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Sanità | 15 ottobre 2020, 15:15

Coronavirus, il virologo Di Perri: "In Piemonte meno tamponi per problema di forniture. Ieri fatti 6mila, ne serve il doppio""

Il direttore delle Malattie Infettive dell'Amedeo di Savoia di Torino: "Scuola? La diffusione del contagio non arriva dagli studenti, ma dai genitori"

Giovanni Di Perri

Giovanni Di Perri

Non è dalla scuola che sembra partire "in maniera significativa" la nuova diffusione del Covid. E' quanto ha detto Giovanni Di Perri, componente della task force regionale, nel corso di un'intervista a una nota radio torinese. Il Coronavirus "arriva perché i genitori sono andati a cena fuori e hanno portato l'infezione a casa; poi c'è il bimbo positivo e si chiude la classe". "O si smette di fare certe cose in maniera non protetta - ha affermato Di Perri - o il fenomeno continuerà. Non andiamo a cercare nella scuola quello che si trova altrove".

In Piemonte vengono svolti meno tamponi del necessario a causa di "un problema di forniture", ha aggiunto Di Perri. "Dai nuovi centri di Novara e di La Loggia - ha spiegato - ci si aspettano almeno mille test al giorno. Ma in questo momento non riescono a effettuarli. Sembra la ditta fornitrice sia un po' in ritardo nella consegna di materiali e, in particolare, di un oggetto tecnico che serve per l'operazione".

"Mi auguro - ha aggiunto il virologo - che in pochi giorni la cosa possa essere superata perché oggi come oggi il Piemonte deve raddoppiare il numero dei tamponi. Ieri ne ha fatti seimila: devono essere dodicimila".

Di Perri ha avuto parole di ringraziamento verso chi sta lavorando ai tamponi "sia in laboratorio che nella fase di campionamento", profondendo "enormi sforzi" con "turni fino alle quattro di notte".

mdm

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