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Sanità | 15 ottobre 2020, 19:28

Covid nelle scuole ad Alba e Bra: si allungano i tempi delle riaperture. Altri tre docenti positivi al "Mucci"

Si concretizzano i timori paventati dai vertici Asl Cn2: l’incremento esponenziale dei casi di infezione sta mettendo in forte sofferenza il sistema di tracciamento dei contatti

L'Istituto Professionale "Velso Mucci" di Bra

L'Istituto Professionale "Velso Mucci" di Bra

Si profilano tempi più lunghi di quanto inizialmente previsto per il ritorno delle lezioni in presenza nei due istituti di Langhe e Roero – il Liceo "Da Vinci" di Alba e il Professionale "Velso Mucci" di Bra – che alla fine della scorsa settimana si erano fermati dopo la scoperta di alcuni casi di positività nel rispettivi organici, docenti e non.

In entrambi i casi le dirigenze dei due istituti avevano concertato col competente Servizio Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) dell’Asl Cn2 il fermo delle attività scolastiche, così da verificare, tramite tamponi da svolgersi a tappeto tra allievi e docenti, la presenza di possibili focolai interni alle scuole.

Di mezzo ci si sono però messi i risultati – arrivati ieri – dei primi accertamenti, che nel caso di Bra hanno verificato la presenza di altre tre persone positive sulla sola prima platea esaminata. Parliamo di quella dei docenti, comprensiva quindi di 28 insegnanti, del dirigente scolastico, di due tecnici e di un collaboratore scolastico. Un dato per nulla incoraggiante, visto che rappresenta un 10% di positività in questo piccolo limitato campione del totale.

Intanto si aspetta di conoscere l’esito degli accertamenti svolti sui ragazzi. Risultati che sia nel caso del "Mucci" che in quello del "Da Vinci" si stanno facendo attendere più di quanto in un primo momento previsto a causa della situazione di forte sofferenza nella quale è intanto precipitato il lavoro dello stesso ufficio dell’Asl, chiamato a far fronte non solo a un numero di tamponi in pochi giorni enormemente accresciuto, ma anche a tutta la complessa schiera di operazioni che il tracciamento dei positivi richiede.

Da qui l’allungamento dei tempi medi necessari per gli esiti, ma anche lo slittamento degli stessi esami, che nel caso di una classe del "Da Vinci" verranno effettuati solo all’inizio della prossima settimana.

Parlare di riapertura è quindi prematuro, spiegano all’unisono i presidi Alessandro Zannella (Da Vinci) e Gianluca Moretti (Mucci), in questo momento chiamati al non facile compito di tenere informate le famiglie sulla complessa situazione che le scuole vivono in questo momento, confortati perlomeno dal buon funzionamento dei sistemi di didattica a distanza coi quali i due istituti stanno ovviando all’emergenza.

Intanto Asl e scuole si preparano a recepire le nuove indicazioni sul "contact tracing" in ambiente scolastico (con la rimodulazione del numero di tamponi e dei tempi di quarantena cui sottoporre allievi e docenti in casi di positività: leggi qui) che la Regione ha appena disposto recependo in questo senso le indicazioni provenienti dal Ministero della Salute ("Indicazioni per la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena") e tenuto conto "dell’aumento esponenziale del numero di richieste di test diagnostici legati principalmente al setting scolastico".

Il tema, che domani sarà al centro di un incontro in videoconferenza che nella mattinata di domani coinvolgerà tutti i dirigenti scolastici della Granda, è stato al centro del confronto che questa mattina ha messo di fronte il sindaco albese Carlo Bo, l’assessore comunale alle Politiche Scolastiche Elisa Boschiazzo e i vertici dell’Asl Cn2, presenti col direttore generale Massimo Veglio, col responsabile del Dipartimento di Prevenzione Pietro Maimone e col direttore del Sisp Franco Giovanetti.

"Conforta che la situazione nelle scuole primarie e medie della nostra città non sia mutata rispetto ai giorni scorsi – spiega in proposito l’assessore Boschiazzo –, ma i responsabili della nostra sanità ci hanno rappresentato una situazione generale molto seria, legata anche alle oggettive difficoltà che il personale dell’Asl sta incontrando nel fare fronte a un fenomeno che numericamente va crescendo in modo esponenziale. Il rischio, che non va assolutamente sottovalutato, è che l’infezione possa presto trasmettersi ai soggetti fragili delle nostre famiglie, dove tornerebbe a colpire con effetti nefasti e le facilmente immaginabili conseguenze sul sistema ospedaliero. In questo senso non posso che rinnovare l’invito alla popolazione e soprattutto ai più giovani a non sottovalutare il problema, adottando in modo stringente le ben note misure di contenimento del contagio".

Ezio Massucco

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