a processo per molestie e minacce

“Sono 15 anni che non mi dà pace. Ancora oggi ci rende la vita impossibile: è una situazione molto pesante”

Tormenta un uomo per anni, al punto che lui si sposa alla presenza dei carabinieri: donna saluzzese a processo per molestie e minacce

Nella mattinata del 12 ottobre si è svolta l’udienza dibattimentale relativa al procedimento iniziato da due coniugi saluzzesi nei confronti di P.D., i quali la accusano dei reati di ingiurie, minacce e molestie. I due nel 2015 avevano già querelato la donna per gli stessi motivi.

Dalle dichiarazioni rese in aula dall’uomo è emerso che P.D. lo tormenterebbe da 15 anni. I due, a detta della parte civile, all’epoca single, si sarebbero conosciuti nel 2005 a Saluzzo durante una serata in discoteca fra amici e, in quell’occasione la donna gli avrebbe chiesto il numero di telefono e lui gliel’avrebbe dato. Da quel giorno non ha mai smesso di cercarmi e di pedinarmi. Ha scoperto dove abitavo e il giorno dopo quella sera è venuta a trovarmi. Me la sono ritrovata sotto casa che mi faceva gli appostamenti sia in ore diurne che notturne: alle volte mi citofonava.  Mi ha minacciato, mi ha insultato, mi telefonava circa 10 volte al giorno e quando lavoravo in fabbrica si presentava lì. Ovunque andassi lei mi seguiva. Non ho mai capito il motivo di questi suoi comportamenti. Non siamo mai stati insieme e nemmeno abbiamo avuto una frequentazione. Ho bloccato sul telefono tutti i numeri da cui lei mi chiamasse. Ancora oggi si presenta sul mio posto di lavoro”.

Secondo quanto testimoniato i comportamenti della donna si sarebbero protratti per molti anni, anche fino al 2014, anno in cui l’uomo ha conosciuto la sua attuale moglie la quale, costituitasi anch'essa parte civile e sentita come testimone ha dichiarato di aver ricevuto spesso molte telefonate minatorie e minacciose da parte di P.D.: “Mi diceva che le avevo rovinato la vita perché le avevo portato via il fidanzato e che se non l’avessi lasciato mi avrebbe ammazzata. Al nostro matrimonio, nel 2016, erano presenti i Carabinieri. Da quando una sera, in compagnia di un uomo, si è presentata a casa mia e ha preso a calci e pugni la porta non esco più di casa da sola. Ora abbiamo una bimba ed è una situazione molto pesante. Ho paura di incontrarla, nonostante lei non mi cerchi più da anni”.

Durante le dichiarazioni delle parti civili è emerso un altro elemento, confermato da un maresciallo citato come testimone dal p.m: quello assunto da P.D. sarebbe un comportamento recidivo. Nellla sua deposizione infatti, l'inquirente ha dichiarato di aver ricevuto, in passato, una segnalazione da un altro uomo che lamentava di essere stato minacciato dalla stessa donna per gelosia.

Si attende il rinvio previsto per il 2 marzo 2021 per ascoltare testimoni della difesa.

CharB.

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