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Attualità | 19 ottobre 2020, 20:32

Cgil Cuneo: "Esiste un modello Piemonte per combattere l'epidemia Covid-19?"

Riceviamo e pubblichiamo

Cgil Cuneo: "Esiste un modello Piemonte per combattere l'epidemia Covid-19?"

Alla luce del nuovo DPCM del Governo, mentre le statistiche ufficiali in Italia registrano una fase di peggioramento dei contagi,   la circolare Cirio della Regione Piemonte detta le sue regole originali e le ASL territoriali, di conseguenza, affrontano la pandemìa con modalità esclusive.
Abbiamo potuto verificare, come organizzazione sindacale, che nelle scuole del cuneese la prassi per il controllo dei contagi è cambiata, in caso di positività non è previsto infatti l’esame del tampone per i contatti, ma solo il periodo di quarantena e soltanto qualora si determini che il contatto è stato a rischio ( ! ) .
Ci chiediamo, la domanda appare retorica ma non lo è, chi stabilisca il rischio quando si tratta di contatti quotidiani con i propri colleghi di lavoro, oppure chi possa garantire l’ utilizzo dei dispositivi di sicurezza durante i tempi di convivenza lavorativa.
La sicurezza in materia sanitaria, lo diciamo dall’inizio di questa fase emergenziale, va ricondotta alle responsabilità regionali e alla conseguente prevenzione sul territorio, occorre infatti individuare e bloccare tempestivamente i focolai, individuando i contatti più stretti per interrompere la catena dei contagi. La circolare della Regione Piemonte sembrerebbe di opposto avviso, forse più orientata ad un contenimento della spesa piuttosto che ad una limitazione del virus , evidenziando una fragilità del sistema ed una incapacità di affrontare il problema.
Siamo persuasi che, in questo momento, la tutela della salute pubblica passi attraverso la verifica costante della situazione virale , i tamponi sono essenziali per individuare anche casi asintomatici o con sintomi lievi , sono l’unica risorsa per circoscrivere i contagi.

Ci sono degli effettivi ritardi, ci stiamo confrontando con una legislazione incompleta, spesso contradditoria e incoerente, con un apparato statuale che non era affatto pronto ad effettuare erogazioni così generalizzate. Sappiamo però che va perseguita l’applicazione delle regole primarie per tutelare la salute, la sicurezza nelle nostre scuole, nei posti di lavoro, nella vita quotidiana e rifiutare con forza le facili scorciatoie che porterebbero ad una nuova chiusura totale.

comunicato stampa

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