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Attualità | 15 ottobre 2020, 12:25

Il contagio corre a scuola? Non secondo i dati del Ministero: solo lo 0,08% degli studenti contagiati

Le scuole sono, probabilmente, tra i posti più sicuri. L'applicazione delle regole di contenimento dei contagi è totale: distanze, mascherine, classi tenute separate. I contagi degli alunni avvengono fuori dalle aule

Il contagio corre a scuola? Non secondo i dati del Ministero: solo lo 0,08% degli studenti contagiati

Dirigenti e insegnanti lo stanno dicendo i tutte le salse, nonostante le continue comunicazioni su scuole chiuse, classi in quarantena, insegnanti positivi.

Il contagio non corre a scuola. O comunque in percentuale bassissima.

5.793 studenti (0,080%), 1.020 insegnanti (0,133%) e 283 (0,139%) tra il personale non docente. Sono questi i numeri del contagio raccolti dal Ministero dell'Istruzione all'interno degli istituti scolastici in Italia aggiornati al 10 ottobre.

Numeri destinati a salire, come testimoniano i casi quotidianamente registrati in tutto il territorio nazionale, ma che ad ora, secondo il monitoraggio effettuato dal Miur con con la collaborazione dei dirigenti scolastici e sono stati condivisi dall’Istituto Superiore di Sanità, ma che a oggi non destano preoccupazione o fanno ipotizzare a un ritorno massiccio alla didattica a distanza.

A scuola le regole si rispettano forse più che in qualunque altro contesto. Mascherine, distanze, intervallo in classe, studenti di classi diverse tenuti separati. Igienizzazione costante, misurazione della temperatura o comunque comunicazione giornaliera da parte delle famigli, nel rispetto di quel patto di corresponsabilità a cui sono state sollecitate tutte ad aderire. 

I contagi avvengono fuori dalle aule. Arrivano a scuola da fuori, avvengono sui mezzi di trasporto, durante le attività sportive pomeridiane.

Continuiamo anche noi a scrivere di classi in isolamento, di scuole chiuse. Ma questo avviene più in via precauzionale e spesso è dovuto al fatto che molti insegnanti sono comuni a più classi e quindi, in caso di isolamento in attesa di tampone, non possono essere a scuola. Fino ad ora la maggior parte dei tamponi in ambito scolastico ha dato esito negativo.

A confermarlo nei giorni scorsi era stato lo stesso ministro Lucia Azzolina, respingendo la proposta di alcuni governatori di "scremare" le presenze in classe con l'uso per le classi più adulte delle lezioni in streaming, sottolineando come questi dati "confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole" mentre l'attenzione "deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo".

Un pensiero non condiviso da molti genitori. Se in classe infatti vengono prese tutte le misure di sicurezza del caso, ben diverso è per quanto riguarda i trasporti, argomento collaterale ma indissolubilmente collegato alla scuola. E su questo il dibattito resta aperto.

bsimonelli

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