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Scuole e corsi | 18 ottobre 2020, 13:48

Covid e scuola: per ora niente didattica a distanza ma sì a ingressi e uscite scaglionate

E' quanto comunica Anief, associazione sindacale insegnanti e formatori. L'estate scorsa, quando si stava riorganizzando l'avvio dell'anno scolastico, il dirigente dell'Itis aveva visto, proprio nell'ipotesi degli ingressi scaglionati, una delle maggiori difficoltà da gestire

Covid e scuola: per ora niente didattica a distanza ma sì a ingressi e uscite scaglionate

Ingressi scaglionati nelle scuole e università ma per ora niente didattica a distanza: sono - stando a quanto pubblicato da Anief, associazione sindacale insegnanti e formatori, e ribadito dal sito Orizzontescuola, le indicazioni emerse dall'incontro di stamattina 18 ottobre tra Governo e Regioni e che saranno parte del dpcm atteso in serata.

Insomma, sembra essere passata la linea del Ministero dell’Istruzione: nessuna misura generalizzata, ma interventi mirati, con differenze fra territorio per territorio.

Queste sono anche le indicazioni sulla scuola arrivate dal Comitato tecnico scientifico e che il Governo ha deciso, appunto, di accogliere nel Dpcm contenente nuove misure restrittive per l’emergenza coronavirus. Il Cts si è soffermato sulla “esigenza di elevare al massimo l’attenzione sul rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e confida sulla corretta attuazione delle seguenti valutazioni: nelle attuali condizioni epidemiologiche il CTS suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado”.

Lo abbiamo più volte detto anche sulle pagine di targatocn: la scuola è sicura, il rispetto delle regole massimo.

I dirigenti e il personale hanno passato l'estate a misurare, calcolare, aprire nuovi accessi, gestire le aule, distanziare i banchi.

I trasporti sono uno dei nodi principali ed è proprio la misura degli ingressi e delle sucite scaglionate a fornire una risposta, per il momento. Ma già nei mesi scorsi, quando la pandemia sembrava sotto controllo, il dirigente dell'Itis di Cuneo Ivan Re, che gestisce un istituto con oltre 1000 studenti provenienti da un territorio molto esteso, aveva evidenziato come fosse logisticamente improbabile pensare ad una soluzione di questo tipo.

Vorrebbe dire, infatti, modificare tutta l'organizzazione e, soprattutto, aumentare le corse dei pullman e la frequenza. Cosa tutt'altro che semplice, soprattutto in un territorio vasto e complesso come quello della provincia di Cuneo.

Quello dei trasporti, fin dall'avvio dell'anno scolastico, era apparso come uno dei problemi principali. Assembramenti fin dalle fermate, con gli studenti decisamente poco ligi al rispetto delle distanze e all'obbligo di indossare la mascherina.

“Un’importante criticità – sostiene il Cts - è rappresentata dal trasporto pubblico locale che non sembra essersi adeguato alle rinnovate esigenze, nonostante il CTS abbia evidenziato fin dallo scorso mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager”. 

Dopo avere rimarcato “l’attuale incertezza relativa agli aspetti epidemiologici correlata alla circolazione e alla trasmissione del virus, pur nella consapevolezza che, attualmente, i focolai sono principalmente all’interno delle famiglie”, il Cts ritiene che si debba procedere anche alla “limitazione temporanea” della “fruizione di eventi a grande aggregazione di pubblico (es. congressi, fiere, ecc.) ed altri assembramenti di persone spontanei o comunque organizzati”. Invece uno spazio maggiore, sempre per il Cts, dovrà essere riservato allo smart working “sia nell’ambito del settore pubblico che in quello privato”.

 

barbara simonelli

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