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Ad occhi aperti | 17 ottobre 2020, 18:01

Uomo e natura, perché dobbiamo riflettere su noi stessi - The Lord of the Rings, The Two Tower

“Ma insomma – vi sento dire - ! In un momento come questo, in un anno come questo, la prima cosa a cui pensi è dirci che stiamo uccidendo degli esseri viventi? Che stiamo facendo del male e che, probabilmente, continueremo a farlo in futuro perché la nostra società non sembra avere l’intenzione di cambiare davvero paradigma?!”. Sì, esatto. Perché perdere un’occasione per non centrare il bersaglio, no?

Una scena de "Il Signore degli Anelli - Le due torri"

Una scena de "Il Signore degli Anelli - Le due torri"

“The Lord of the Rings – The Two Towers” (“Il Signore degli Anelli – Le due torri”) è un film fantastico di produzione americana e neozelandese del 2002 scritto da Fran Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair e Peter Jackson, e diretto dallo stesso Jackson.
Secondo capitolo dell’acclamata trilogia tratta dalla serie di romanzi dell’autore britannico J.R.R.Tolkien, vede tre diverse linee narrative proseguire (in parte) intrecciarsi: gli hobbit Frodo e Sam che devono raggiungere la terra di Mordor per distruggere l’eponimo anello malvagio, gli avventurieri Aragorn, Legolas e Gimli che approdano nella terra degli uomini di Rohan e gli altri due hobbit Merry e Pipino che devono ricongiungersi a loro dopo essere fuggiti dalle grinfie dei malvagi orchi. Tutti stanno macchinando per indebolire l’Oscuro Signore Sauron… ma questi metterà in campo le forze del suo alleato, lo stregone Saruman.

Un’infornata di altre notizie inquietanti in questo 2020 in cui la gioia sembra un ricordo lontano? Arriva dai risultati dello State of the World’s Plants and Fungi 2020 – un rapporto che ha unito centinaia di scienziati del mondo nell’analisi dei rapporti tra piante e uomo in 42 paesi - , ed è lapidario come solo una previsione statistica può arrivare a essere: due quinti delle piante del mondo, il 40,5% di quelle attualmente conosciute, è a rischio estinzione.

Un dato sinceramente preoccupante, specie se unito alla presa di coscienza che l’essere umano stia portando a una cancellazione delle specie viventi vegetali più rapida persino della sua attività di scoperta e nomenclatura di quelle prima sconosciute (e che potrebbero anche risultare importanti nella lotta alla sfida sanitaria attuale e a quelle del futuro).

Altro punto su cui si concentra lo studio riguarda l’utilizzo che l’uomo fa delle piante esistenti. Più di 7.000 specie hanno potenziale alimentare ma l’uomo ne utilizza solo una manciata, mentre esistono circa 2.500 specie che potrebbero fornire energia ma la maggior parte dei biocarburi ne sfrutta soltanto 6.

“Ma insomma – vi sento dire - ! In un momento come questo, in un anno come questo, la prima cosa a cui pensi è dirci che stiamo uccidendo degli esseri viventi? Che stiamo facendo del male e che, probabilmente, continueremo a farlo in futuro perché la nostra società non sembra avere l’intenzione di cambiare davvero paradigma?!”

Sì, esatto. Perché perdere un’occasione per non centrare il bersaglio, no?

L’ho scritto tante volte, negli appuntamenti con “Ad occhi aperti”: se cerchiamo un colpevole, per la maggior parte delle cose che succedono nel mondo, non abbiamo da andar tanto lontani dallo specchio del nostro bagno. O di camera nostra, o di qualunque altro posto in cui teniamo uno specchio.

Le pellicole della trilogia de “Il Signore degli Anelli” sono, indiscutibilmente, iconiche e hanno contribuito a sdoganare un genere – letterario, prima di tutto – soprattutto di nicchia. Ma non significa che, in più di un senso e sotto più di un aspetto, siano anche pellicole “di denuncia”. “Le due torri”, nello specifico, denuncia chiaramente l’imbarbarimento della società e lo sfruttamento senza controllo delle risorse naturali nell’Inghilterra del XX° secolo.

Nel film, infatti, i due hobbit pasticcioni Merry e Pipino vengono rapiti dalle creature dello stregone Saruman, che sta costruendo un vero e proprio esercito prosciugando le risorse di quella che, sin dall’antichità, era la prospera Valle di Isengard; i due piccoli avventurieri si ritroveranno a fare la conoscenza degli Ent, alberi antropomorfi e secolari guardiani delle foreste, e riusciranno a convincerli a rivoltarsi contro lo stregone per riprendersi ciò che questi gli ha crudelmente sottratto.

L’assedio della torre di Isengard – con gli orchi rimasti a guardia dello stregone spazzati via completamente dalla furia della natura e degli Ent – sono certamente rimaste nell’immaginario collettivo (in quello di un giovane nerd dell’epoca come il sottoscritto sicuramente). Ma dovrebbe farci riflettere: da che parte stiamo, realmente, ogni giorno della nostra vita? Da che parte siamo stati, in passato, e da che parte saremo in futuro?

Per correggere il tiro e riconsiderare la nostra posizione  c’è tempo, (quasi) sempre. Soprattutto in un anno strano e imprevedibile come questo 2020: chi lo sa che tra i cambiamenti possibili, non ce ne possa essere uno in positivo?

simone giraudi

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