/ Attualità

Attualità | 16 ottobre 2020, 20:07

Si chiude la vertenza Mahle, salvi i lavoratori di Saluzzo: "Una vittoria frutto di coesione territoriale"

Nei prossimi mesi si aprirà un nuovo capitolo per lo stabilimento saluzzese, un futuro ora siglato Imr, azienda brianzola che opera in ambito automotive. Intanto in poco meno di un anno si chiude la vertenza Mahle con la consapevolezza che il lavoro su questo territorio continuerà ad essere garantito

Si chiude la vertenza Mahle, salvi i lavoratori di Saluzzo: "Una vittoria frutto di coesione territoriale"

Era il 23 ottobre 2019 quando la Mahle  dichiarava di voler chiudere gli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia perché operanti in un mercato “non più competitivo”, quello della produzione di pistoni per il mondo diesel. L’indomani l’azienda, la cui casa madre ha sede a Stoccarda, apriva la procedura di licenziamento collettivo per 453 lavoratori (di cui 209 saluzzesi). E con la paura dei licenziamenti si apriva una difficile trattativa protrattasi per diversi mesi e arrivata fino ai tavoli del governo.

A un anno di distanza le sensazioni sono certamente diverse, forti dell’accordo siglato una settimana fa presso l’Unione Industriale torinese dove si è messo nero su bianco che la brianzola Imr - azienda “Made in Italy” attiva nel mercato dell’automotive - acquisirà gli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia, assumendo tutti e i 266 dipendenti (di cui i saluzzesi saranno la metà). Un risultato ottenuto grazie a una “coesione territoriale” oggi celebrata in comune a Saluzzo con gli amministratori locali, i lavoratori e le sigle sindacali.

“L’atteggiamento attento, fermo e dignitoso dei lavoratori - ha commentato l’esito della trattativa il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni - così come il lavoro di territorio istituzionale hanno portato a un esito positivo. Pur nelle diversità il lavoro comune paga.”

“Oggi possiamo affermare di aver raggiunto l’obiettivo
- ha proseguito Pierandrea Cavallero - Abbiamo dimostrato che insieme si possono ottenere dei risultati. Non accetteremo speculazioni sulla pelle dei lavoratori. La cassa per ristrutturazione aziendale sarà necessaria, ma ci auguriamo sia breve. Il lavoro ha la priorità su tutto. Auspichiamo che tutti possano rientrare a lavorare al più presto”.

Per quanto riguarda la tempistica, nel corso del primo semestre del 2021 riprenderanno le attività produttive con il progressivo rientro dei lavoratori sino al completo assorbimento di tutti gli attuali addetti. L’intesa prevede inoltre l’applicazione a tutti i lavoratori del contratto nazionale Metalmeccanici industria e le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori prima del Jobs act.

Un risultato commentato positivamente anche dal consigliere di maggioranza saluzzese Corrado Lauro, presente nei mesi scorsi a Roma insieme ai lavoratori durante gli incontri tra le parti al Mise: “Risultato non scontato, abbiamo fatto la nostra piccola parte e siamo riusciti ad ottenere un risvolto soddisfacente.”

“Oggi siamo qui a festeggiare il risultato raggiunto - ha poi aggiunto Paolo Demarchi in rappresentanza della Regione Piemonte e consigliere di minoranza nel comune capitale del Marchesato - L’Imr è una realtà storica e italiana che ha dimostrato di credere nel Piemonte e nel settore dell’automotive. E’ sicuramente un ottimo segnale l’assorbimento di tutto il personale. Sarà nostro compito tenere alta l’attenzione e verificare tutti i passaggi nel processo di reindustrializzazione.”


“La scelta istituzionale di essere uniti e compatti nei luoghi istituzionali è stata vincente - ha concluso la deputata cuneese Chiara Gribaudo - ha significato dare voci e vicinanza ai lavoratori. Saluzzo ha dimostrato che quando ci sono problemi le istituzioni dialogano. Ma ad aver fatto un lavoro straordinario sono stati soprattutto i sindacati e i lavoratori. Avete dimostrato che se si lotta i risultati si ottengono. La tradizione industriale di questa terra è legata all’automobile. Dobbiamo ridisegnare il futuro dell’automotive in Piemonte.”

Lo stabilimento di via Grangia Vecchia ha una storia di 58 anni. Nel 1962 si insedia in quest’area un’azienda milanese e crea la Isis (Industrie Subalpine Ingranaggi Saluzzo): qui opera fino al 1968 quando lo stabilimento viene  rilevato dalla torinese Mondial Piston diventando Isis-Mondial Piston. Fino al 1974 quando Isis viene incorporata definitivamente dalla Mondial Piston. Ed è con questo nome che la fabbrica rimane impressa nella memoria dei saluzzesi. Diventa centro d’eccellenza per la produzione dei pistoni e punto di riferimento dell’economia del territorio.

Nel 1987 la Mondial Piston entra a far parte della Mahle (multinazionale con sede a Stoccarda e fondata negli anni ’20 del Novecento) entrando nel grande mercato tedesco della componentistica automotive producendo pistoni diesel per marchi del calibro di Bmw, Volkswagen, Audi e Mercedes, ma anche Fiat.

Nei prossimi mesi si aprirà un nuovo capitolo per lo stabilimento saluzzese, un futuro ora siglato Imr. Intanto in poco meno di un anno si chiude la vertenza Mahle con la consapevolezza che il lavoro su questo territorio continuerà ad essere garantito. 

Daniele Caponnetto

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium